Confindustria sostiene concretamente la moda

"L’industria della moda è centrale nella ripresa e nello sviluppo dell’economia italiana ed è un dovere sociale e morale fare il possibile per salvaguardarla". Così Emma Marcegaglia ha aperto venerdì scorso la conferenza stampa in avvio di MilanoVendeModa. Già per il 5 marzo il presidente di Confindustria si aspetta risposte concrete dal Governo, in particolare sull’emergenza credito. "Ma occorre fare presto", ha ribadito il presidente di Smi, Michele Tronconi. Giovedì è infatti fissato il “Liquidity Day”, un momento di confronto con il ministro Giulio Tremonti, oltre che con Sace e la Cassa Depositi e Prestiti, cui è stato invitato a partecipare anche il presidente di Smi, intervenuto all’incontro venerdì pomeriggio. Tra le richieste degli industriali sul tavolo il 5 marzo, quella che le banche accettino di emettere i cosiddetti “Tremonti Bond”, che dovrebbero essere sottoscritti dallo Stato. Per avere la certezza che i capitali raccolti si tramutino in effettivo credito alle imprese, Marcegaglia ha proposto la costituzione di “osservatori” e di “mediatori” (presumibilmente legati alla Banca d’Italia) che facilitino l’incrocio tra imprese meritorie e banche: un modello che sta già manifestando i suoi effetti positivi in Francia. Confindustria chiederà anche che Sace (società controllata dal Tesoro, attiva nei servizi assicurativi e finanziari) prenda il posto delle assicurazioni del credito (di questi tempi praticamente scomparse) e che, in analogia con quanto avviene per realtà omologhe sul territorio francese e tedesco, il gruppo finanzi le esportazioni. Per dare ossigeno alla società fondamentale è anche la costituzione di un fondo di garanzia pubblico che permetta il consolidamento del debito a medio termine. “Se il Governo si attiverà con il fondo come pure con sgravi fiscali, e le banche torneranno a finanziare le imprese, gli imprenditori in condizioni di farlo si impegneranno ad apportare capitali nelle loro aziende”, ha detto Marcegaglia, che ha chiesto agli associati di “crescere, aggregarsi e continuare a investire, per ripartire più forti a crisi finita”. Ma le proposte dell’associazione alle autorità toccano anche altri temi “caldi”: vanno dal raddoppio del limite previsto per le compensazioni tra crediti e debiti d’imposta (da 516mila euro a un milione), a una maggiore flessibilità per la cassa integrazione ordinaria, da una riduzione dei costi dell’energia (a tutt’oggi la moda non è riconosciuta come attività energivora) a un minore carico fiscale, con particolare riferimento al lavoro femminile (il 65% degli impiegati totali, nel caso della fashion industry, mentre su scala nazionale la quota è nettamente inferiore rispetto alla media europea). “Ma occorre fare presto”, ha affermato il presidente di Smi Tronconi, concordando appieno sui punti esposti da Marcegaglia. “Ci sono centinaia di aziende, soprattutto a monte della filiera, che rischiano di uscire definitivamente dal mercato”, ha aggiunto ricordando che in gennaio i dati sulle ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria e speciale hanno visto aumenti tra il 100 e il 400%. “La profondità e l’ampiezza di questa crisi, per la prima volta, non ci consentono di provare a uscirne soltanto con le nostre forze: si vince o si perde tutti insieme - ha concluso Tronconi -. La vicinanza non formale del presidente di Confindustria è la migliore dimostrazione che, intanto, non siamo soli”. Fonte Fashionamagazine

 

Gucci: massima collaborazione

Alcuni investigatori privati avrebbero raccolto in modo illegale informazioni su fornitori, clienti, dirigenti e contoterzisti della griffe della doppia G, all’insaputa dell’azienda. I portavoce di Gucci, ribadendo la totale estraneità alla vicenda, informano che la casa di moda sta fornendo la massima collaborazione all’autorità giudiziaria. “Confermiamo che sono in corso perquisizioni presso gli uffici di Casellina (Firenze), Milano e Roma – precisano – ordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze, a seguito di indagini in merito a ipotesi di reato di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio”. L’inchiesta, condotta dal pm Ettore Squillace Greco, mira a fare luce sui metodi utilizzati da alcune agenzie private d’investigazione per ottenere notizie riservate. Sette gli arrestati, tra cui il 44enne Carlo Del Bo, ex responsabile della security di Gucci Group, e il 48enne Luigi Martini, titolare della Sia, realtà attiva nelle investigazioni private con la quale aveva collaborato un agente di polizia suicidatosi nel settembre 2006, due giorni prima che esplodesse il caso Telecom. Da Gucci tengono a specificare che Del Bo aveva smesso di lavorare per Gucci Group nel 2007, anno in cui si sono interrotti anche i rapporti con Martini.

 

Burberry: nuova immagine in America

Christopher Bailey, direttore creativo di Burberry, e Mario Testino, il fotografo che ha scattato la campagna autunno-inverno 2008/2009 del marchio, sono stati gli anfitrioni del cocktail party tenutosi lunedì a Beverly Hills per la riapertura del monomarca della griffe britannica. Il negozio è stato, infatti, completamente ristrutturato in base al nuovo concept messo a punto da Bailey. Ma anche altri appuntamenti si segnalano nella trasferta americana del brand. Vip del calibro di Dustin Hoffman, Kate Hudson, Charlize Theron, Liv Tyler, Mischa Barton, Amber Valletta e Avril Lavigne, solo per citarne alcuni, sono intervenuti all’inaugurazione del rinnovato tempio di Burberry a Beverly Hills. Il negozio, che si trova al 9560 di Wilshire Boulevard, ha una superficie di circa 700 metri quadri e presenta il prêt-à-porter uomo e donna delle collezioni Burberry Prorsum e Burberry London e un assortimento completo di accessori. Caratteristiche peculiari dello spazio di vendita sono le sale separate per l’uomo e la donna, oltre a una sala vip e a un grande ambiente dedicato alle calzature. L’interno presenta pannelli divisori a tutta altezza, decorati con il motivo a scacchi Burberry in nero cromato, pareti con finiture in stucco veneziano e tappeti e mobili creati personalmente da Christopher Bailey. Anche la facciata esterna del negozio, in cemento, riprende il motivo della griffe in tono su tono. “Questo è il primo monomarca Burberry in America Settentrionale disegnato secondo la nostra nuova estetica – ha detto Angela Ahrendts, ceo di Burberry - . Rappresenta l’energia e il nuovo atteggiamento della griffe”. Ieri Christopher Bailey e Angela Ahrendts hanno presenziato a Los Angeles anche all’anteprima della mostra “Vanity Fair Portraits 1913-2008” sponsorizzata dalla Casa di moda inglese, mentre oggi si è svolta una colazione in loro onore presso il grande magazzino Neiman Marcus. La trasferta oltreoceano si conclude domani a New York con la Fashion Group International Night of the Stars, serata di gala in cui a Bailey sarà conferita l’onorificenza di Star Honoree in Fashion.

 

Mango con Mattel

Il gruppo spagnolo Mango ha siglato un'intesa con Mattel, tra i leader nel settore dei giocattoli, per la realizzazione di una collezione di magliette con l'immagine della celebre bambola Barbie. Barbie by MNG Jeans, questo il nome della linea, debutterà agli inizi di luglio in tutti i Paesi in cui sono presenti i negozi Mango e su www.mangoshop.com. Si tratta in particolare di sei modelli le cui stampe si ispirano di volta in volta al mood degli anni Cinquanta, Settanta e Ottanta. “Questa collaborazione ci permette di dare valore aggiunto al nostro pubblico - ha commentato Ninona Vila, responsabile delle p.r. di Mango -. Possiamo differenziarci e sorprendere le nostre clienti offrendo un prodotto innovativo, legato a un marchio storico come Barbie, che ha fatto parte della loro infanzia e rendendo il loro abbigliamento più trendy, grazie a un pizzico di design”. “Siamo sicuri che questa collaborazione sarà molto fruttuosa perché le due aziende condividono i valori di base. Sono marchi entrambi dinamici e creatori di nuove tendenze, impegnati a offrire ai loro clienti prodotti di moda e di qualità”, ha dichiarato Elisabeth Dubost, responsabile senior per i prodotti di largo consumo di Mattel. fonte fashionmagazine

 

Pull and Bear in Inghilterra

A breve distanza dall'apertura in via Torino a Milano, Pull and Bear ha lanciato il suo primo store britannico. Il punto d'approdo sul mercato inglese per la catena college-inspired di proprietà della spagnola Inditex non sarà la capitale, bensì la più periferica Liverpool. Intanto l'intero gruppo archivia il trimestre con un +9% nei ricavi. Il nuovo spazio inglese, 570 metri quadrati distribuiti su due piani, si trova all'interno del Liverpool One, uno dei più grandi shopping centre d'Europa, dove Inditex à già presente con un'insegna Zara. L'offerta, focalizzata sull'abbigliamento giovane e casual, prevede anche un'ampia scelta di accessori, calzature e beachwear. Liverpool non è che la prima tappa distributiva inglese di Pull and Bear, che nei prossimi mesi procederà a nuove aperture (tra cui Londra, in Oxford Street), secondo una strategia di espansione globale che per il 2008 ha in progetto 70 opening (di cui solo il 20% in Spagna). Grazie anche a questa catena, lanciata nel 1991 e arrivata a quota 542 negozi in 37 Paesi, il primo trimestre fiscale del gruppo catalano si è concluso con vendite per 2,2 miliardi di euro (+9% e +12% a perimetro costante), mentre il margine operativo lordo è salito del 7% a 425 milioni. L'ebit è incrementato del 5% a 295 milioni, portando così l'utile netto a 219 milioni (+10%). Alla chiusura del quarter Inditex, che elenca tra le altre insegne Zara, Massimo Dutti e Oysho, vanta all'attivo 3.836 shop, 145 dei quali new entry. Fonte fashionmagazine

 

Bikkembergs-Junior

Bikkembergs debutterà al prossimo Pitti Immagine Bimbo con una nuova collezione childrenswear, frutto del recente accordo di licenza firmato dal creativo belga, noto per lo stile sport couture, con Junior Fashion Group, società controllata da Mariella Burani Fashion Group. A partire dalla primavera-estate 2009, la Junior Fashion Group seguirà direttamente fino al 2012 la produzione e la distribuzione a livello internazionale di questo ulteriore sviluppo del childrenswear disegnato da Dirk Bikkembergs. Con questa operazione, Junior Fashion Group rafforza il proprio processo di espansione nel segmento abbigliamento infantile. Oltre a Bikkembergs i marchi attualmente in licenza sono: Mariella Burani Le Giovani, Mariella Burani I Bimbi, Burani Junior, Killah, Patrizia Pepe, Phard Babe Jeans, Zu Elements e Bogner. Fonte Fashionmagazine

 

Rialzo per Tod's

Il gruppo Tod's chiude il primo trimestre dell'esercizio con ricavi pari a 190,9 milioni di euro (+7,4% e +8,9% a cambi costanti), dove si mette di nuovo in evidenza il brand Roger Vivier con un progresso del 35,6%. Ottimista il presidente e a.d. Diego Della Valle, nonostante il contesto di mercato giudicato "impegnativo": le aspettative per il 2008 sono di realizzare una buona crescita di utili e fatturato. Nel quarter la società ha realizzato un ebitda di 43,7 milioni di euro (+7,9%), mentre l'ebit ha raggiunto i 37,2 milioni (+7,8%). Tra gli altri marchi del gruppo, in decisa crescita Hogan, che registra un +18,6%, mentre Tod's e Fay segnano rispettivamente +1,7% e +4%. Riscontri positivi da tutti i principali mercati di riferimento, Italia in testa (+12,7%), con l'eccezione degli Usa (-4,8%). Fonte Fashionmagazine

 

Ppr: avanza

Il colosso francese Ppr, attivo nella grande distribuzione e nel settore dei luxury goods, ha diffuso oggi i dati relativi al primo trimestre 2008. Il fatturato si attesta a 4,9 miliardi di euro, mettendo a segno un incremento del 19,8% a valori attuali rispetto all’analogo periodo 2007 (+4% a cambi costanti). Per il brand Gucci, vendite in aumento del 2,4% a cambi costanti, ma i mercati maturi presentano andamenti contrastanti. “Grazie al suo profilo diversificato ed equilibrato, Ppr ha cominciato l’anno con una solida business performance, in una situazione più difficile che in passato” commenta François-Henri Pinault, ceo del gruppo. La controllata Gucci Group, a cui fanno capo brand del calibro di Alexander McQueen, Bottega Veneta e Yves Saint Laurent, riporta nel trimestre in esame ricavi per 816 milioni di euro, in aumento del 4% a valori attuali (+9,6% a periodi comparabili), scontando una situazione cambi non favorevole e difficoltà sul mercato dei beni di lusso. Fra questi risultati, in linea con le aspettative del colosso d'Oltralpe, i dati che provengono dal segmento “fashion and leather goods” mostrano un incremento a doppia cifra, dove brilla la performance cinese (+116% le vendite nell’ex Celeste Impero). Vanno bene l’Europa e il Nord America. Piatta, invece, la situazione sul mercato nipponico. Nel dettaglio del marchio Gucci, le vendite crescono del 2,4% a cambi costanti (o del 3,7% se si escludono gli orologi), contro un +10,2% nell'analogo periodo 2007. Si verifica però un calo del 3,3% se si considera l'impatto negativo delle fluttuazioni valutarie. Come riporta un comunicato, mentre i mercati emergenti vanno a passo spedito, quelli più maturi presentano una situazione contrastante. Parallelamente, il canale wholesale si dimostra meno dinamico di quello retail. "Sono già state prese le dovute misure per riacquistare un tasso di crescita coerente con gli obiettivi del Gruppo", specifica la nota. Da segnalare, comunque, le significative performance di Yves Saint Laurent e Bottega Veneta, che nel primo trimestre dell'anno in corso mostrano un’avanzata dei ricavi, rispettivamente, del 20,2% e del 31,5% a periodi comparabili: cifre che confermano il successo della strategia multi-brand di Gucci Group. Fra gli altri marchi del gruppo transalpino, Puma progredisce del 6,6% ma subisce un rallentamento da attribuirsi anche alla situazione sfavorevole degli States mentre la catena Fnac, principale motore dei ricavi, riporta un + 2,7% nelle vendite a periodi comparabili, trainati soprattutto dalla performance online e dal business fuori la Francia. “Rimango fiducioso nella capacità di Ppr di esprimere un altro anno di crescita e una migliore performance finanziaria” sottolinea Pinault. Fonte fashionmagazine

 

Guru nel mirino

Guru si prepara a passare nelle mani del gruppo tessile Bombay Rayon Fashion? Come annuncia un comunicato dell’azienda indiana, la sussidiaria olandese Brfl Europe Bv Netherlands potrebbe acquisire il marchio Guru e le attività correlate dalla Jam Session, cui fa capo il brand, per 33 milioni di euro. L’esercizio chiuso il 30 ottobre 2007 ha fatto registrare a Jam Session un fatturato di 83 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 11,3 milioni di euro (depurato delle operazioni infragruppo). Un dato che segna un miglioramento per la redditività della società: l’ebitda l’anno precedente ammontava, infatti, a 6 milioni di euro. Più difficile è confrontare l’andamento dei ricavi, poiché il 2006 si era chiuso con un giro d’affari di 80,4 milioni di euro, calcolati però su un esercizio di soli 10 mesi chiuso il 31 dicembre e la stagionalità legata al prodotto moda non consente di formulare un’esatta comparazione. Negli ultimi tempi Jam Session ha portato a termine due successivi aumenti di capitale, l’ultimo dei quali è stato a ottobre 2007, che hanno consentito di raggiungere un patrimonio netto di 64 milioni di euro. Le previsioni per il 2008 sono di raggiungere i 90 milioni di euro di ricavi e un ebitda di 18 milioni di euro. Fonte fashionmagazine

 

A Kiev

Continuano le aperture di boutique di importanti brand della moda nella capitale ucraina a opera dell’Hélèn Marlèn Group. Il retailer, leader nello sviluppo del lusso, sta progettando di lanciare una seconda strada luxury, dopo il noto Passage. In definizione anche accordi per creare un network di distribuzione in tutto il Paese. Ma le novità non finiscono qui. All’Hélèn Marlèn Group – guidato dal presidente Mikhail Kavitsky e dalla moglie Oksana, responsabile acquisti, affiancati da un management efficiente e affiatato - si deve il merito di aver creato la prima via del lusso ucraina, prospiciente il Khreschatyk, il boulevard più famoso della capitale. “Questa strada attualmente ospita i punti vendita di Bottega Veneta, Roberto Cavalli, Gucci, Burberry, Salvatore Ferragamo e Yves Saint Laurent - spiega a fashionmagazine.it Murizio Aschero, direttore generale di Hélèn Marlèn Group -. In maggio qui debutterà uno store Dsquared2 e a fine giugno un multimarca a insegna Hélèn Marlèn dedicato alla moda maschile, con un ampio spazio destinato a Tom Ford, che si affiancherà a quello riservato all’universo femminile già esistente”. “In settembre, sempre nel Passage – prosegue Aschero - si trasferirà il nostro multimarca di calzature di piazza Sofievskaya, perché in quella location entrerà Loro Piana. Infine nella primavera 2009 arriverà un’importantissima ed esclusiva griffe francese”. “Così facendo si esauriranno i negozi disponibili nella strada del lusso - aggiunge Aschero -. Stiamo pertanto identificando una nuova area, sempre nel centro città, che diventerà il secondo polo de luxe di Kiev. Sarà perfetta per accogliere punti vendita sia di nuovi brand, sia di marchi di particolare successo già presenti nel Passage”. Mikhail e Oksana Kavitsky stanno investendo anche nel resto del Paese: in luglio “battezzeranno” a Yalta, in Crimea, un multibrand store con il meglio della moda internazionale. Sempre nello stesso mese avvieranno un multimarca a Odessa in partnership con un retailer locale, con il quale svilupperanno, a tempo debito, una serie di monobrand. Infine nel 2010 i due noti retailer-imprenditori contano di inaugurare nel cuore di Kiev, il primo department store del lusso ucraino. E parallelamente a questa attività - l’Hélèn Marlèn Group attualmente dispone di 15 tra monomarca (in franchising) e plurimarca, oltre a due negozi per bambini - i coniugi Kavitsky si stanno organizzando per diventare distributori in tutta l’Ucraina. Una scommessa non da poco. Fonte Fashionmagazine

 

I preferiti in Cina

Un recente studio condotto da MasterCard Worldwide e pubblicato sul China Daily, principale quotidiano in lingua inglese del Paese, ha analizzato le abitudini di consumo della nuova middle e upper class cinese e rivelato i brand più apprezzati nell’ex Celeste Impero. Chanel e Armani le griffe più amate nel lusso mentre nello sportswear dominano Adidas e Nike. Ma non mancano le sorprese. Dalla ricerca, condotta su un campione di 1.800 persone con un reddito annuo superiore a 16.000 dollari e residenti a Pechino, Shanghai e Canton, è emerso che quasi la metà degli intervistati (38.6%) predilige i marchi stranieri in molte categorie di consumo come la moda, l’elettronica e le auto. Nella gioielleria, si impone a sorpresa il brand di Hong Kong Chow Tai Fook che ha battuto prestigiose case internazionali del calibro di Cartier (solo seconda) e Tiffany & Co. Nel settore automobilistico i primi dieci brand sono tutti stranieri con al top le case automobilistiche tedesche BMW, Mercedes-Benz e Volkswagen. Nell’elettronica, la giapponese Sony si aggiudica il primo posto nella categoria macchine fotografiche mentre per la telefonia cellulare è Nokia il brand più popolare tra gli intervistati. Il marchio cinese capace di competere con quelli stranieri in categorie di rilievo è la Haier, azienda leader nella produzione di elettrodomestici. Oltre al settore moda, l’Italia si piazza bene anche nella categoria vini dove, secondo la ricerca, è preceduta solo dagli eterni concorrenti francesi. “La preferenza per i marchi stranieri - commenta Yuwa Hedrick-Wong, economic advisor per l’Asia-Pacific di MasterCard Worldwide - è dovuta non solo al loro valore di status symbol, come comunemente ritenuto, ma anche a una crescente attenzione da parte dei consumatori cinesi verso la qualità del prodotto, il design e l’impatto ambientale”. Fonte Fashionmagazine

 

Levi Strauss Europe

Più che positivo il bilancio di Levi Strauss Europe nel 2007: i ricavi netti hanno superato la soglia del miliardi di dollari, in avanzata del 13% rispetto all'anno precedente. Trainante, in particolare, il ruolo del quarto trimestre, in cui il turnover netto si è attestato a quota 285 milioni (+16%). L'utile operativo si è portato a 221 milioni di dollari (+15%) nei 12 mesi e a 52 milioni (+24%) su base trimestrale. I vertici di Levi Strauss Europe hanno buone ragioni per dichiararsi ottimisti sul prossimo futuro, in un continente che ha dimostrato di apprezzare, in particolare, i modelli Levi's Red Tab e, in generale, le proposte "premium". Ottima anche l'accoglienza verso i nuovi Levi's store aperti in diversi Paesi. I progetti si focalizzano sull'introduzione di proposte innovative, soprattutto di alta gamma, e su un'ulteriore espansione retail nel continente. A livello globale, nell'anno fiscale 2007 il fatturato netto della società con quartier generale negli Stati Uniti ha totalizzato 4,4 miliardi di dollari (+4% in confronto con il 2006), con un utile netto pari a 460 milioni di dollari (+93%, grazie a un minor prelievo fiscale e a una riduzione degli oneri in conto interessi). L'utile operativo ha oltrepassato i 640 milioni di dollari, con un progresso del 4%. Fonte Fashionmagazine

 

Versace ricavi 2007

Il Gruppo Versace, dopodomani in passerella con il prêt-à-porter femminile, ha archiviato il 2007 in crescita: il fatturato, pari a 310,6 milioni di euro, ha evidenziato un progresso del 7,8% rispetto all'esercizio precedente (+13,8% se calcolato a cambi e perimetro costanti). La maison della Medusa riconferma, inoltre, il raggiungimento dell'equilibrio economico e finanziario. Come spiega una nota della società, la posizione finanziaria netta risulta attiva per 4,4 milioni di euro. “L'incremento del giro d'affari - sottolineano dalla Versace - risulta ancora più significativo se si considera che nel primo semestre del 2007 cinque boutique sono state chiuse per ristrutturazione”. In una recente intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, l'a.d. Giancarlo Di Risio ha spiegato che nei mesi a venire dovrebbe cambiare la composizione dei ricavi in favore di un maggiore contributo derivante dalle proposte maschili (dal 35 al 50%). Anche la progettazione di alberghi resta un business interessante, tanto che dopo il resort sulla Gold Coast australiana (inaugurato nel 2000), nel 2009 debutterà a Dubai un nuovo Palazzo Versace costruito da Emirates Sunland Group (vedi fashionmagazine.it del 14 maggio) ed entro giugno sarà scelta la sede di un altro opening “sempre nell'area asiatica e sempre in un luogo di vacanza, sul mare”. Ad aprile, ha aggiunto Di Risio, debutterà anche un'altra divisione, dedicata all'arte e alla cultura. “Abbiamo già trovato la persona che se ne occuperà - ha concluso l'a.d. di Versace - . Dovrà gestire il nostro teatro in Piazza Vetra, ma soprattutto il patrimonio artistico di Gianni Versace. Lì c'è la storia di tutta l'azienda”. Fonte Fashionmagazine

 

Benetton profitti annuali

In base ai dati preliminari, sale del 16% a 145 milioni di euro l''utile netto 2007 di Benetton. A fronte di un incremento annuale dei ricavi del 9%, il risultato operativo ha invece raggiunto quota 243 milioni (+35%). Il fatturato 2007 del gruppo di Ponzano Veneto si è attestato a 2,085 miliardi di euro e le stime del management sono di un''ulteriore crescita, tra il 6 e l''8% (a parità di perimetro), per l''esercizio in corso. A livello di margine operativo lordo e di utile netto, l''incremento previsto è superiore al 7%. Il cda di Benetton, che ha annunciato l''intenzione di revocare la quotazione delle azioni dalla Borsa di Francoforte (in futuro saranno negoziate soltanto sul listino di Piazza Affari), ha inoltre preventivato nuovi investimenti per 250 milioni di euro sia a livello di operations, sia per accelerare la crescita sui mercati strategici e prioritari (India, Turchia, Est Europa, Messico e Cina). Nel 2007, come precisa una nota, se l''incremento delle vendite in Europa ha superato il 12%, la Russia ha mostrato un tasso di crescita oltre il 40% e l''India ha segnato un +58%. A livello di marchi, United Colors of Benetton (UCB) adulto è progredito del 9% nel 2007, mentre il bambino ha registrato un +15%. Gli accessori (UCB e Sisley) sono visti dai vertici come “driver di crescita futura”: la strategia è, infatti, quella di aprire nuovi punti vendita dedicati (dopo un primo approccio a Roma) e di estendere l''offerta alla fascia alta. L''abbigliamento Sisley, con la nuova identità glamour, ha messo a segno un +6%, mentre l''intimo di Undercolors è salito del 12% (il business vedrà ampliata la rete distributiva con 30 nuovi indirizzi nella primavera-estate 2008). Importanti progressi, infine, per la linea Playlife (+23%), la cui identità si sta avvicinando sempre di più al mondo dei college americani. Fonte Fashionmagazine

 

Lvmh

Lvmh chiude il 2007 con utili per 2,025 miliardi di euro, in rialzo dell'8% rispetto all'esercizio precedente. La capacità di innovare e il talento dei vari team di lavoro nel gruppo rendono fiducioso il chairman e ceo Bernard Arnault: il 2008 sarà un anno di ulteriore crescita. Il risultato d'esercizio tiene conto di un incremento dell'8% dei ricavi, aumentati a 16,48 miliardi di euro. Gli utili derivanti dall'attività corrente sono invece progrediti del 12% a 3,55 miliardi (+20% a cambi costanti). Il business “fashion & leather goods”, in particolare, ha consentito di realizzare 5,6 miliardi di euro di fatturato (+8%, ma +14% a cambi costanti). In questo segmento, Louis Vuitton ha evidenziato un aumento a doppia cifra, nella valutazione a cambi costanti e un eccezionale livello di profittabilità, come spiegano da Lvmh. In accelerazione anche Fendi, grazie alle “eccellenti” performance del ready to wear e delle calzature. La società parla inoltre di “significativi” progressi per gli altri brand in scuderia, come Loewe, Marc Jacobs e Givenchy. Tra le altre attività del gruppo del lusso, profumi e cosmetici hanno totalizzato 2,7 miliardi di euro (+8%), mentre orologi e gioielli (tra i marchi, Tag Heuer, Dior e De Beers) hanno raggiunto quota 833 milioni di euro (+13%). L'obiettivo del management è quello di realizzare incrementi “tangibili” per il 2008, grazie a una strategia che continua a incentrarsi sulla crescita interna e lo sviluppo dei marchi di punta. Fonte Fashionmagazine

 

Womenswear

Nel periodo che va da gennaio a ottobre 2007 le esportazioni di moda femminile made in Italy hanno realizzato una crescita del 10,7%, attestandosi a 6,14 miliardi di euro, il 51% dei quali riconducibili all'Europa a 27. Come emerge dai dati Smi, la Russia scala la classifica e diventa il secondo maggiore buyer dietro la Francia, scalzando clienti storici come Germania e Usa. L'export verso l'ex Unione Sovietica realizza inoltre un tasso di crescita del 34,5% rispetto ai primi 10 mesi del 2006, mentre la Francia si ferma a un +4,2% soltanto. In declino la domanda da parte del mercato tedesco, che accusa un -5,1%, mentre gli Usa, nonostante il dollaro debole, segnano un +10,5%. Nella top ten anche Spagna e Giappone, con la differenza che se la prima ha acquistato l'8,9% in più, il secondo ha incrementato la sua quota di un debole 0,7%. Sempre tra i primi 10 Paesi, particolarmente dinamico il blocco Hong Kong e Cina, cui si deve un +29,8%. I risultati a 10 mesi mostrano inoltre un incremento dell'import del 5% a 3,49 miliardi di euro, in attenuazione, dove i Paesi extracomunitari rappresentano il 57,5% dei fornitori. La Cina guida la lista con un +8,7% e una quota di oltre un quarto del totale, mentre la Romania, al secondo posto in valore, arretra del 14,9%. Come fanno notare da Smi, solo i Paesi del Mediterraneo come Tunisia, Turchia e Marocco hanno retto la concorrenza cinese. La bilancia commerciale della moda femminile italiana è risultata positiva per 2,6 miliardi di euro. Fonte Fashionmagazine

 

Burberry: +23%

Nel terzo trimestre i ricavi di Burberry crescono del 23% a 254 milioni di sterline (+26% a parità di tassi di cambio). Si tratta di un progresso che, come spiega il ceo Angela Ahrendts, riflette l'appeal delle nuove proposte della griffe inglese e le strategie di marketing adottate, soprattutto negli Stati Uniti e in mercati emergenti come la Cina. La crescita più importante resta tuttavia quella messa a segno in Europa (+41), dove il gruppo ha realizzato 83 milioni di sterline. Il conteggio esclude la Spagna, dove Burberry ha totalizzato 26 milioni, in aumento del 16%. Nel quarter, il Nord America si è rivelato il maggiore cliente, permettendo ricavi per 85 milioni, in progresso del 19%. Sale dell'11%, invece, il business in Asia-Pacifico, per un totale di 60 milioni di sterline. Le vendite retail (60% del totale), in particolare, sono salite del 12% (+14% a cambi comparabili). A parità di superficie distributiva l'incremento risulta invece del 6%, dal +8% stimato dagli analisti. Una crescita giudicata “modesta” anche dagli stessi vertici del gruppo, rispetto alle previsioni interne. L'area wholesale ha segnato, a sua volta, un +71% (+74% a valute costanti) e nelle previsioni sulla seconda metà dell'esercizio, dovrebbe mettere a segno un +20% a valute costanti (stima che aggiorna al rialzo la precedente valutazione della società, che indicava una crescita “mid-teens”). Fonte Fashionmagazine

 

Diesel con Zucchi

Diesel ha siglato una partnership quinquennale con il Gruppo Zucchi per la realizzazione di nuova home collection. Successful Living from Diesel, questo il nome della linea, verrà presentata ufficialmente durante il Salone del Mobile di Milano il prossimo aprile. “Credo che oggi più che mai arredare la propria casa sia un modo di esprimere la propria personalità - dichiara il presidente Renzo Rosso -. Diesel, lifestyle brand a 360°, apporterà sicuramente un’incredibile innovazione in questo campo”. E aggiunge: “Abbiamo deciso di iniziare questa nuova avventura nel mondo dell’interior design con il tessile perché è vicino alla moda ed è l’ambiente che conosciamo meglio”. La scelta è caduta su Zucchi, spiega ancora Rosso, per “il suo incredibile know-how, la qualità dei prodotti e il network internazionale”. Dal canto suo Matteo Zucchi, ceo di Zucchi, dichiara: “Diesel è un mondo nuovo e straordinariamente innovativo nell’interior design e per questo motivo è una sfida da abbracciare con entusiasmo e passione.” La società - tra i maggiori produttori e distributori internazionali di prodotti tessili per la casa - stima, come si legge in un comunicato, “per il quinto anno di licenza un contributo aggiuntivo al fatturato di gruppo di circa 20 milioni di euro”. Il concetto creativo di Successful Living from Diesel si ispira, spiega una nota, “a un casual living con un tocco rock’n’roll e incorpora i valori, lo stile, l’attitudine Diesel”. Disegnata da un team interno, coordinato dal creative director di Diesel Wilbert Das, la nuova collezione tessile interpreterà il dna Diesel attraverso un design ultra-moderno, un appeal ironico e quello che da Molvena definiscono “un twist vintage, multi-funzionale e multi-materiale al tempo stesso”. La collezione sarà distribuita a partire dal settembre 2008 a livello internazionale nei migliori department store, nei negozi specializzati e in una selezione di punti vendita Zucchi e Diesel. Il progetto non si esaurirà con il tessile: verrà progressivamente declinato in ambiti diversi - illuminazione, accessori e arredamento - con l’obiettivo dichiarato di arrivare a offrire una linea completa per la casa entro la primavera del 2009. Only the Brave (holding a cui fa capo il brand Diesel) si avvia a chiudere il bilancio 2007 con una crescita di fatturato stimata intorno al 12-13% rispetto al consolidato 2006, che era stato di 1 miliardo e 180 milioni di euro, quindi attorno al miliardo e 300 milioni di euro. Fonte Fashionmagazine

 

le vendite di menswear in Italia

Una stagione difficile, in italia, per la moda maschile che registra importanti flessioni nel sell out sia di abbigliamento, sia di accessori. Anche le previsioni per il futuro sono all’insegna dell’incertezza. Quasi il 40% della sessantina di dettaglianti che hanno partecipato al nostro sondaggio lamenta una flessione del fatturato di abbigliamento e quasi il 30% testimonia un decremento del sell out di accessori rispetto all’anno scorso. Una situazione preoccupante, senza prospettive di miglioramento almeno per il momento, e peggiorata negli ultimi mesi. Vuoi per il caldo prolungato, vuoi per la riduzione progressiva del potere d’acquisto degli italiani (e basta andare a fare la spesa al supermercato per rendersene conto), vuoi per la crisi dei mutui americani e il conseguente “up and down” delle Borse di tutto il mondo. Per non parlare, infine, del caro petrolio. Insomma, tutto aumenta e soprattutto si diffonde un sentimento di precarietà e di incertezza che coinvolge anche chi non ha effettivi problemi economici. In special modo ne risentono gli uomini che, è noto, sono i primi a tirare i cordoni della borsa nei momenti di difficoltà. Se a questo si aggiunge il fatto che le collezioni griffate - non solo le prime, ma anche le seconde e terze linee - continuano a incrementare i propri prezzi, si comprende quanto l’offerta si distacchi dalla realtà. L’articolo completo “Carte in tavola” è pubblicato sul numero 1651 di Fashion in uscita in questi giorni. Fonte Fashionmagazine

 

I 60 anni di Diadora

Nata nel 1948, Diadora festeggia nel 2008 il sessantesimo compleanno. Una ricorrenza che sarà siglata da una serie di eventi. Proprio l’anno prossimo, l’azienda veneta punta a raggiungere il pareggio operativo, dopo un periodo di complessa riorganizzazione. Recenti gli accordi per l’ingresso in Arabia e per la realizzazione di una linea di macchine da fitness. Come racconta a fashionmagazine.it Enrico Mambelli, amministratore delegato della realtà di Caerano San Marco (Treviso), il traguardo dei 60 anni sarà festeggiato con una serie di eventi. Con un piccolo anticipo a partire da fine 2007. “Una sorpresa legata al film di Natale dei De Laurentiis, intitolato ‘Natale ai Caraibi’, che fa il suo esordio il 14 dicembre – spiega l’a.d. -. Ma non posso rivelare altro”. Da gennaio prossimo, inoltre, si succederanno una serie di iniziative, alcune legate a due appuntamenti sportivi importantissimi, gli Europei di Calcio e le Olimpiadi di Pechino. Per il mese di ottobre l’obiettivo è di realizzare un mega-happening a Roma o a Venezia nel quale coinvolgere tutti i campioni che nel corso di questi anni sono stati testimonial del brand. Nomi come Roberto Baggio, Gianluca Vialli, Bjorn Borg, Boris Becker, solo per citarne alcuni. “Inoltre abbiamo creato una limited edition di scarpe nella linea Heritage con i modelli che hanno fatto la storia dell’azienda - prosegue Mambelli -. Gelindo Bordin, il grande maratoneta campione a Seoul nel 1988, direttore marketing di Diadora, ha creato poi una scarpa da maratona e da allenamento che sarà lanciata la prossima primavera e, per finire, è stato realizzato un modello di scarpa, la LX (60 in numeri romani) dedicato a Francesco Totti”. Oltre alle celebrazioni, è tempo anche di bilanci per una realtà che ha vissuto un periodo di riorganizzazione e di rilancio. “Siamo vicini al fatidico 2008 – conferma Mambelli -. L’anno in cui puntiamo a raggiungere il pareggio operativo. E posso dire che siamo in linea con gli obiettivi prefissati”. Sostanzialmente stiamo operando in direzione di un ampliamento degli orizzonti tramite l’apertura di nuovi mercati e il potenziamento di quelli già esistenti e, sul fronte del prodotto, con azioni di brand extension”. Recente a questo proposito la licenza con il principe Aziz della famiglia reale, per l’ingresso in Arabia. Intanto si lavora allo sviluppo del Brasile, al consolidamento degli Stati Uniti e al potenziamento della Cina. “Dai 250 negozi monomarca attualmente presenti in quest’ultimo mercato, puntiamo a toccare quota 1.000 in quattro anni tramite il potenziamento delle licenze”. Quanto al prodotto, sono recenti le intese relative a calze, intimo, orologi e profumi. Ultimo in ordine di tempo è l’accordo con un’azienda taiwanese per la realizzazione di una linea di macchine da fitness. Intanto non si trascura la divisione Utility by Diadora e le sue potenzialità. “Realizziamo scarpe da lavoro dai contenuti di design molto interessanti e dalle ottime valenze tecniche – conclude Mambelli -. Un ambito che ci induce a pensare a possibili sviluppi della linea nell’area della quotidianità”. Quanto al fatturato, il 2007 si chiuderà con un risultato di circa 150 milioni di euro, una cifra stabile rispetto al 2006. “Ma da quest’anno realizzata in toto con il brand Diadora, dopo la cessione di Invicta”, puntualizza Mambelli. Fonte Fashionmagazine

 

Mango brand "Barcelona"

Per avere un'immagine più internazionale, Mango sta pianificando il cambiamento del brand in "Mango Barcelona". Lunedì i manager del retailer iberico hanno confermato di essere in trattativa con il sindaco della città spagnola, Jordi Hereu, per chiedere l'approvazione. Non ci sono comunicati ufficiali, ma la stampa nazionale ha rivelato che il nome verrà utilizzato all'inizio per le borse, per poi estendersi a ogni categoria di prodotto, in tutte le oltre 1050 boutique del mondo. La svolta servirebbe ad associare il marchio alla città dove Mango ha il suo quartier generale, come hanno fatto Hermès e Prada rispettivamente per Parigi e Milano. La news è stata rivelata da Isak Andic, co-fondatore della società che è presente in 89 Paesi, per un fatturato annuale di 1,2 miliardi di euro. Fonte Fashionmagazine

 

NeroGiardini

"Dopo anni di forte crescita, è ora per noi giunto il momento di un riposizionamento a livello distributivo - spiega Enrico Bracalente, amministratore unico di Bag, l’azienda titolare del marchio di calzature NeroGiardini, a quota 165 milioni di euro di fatturato -. Il nostro obiettivo è, puntando sul franchising, arrivare a 250-300 store nel giro di tre-cinque anni". “Abbiamo condotto un’indagine a livello nazionale ed è emerso che il nostro brand è percepito dal consumatore come un marchio di livello medio-alto – prosegue Bracalente -. Abbiamo quindi sentito l’esigenza di selezionare la rete vendita per sintonizzarla sulla brand-awareness che abbiamo sul mercato: stiamo valutando approfonditamente tutti i punti vendita dei nostri clienti e alle realtà che non sono all’altezza proponiamo di diventare nostri partner in un progetto di franchising”. “La stessa proposta viene fatta peraltro a tutti i negozi per i quali il brand rappresenta una quota oltre il 50% del fatturato - aggiunge Bracalente - mentre con molti clienti dalle grandi superfici di vendita portiamo avanti un discorso di corner o shop in shop”. Sette negozi in franchising sono già stati inaugurati e per altri 13 sono già stati firmati i contratti. Si vanno a sommare alle sei boutique monomarca dirette già avviate, cui presto se ne aggiungerà una settima a Firenze. “Abbiamo l’obiettivo di arrivare a 250-300 store nel giro di tre-cinque anni, anche se ci rendiamo conto che non sarà facile - dichiara l’amministratore unico di Bag -. Quanto ai corner, sono già oltre 300 in Italia e la nostra ambizione sarebbe averli presso tutti i nostri clienti, perché siamo convinti che sia un modo per migliorare il sell out e dunque il loro e il nostro fatturato”. E Bracalente parla a ragion veduta: “Un sondaggio sulle vendite di questo autunno presso tutta la rete vendita NeroGiardini ha evidenziato che al 31 ottobre il 90% dei clienti aveva venduto oltre il 50% del nostro assortimento, con punte che superavano il 70%. Sono fiducioso di arrivare ai saldi con un sell out dell’80-90%, compresi i riassortimenti”. Intanto la Bag si avvia a chiudere il 2007 con un incremento del 45% del giro d’affari, che tocca i 165 milioni di euro: “Le previsioni per il 2008 sono di un ulteriore +35-40% a 230-240 milioni di euro - dichiara l’imprenditore - per puntare poi a una crescita più controllata e raggiungere i 500 milioni nel giro di tre-cinque anni, anche attraverso una decisa virata verso l’export, che oggi rappresenta solo il 10% del turnover aziendale e nei nostri programmi deve arrivare a un 30-40%”. L’azienda lavora già bene in Europa e Russia e sta riflettendo su dove aprire la sua prima boutique oltreconfine: il primo opening potrebbe essere su Parigi o Barcellona. Fonte Fashionmagazine

 

Bulgari: +26%

Con il +49% messo a segno in Asia, Bulgari chiude i primi nove mesi dell'anno totalizzando ricavi per 745,6 milioni di euro, in rialzo dell'8,6% rispetto al medesimo periodo del 2006 (+14% a cambi costanti). L'utile netto si è invece attestato a 99,1 milioni (+26,3%). Sulla base di questi risultati e stimando una buona stagione di vendite natalizie, l'a.d. Francesco Trapani è fiducioso che il gruppo possa registrare, nell'intero 2007, un incremento del fatturato a cambi comparabili e dei profitti netti di circa il 12%. Come emerge da una nota, a dare un impulso alle vendite ha contribuito anche il Giappone, che nel terzo trimestre ha rivelato un +9% a cambi comparabili, migliorando la performance a nove mesi, sebbene negativa (-3%). L'Europa ha segnato un +10% da gennaio a settembre, mentre gli Usa hanno messo a segno un netto +24%, sempre nell'ipotesi di cambi costanti. Più in dettaglio, i gioielli hanno registrato un +20%, a fronte di un +8% degli orologi e di un +3% degli accessori. Questi ultimi mostrano tuttavia una netta accelerazione nel terzo trimestre, segnando un +38%, sintomatico del successo di vendita della collezione autunno/inverno. Nei nove mesi l'utile operativo del gruppo romano si è portato a 108 milioni di euro, in aumento del 14%, che tiene conto del +19% del terzo trimestre. I profitti, saliti del 26% a nove mesi e del 20% nel quarter, beneficiano anche di proventi finanziari derivanti, in particolare, da operazioni di copertura in cambi e metalli preziosi. Fonte Fashionmagazine

 

Adidas: ricavi invariati

Si attestano a 2,9 miliardi di euro i ricavi trimestrali di Adidas, stabili rispetto al terzo trimestre 2006, in aumento del 3% nella valutazione a cambi costanti. I numeri risentono della flessione della controllata Reebok. Come spiegano dal gruppo tedesco dello sportswear, infatti, il brand Adidas ha segnato un +3,7%, mentre Reebok e TaylorMade-Adidas Golf hanno accusato rispettivamente un -6,5 e un -2,2%. Le vendite sono inoltre cresciute in ogni mercato di riferimento tranne il Nord America. Con un rialzo del 15,2%, il risultato operativo ha totalizzato 471 milioni di euro. L'utile netto di periodo è invece salito a 300 milioni (+20,4%). Il bilancio a nove mesi mostra che il giro d'affari consolidato è aumentato dello 0,6% a 7,9 miliardi di euro, mentre l'utile operativo ha raggiunto gli 889 milioni (+7,1%). I profitti netti si sono posizionati così a quota 534 milioni (+10,6%). I vertici della società di Herzogenaurach hanno confermato le previsioni di ricavi annuali in progresso intorno al 5% a cambi costanti, con un incremento high-single-digit per Adidas e low-single-digit per Reebok. L'operating margin del gruppo dovrebbe raggiungere il 9%, mentre l'utile netto dovrebbe segnare un +15%. Fonte Fashionmagazine

 

Uniformazione taglie Ue

Un sistema di designazione delle taglie, comune a tutti i Paesi Ue, è "ufficiosamente" approvato, ma per l'ok definitivo bisognerà attendere i risultati delle campagne antropometriche ancora in corso in alcuni Stati membri. Lo riferisce Chiara Ferretti, rappresentante italiana nel working group preposto, di ritorno dal recente meeting del Cen (Comitato europeo di normazione) a Sofia. Ma qual è il vostro parere in proposito? Rispondete al sondaggio di fashionmagazine.it. Come spiega Ferretti, l'ultima campagna antropometrica italiana risale al 1992, ma è stata aggiornata nel 2000 con le rilevazioni di Cad Modelling (società specializzata nel settore tecnico modellistico, di cui Ferretti è responsabile per la comunicazione, che con la sua “Teoria delle conformazioni” ha apportato un importante contributo alla realizzazione del codice per la taglia unica europea). “Mentre gran parte del Nord Europa ha già concluso i lavori, la Germania è in dirittura d'arrivo. La Spagna invece ha appena cominciato le misurazioni e la Romania si prepara ad attivarsi in tal senso - aggiunge - . Le aziende chiedono quindi che il nuovo sistema definisca degli intervalli per le taglie basati su dati antropometrici il più vicini alla media europea”. Di qui la decisione di tenere momentaneamente in stand by il “sistema unico” in attesa dei risultati aggiornati. Ricordiamo, a tal proposito, che la standardizzazione delle taglie prevede l'adozione di un'etichetta contenente un pittogramma e un codice alfanumerico a cinque cifre. Le prime tre sintetizzano la dimensione primaria in centimetri (il busto in centimetri, nel caso di un abito femminile). Le due dimensioni secondarie sono invece espresse in lettere (nel medesimo esempio, i fianchi e l'altezza). Il nuovo codice, che per ogni misura principale prevede svariati valori secondari, consente di etichettare qualsiasi tipo di capo d'abbigliamento, attribuendo misure precise a seconda della conformazione fisica. L'iter per l'approvazione formale si allunga quindi, ma soltanto di qualche mese (prima del meeting di Sofia si parlava di due anni di tempo per portare a regime le nuove regole di designazione delle taglie). Come anticipa Ferretti, la Spagna concluderà le rilevazioni il prossimo luglio, ma già a marzo saranno disponibili i dati ufficiosi. E voi cosa ne pensate? Ritenete che la taglia unica europea porterà vantaggi all'intera filiera? Fateci sapere il vostro parere cliccando sul bottone del sondaggio che trovate nel menu qui a sinistra e nella nostra homepage. I risultati, che non hanno valore statistico, in quanto non basati su campioni elaborati scientificamente, saranno comunicati tra un mese. Fonte Fashionmagazine

 

Il lusso per gli internauti

Giorgio Armani per l’abbigliamento, Louis Vuitton per gli accessori e, a sorpresa, Morellato per i gioielli, sono i marchi associati al lusso più citati nei forum e nei blog italiani monitorati su Internet negli ultimi 12 mesi. È emerso dalla ricerca "Il lusso è: cosa si dice nel web italiano" condotta da Bm Digital e promossa da Burson-Marsteller Mindstyle, presentata ieri a Milano. La ricerca è stata suddivisa in due parti, una quantitativa e una qualitativa. Per quanto riguarda la prima sono emersi alcuni risultati interessanti, ad esempio il fatto che il percepito degli utenti di Internet rispetto all’abbigliamento di lusso è negativo, cioè i commenti che riguardano i capi griffati sono spesso critici. Inoltre per il 47,9% degli internauti la motivazione che spinge all’acquisto di moda haute de gamme è ancora lo status symbol. Al contrario, la percezione degli accessori e dei gioielli di lusso è positiva e la scelta d’acquisto è trainata dalla bellezza del prodotto. Per quanto riguarda i gioielli, è curioso che un brand non posizionato nell’alto di gamma come Morellato sia invece associato agli articoli per gli “happy few”. La ricerca qualitativa invece è stata sviluppata come un gioco virtuale, dove gli utenti dovevano rispondere ad alcune domande poste da due avatar, un uomo e una donna molto sofisticati e abituati ad alti standard di consumo. Gli utenti hanno svelato quali sono i loro “must have” da sfoggiare per una cena con questi personaggi dell’high society: per l’abbigliamento, ancora una volta un capo Giorgio Armani, mentre tra gli accessori che simboleggiano maggiormente il lusso, il 44% degli uomini ha detto che l’orologio è imprescindibile, seguito dalla cravatta, mentre il 38% delle donne ha affermato che un look ricercato è composto da una bella collana e in seconda battuta da scarpe adeguate. “Siamo soddisfatti di questo innovativo gioco virtuale – ha osservato Paolo Spada di Bm Digital – perché hanno partecipato 1.500 persone senza che noi facessimo alcun tipo di attività pubblicitaria per farlo conoscere”. Fonte Fashionmagazine

 

Luxottica: +5,9%

Luxottica ha concluso il bilancio a nove mesi con ricavi per 3,78 miliardi di euro, in crescita del 5,9% (+11,4% a cambi costanti). Con un +15,3% dell'utile operativo e un +19,8% del risultato netto, l'a.d. Andrea Guerra ha confermato le previsioni di un anno in ulteriore crescita per il leader dell'occhialeria, che elenca tra i marchi del lusso in licenza Chanel, Versace e Prada. Nel periodo, il risultato operativo si è attestato a 682 milioni di euro, mentre i profitti sono saliti a 395 milioni. I risultati del terzo trimestre mostrano invece un incremento delle vendite del 2,7% a 1,15 miliardi di euro, che ha portato a un +4,6% del risultato operativo (195 milioni in totale) e a un +5% dell'utile netto (a 112 milioni). Nel commentare i dati, Guerra si è soffermato sull'incremento a cifra doppia del giro d'affari valutato a cambi costanti: in nove mesi, infatti, il dollaro ha perso il 7,5% del proprio valore nei confronti dell'euro. Gli Stati Uniti, nonostante la critica fase di mercato innescata dai mutui subprime, non preoccupano i vertici del gruppo bellunese. “Il nostro business in quell'area ha performato particolarmente bene - ha confermato l'a.d. -. A parità di negozi, le vendite sono salite del 44% in tre anni”. Nel 2008 il gruppo si aspetta di potere raccogliere i frutti dei significativi investimenti realizzati nel business retail (come la catena di negozi Ilori, specializzata sui brand del lusso), che dovrebbero beneficiare anche del lancio, in dicembre, della prima collezione di occhiali firmata Tiffany. Luxottica è inoltre in attesa di concludere l'acquisizione dell'americana Oakley, specializzato nell'ottica per lo sport. Il 7 novembre è in calendario l'assemblea degli azionisti del gruppo californiano per votare il merger. Il closing è invece stimato per metà mese. Fonte Fashionmagazine

 

Settore beauty e Internet

Vento in poppa per la cosmesi, mercato che registra un incremento del fatturato e dell’export e che raddoppia gli investimenti pubblicitari. Se ne è parlato ieri a Milano durante il convegno "La bellezza e Internet: nuove opportunità di comunicazione e di business". Le previsioni di chiusura del 2007 per il comparto della bellezza in Italia evidenziano un +2,1% del fatturato, un +5% per l’export e un balzo in avanti per l’e-commerce, che già nel 2006 era cresciuto del 20%. Internet è ancora sottoutilizzato ma le prospettive sono molto allettanti. Un dato da solo esprime questa grande potenzialità: l’investimento medio delle aziende del beauty su Internet è salito l’anno scorso ben dell’82%. Il comparto nel suo complesso raddoppia gli investimenti pubblicitari rispetto agli altri segmenti merceologici: infatti, mentre nel 2006 la spesa in advertising del mercato globale è cresciuta con un tasso del 2%, l'incremento per la cosmesi è stato del 4%. Nel nostro Paese è progredito anche il numero delle industrie della cosmesi che investono in pubblicità: 450 (+5,4% rispetto all’anno precedente), per un budget complessivo di 672 milioni di euro (+3,8%). “Un altro aspetto importante – osserva Paolo Duranti, managing director di Nielsen Media Research Southern Europe – è il calo delle promozioni sui punti vendita. Le aziende lavorano di più sulla brand equity, cioè sui valori del marchio, e di meno sul prodotto”. Fonte Fashionmagazine

 

Lvmh: i ricavi salgono

L'appeal dei marchi in portafoglio, i successi della strategia in atto e il team premiano Lvmh, che archivia i primi nove mesi dell'anno con ricavi in aumento dell'8% a 11,4 miliardi di euro (+13% la crescita a periodi comparabili). Orologi e gioielli in evidenza, con un progresso del 16% (+22% la crescita organica). Il business dei profumi e dei cosmetici segue per dinamismo quello dei preziosi con un +9% (+12% a periodi comparabili), mentre moda e accessori in pelle - il maggiore per fatturato, risultato di oltre 4 miliardi di euro nei nove mesi - segna un +8% (+14 a periodi comparabili). Louis Vuitton, in particolare, ha rivelato una crescita organica a cifra doppia, alimentata dalle buone performance in Europa, Asia e Usa. Segnali incoraggianti arrivano anche dal Giappone, dove i recuperi emersi nel secondo trimestre sono proseguiti anche nella stagione estiva. A proposito della griffe, va segnalato che ha recentemente rinnovato la collaborazione con Takashi Murakami, già creatore della linea Monogram Multicolore. In occasione della retrospettiva a lui dedicata dal Museum of Contemporary Art di Los Angeles, nel primo “LV store in museum” sarà in vendita una mini collezione in serie limitata e appositamente reinterpreta dall'artista giapponese. Per le griffe Marc Jacobs, Givenchy e Loewe, Lvmh parla di conferme del “momentum positivo”, mentre Fendi è forte ascesa. Le stime del management sono di una crescita significativa dei risultati annuali del gruppo. Fonte Fashionmagazine

 

Città della Moda

21 Settembre 2007 Taglio del nastro per la Città della Moda del Polo della Qualità di Marcianise Sarà presente anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano domani a Marcianise per l'inaugurazione della Città della Moda del Polo della Qualità. Un centro poliproduttivo e multifunzionale interamente dedicato alla gioielleria e alla moda "made in Campania". La Città della Moda - per la cui realizzazione sono stati investiti 150 milioni di euro - occupa una superficie complessiva di 131 mila metri quadri, di cui 60 mila a disposizione delle attività produttive e distributive delle 300 aziende regionali consorziate nel Polo. Tra esse, firme storiche della moda, come Kiton, Rubinacci, Tramontano, Isaia&Isaia, e affermati marchi della gioielleria quali Carità, Altanus e Giannotti. Al suo interno anche sale per sfilate, eventi, meeting, e poi ristoranti, servizi bancari e postali. Grandi i preparativi per l'evento, che richiamerà nella cittadina, a circa 10 chilometri da Caserta, importanti rappresentanti del made in Italy nonché le principali istituzioni civili, militari e religiose campane. La cerimonia di inaugurazione prevede performance live e video curate da Bruno Garofano, scenografo di Eduardo de Filippo, di Riccardo Muti ed espositore della Biennale di Venezia. Il centro di Marcianise, a partire dal prossimo novembre, sarà anche sede del primo corso di diploma accademico in “Fashion & Design”, istituito dal Polo della Qualità, in collaborazione con L'Accademia di Belle Arti di Napoli. Fonte Fashionmagazine

 

Export italiano

Il womenswear made in Italy, un settore che totalizza 12,6 miliardi di ricavi l'anno, festeggia una decisa ripresa delle esportazioni nei primi cinque mesi del 2007. La Russia, come mostra una ricerca realizzata dal Centro Studi della Federazione Smi-Ati, scala la lista dei big buyer e tenta il sorpasso della Francia. Lo studio evidenzia una crescita dell'export superiore al 10%, con una progressiva accelerazione che dal +8% dei primi mesi è esplosa al +20% nel mese di maggio (+4,5% in tutto il 2006). Particolarmente dinamici i mercati extra-Ue, dove il settore è cresciuto del 13,3%, contro un +7% nell'area comunitaria. A trainare la corsa è stata la Russia che, con un +27%, fa presagire un prossimo sorpasso della Francia, a oggi il maggiore buyer di womenswear italiano. A fronte di un +5,8% dell'export negli Usa, delude il Giappone (-1,7%), sulla scia del rafforzamento dell'euro nei confronti dello yen, come la Germania, cliente storico che ha segnato un -3%. Sul fronte import, la crescita si attenua (+7,8%) rispetto ai ritmi del 2006, nonostante il +24,3% della Cina, che attualmente rappresenta il 22% del totale. Nel periodo esaminato, la bilancia commerciale della moda donna resta però positiva, verso la soglia di 1,2 miliardi. Secondo i ricercatori di Smi-Ati, i progressi delle esportazioni e il contemporaneo rallentamento delle importazioni segnalano una possibile tendenza al “fly to quality”: dopo l'invasione di prodotti a basso prezzo, si stanno creando spazi di mercato per i beni ad alto contenuto di stile, creatività e moda. Una premessa, questa, che consente di ipotizzare, quando saranno definitivamente liberalizzate le importazioni dalla Cina (dal prossimo gennaio), effetti di “magnitudo” inferiore a quelli registrati nel 2005. Fonte Fashionmagazine

 

Nolita in versione De Luxe

Cinque collezioni l'anno, tutte di pregio e fashion oriented. Questo promette la nuova linea Nolita De Luxe, lanciata dall'azienda Flash & Partners - che realizza 91,2 milioni di euro di fatturato l'anno - guardando al mercato delle occasioni importanti. La prima uscita nei negozi, prevista per novembre, proporrà quindi il look ideale per festeggiare il Natale e l'ingresso del nuovo anno. La seconda è attesa per Pasqua e presenterà abiti da cerimonia. Nolita De Luxe si posiziona su una fascia prezzi medio-alta e va ad aggiungersi al portfolio marchi della Flash & Partners che già comprende Nolita (abbigliamento femminile), Nolita Lace (intimo), Nolita Moves (fitness), Nolita Underwater (mare), Nolita Pocket (bimba) e le linee di jeanswear Rare, per uomo, donna e bambini. L'azienda ha al suo attivo una rete distributiva che conta oltre mille punti in Italia e all'estero. Fonte Fashionmagazine

 

Inditex accelera

Inditex conclude i primi sei mesi dell'anno con ricavi netti per 4,12 miliardi di euro: il 19% in più rispetto al primo semestre 2006. L'utile netto del colosso dell'abbigliamento spagnolo sale così a 393 milioni (+33%). Come spiega la società, la crescita del giro d'affari risulta del 7% a periodi comparabili (da un precedente +5%), senza tenere conto cioè degli oltre 200 negozi avviati nel periodo. Alla fine del semestre, sono quindi oltre 3.300 gli store all'attivo, presenti in 66 Paesi del mondo. Escludendo la Spagna, l'Europa rappresenta a oggi il 41% dei ricavi globali. Negli ultimi 12 mesi Inditex ha creato oltre 10 mila nuovi posti di lavoro, 650 dei quali impiegati recentemente nella piattaforma logistica Meco (a Madrid). Gli impiegati hanno superato così le 72.300 unità. Come anticipa il management, altri opening si profilano all'orizzonte, che interesseranno varie aree geografiche, con Europa e Asia in primo piano. Fonte Fashionmagazine

 

L’addio di Valentino

Valentino dice addio alla maison da lui creata: completerà il suo lavoro a fine gennaio 2008, dopo la sfilata della collezione alta moda, che sarà l’ultima da lui disegnata. Circa l’arrivo di Alessandra Facchinetti, notizia circolata negli ultimi giorni, l’azienda non conferma né smentisce. “Il grande evento che ha celebrato i miei 45 anni di lavoro, avvenuto a Roma nel mese di luglio, è stato un momento magico, sicuramente irripetibile – spiega il couturier in un comunicato -. Sarebbe impossibile eguagliare l'emozione e la gioia per l'amicizia e la considerazione che il mondo intero ha voluto esprimermi in questa occasione. Pertanto ho deciso che questo è il momento perfetto per dire addio al mondo della moda. Mi piace pensare, come dicono gli inglesi ‘I would like to leave the party when it’s still full’". “Completerò il mio lavoro a fine gennaio 2008 – prosegue Valentino -. Sto già preparando la collezione ready to wear che sarà presentata a Parigi in ottobre e l’alta moda che sfilerà a gennaio”. Quanto al futuro, “sarà pieno di nuovi impegni e di interessi – anticipa Garavani -. Alcuni saranno legati alla moda, perché è mio intento creare e sostenere istituzioni che promuovano lo studio del disegno e preservino l'arte della moda. Credo che sarebbe la migliore continuazione di questa meravigliosa avventura che ho avuto il privilegio di vivere”. E a proposito della Casa di moda da lui creata e recentemente passata al fondo di private equity Permira dichiara: “Mi rendo conto che la maison che porta il mio nome cambierà, ma mi auguro che il team creativo che disegnerà le varie linee, e di cui fanno parte alcuni dei miei assistenti, sappia proseguire il mio lavoro in una maniera di cui possa essere orgoglioso”. Nessun accenno, dunque, al possibile ingresso di Alessandra Facchinetti, rumor circolato insistentemente negli ultimi giorni, che dall’azienda non confermano né smentiscono. Fonte Fashionmagazine

 

Esprit bilancio con un +27%

Esprit Holding, cui fa capo l'omonimo brand specializzato in proposte lifestyle, archivia l'esercizio con un giro d'affari di 29,6 miliardi di dollari di Hong Kong (circa 2,8 miliardi di euro), in aumento del 26,9% rispetto all'esercizio precedente. La crescita di lungo periodo sarà alimentata, come spiega il management, dai nuovi opening. Il gruppo ha, infatti, investito oltre un miliardo di dollari di Hong Kong per l'apertura di 100 nuovi negozi a gestione diretta e per il rinnovo degli spazi già attivi. Per l'etichetta Esprit la holding ha anche in previsione l'avvio di duemila nuovi centri wholesale. Si attende inoltre un importante ritorno d'immagine in Europa e Asia per l'altro brand della Casa, Edc, grazie a una recente partnership siglata con l'emittente Mtv. Nell'anno fiscale chiuso il 30 giugno, l'utile operativo della società si è attestato a 5,2 miliardi di dollari di Hong Kong (+39%), mentre il profitto netto ha raggiunto i 5,2 miliardi (+38,6%). Queste performance beneficiano, in particolare, di un progresso del 32,2% nelle vendite al dettaglio e di un +23,4% per quelle all'ingrosso. fonte fashionmagazine

 

Gap torna a crescere

Dopo due anni di utili in discesa, il fashion retailer statunitense Gap ritorna a crescere. Il risultato netto del secondo trimestre ha infatti segnato un +19%, totalizzando 152 milioni di dollari. Indicazioni positive anche da Saks e Abercrombie & Fitch. Gap beneficia, in particolare, di minori costi che includono il taglio, avviato a febbraio, di 2.200 posti di lavoro. Nonostante l'incoraggiante ripresa degli utili, i ricavi trimestrali hanno rivelato un calo dell'1% a 3,7 miliardi di dollari. Su base semestrale il turnover ha raggiunto i 7,2 miliardi di dollari (+1,1%), mentre il risultato netto è diminuito del 10,5% a 331 milioni di euro. I costi di ristrutturazione pesano anche sul gruppo Saks, che archivia il semestre con una perdita netta di 13,6 milioni di dollari, dal profitto di 26 milioni del medesimo periodo del 2006. Bene il fatturato che, con un incremento del 15,5%, si porta a 1,5 miliardi di dollari. Migliori i numeri di un altro noto retailer Usa, Abercrombie & Fitch, che ha annunciato piani di espansione in Italia, Francia, Germania, Spagna, Danimarca, Svezia e, per l'Oriente, Tokyo, dove intende sbarcare nel 2009. Nei primi sei mesi del fiscal year il gruppo con sede in Ohio ha realizzato ricavi per 1,55 miliardi di dollari (+17,6%), mentre l'utile netto è salito a 141,35 milioni (+15,9%). In allarme il gruppo di department store Macy's (in passato noto come Federated Department Store) che, in linea con le previsioni di Wal-Mart, teme un calo dei consumi worldwide. La società cui fanno capo le insegne Bloomingdale's e Macy's ha più che dimezzato gli utili semestrali, scesi a 110 milioni di dollari e ha abbassato le previsioni per l'intero anno. A pari perimetro di consolidamento, le vendite annuali dovrebbero aumentare tra l'1 e lo 0,5%, oscillando tra 26,5 e 26,8 milioni di euro (11,8 milioni il totale realizzato nel semestre, con un calo dello 0,9%). fonte fashionmagazine

 

Miss Sixty

Miss Sixty ha presentato oggi allo spazio T35 in via Tortona a Milano la sua prima collezione di orologi, frutto di un accordo quadriennale di produzione e distribuzione con il gruppo Morellato, già partner nella realizzazione dei gioielli del brand. Disegnata da un team creativo ad hoc, la linea è composta da sei modelli in acciaio, oro giallo e oro rosa, in grado di soddisfare le aspettative della donna Miss Sixty, che apprezza l'innovazione ma si lascia anche conquistare dai fantasie romantiche come cuori e farfalle. Importanti i dettagli: dalle rifiniture smaltate alle applicazioni di minuscoli cristalli. I nuovi segnatempo Miss Sixty saranno disponibili in tutti i negozi del marchio e in alcune selezionate gioiellerie, a partire da settembre 2007. Fonte Fashionmagazine

 

H&M: passerella virtuale

Grazie a un accordo tra Electronic Arts (leader nei software di intrattenimento interattivo e artefice di uno dei videogame per personal computer più popolari, The Sims) e la catena svedese H&M è possibile creare una passerella virtuale e non solo. Tramite uno "stuff pack" chiamato "The Sims 2 H&M Fashion Runway", i videogiocatori possono infatti dare vita a una collezione e farla sfilare su una pedana virtuale (nei siti www.TheSims2FashionRunway.com, oppure www.hm.com o ancora http://giochi.yahoo.it), sottoponendola anche al giudizio degli esperti di H&M che non escludono un giorno, qualora trovassero spunti davvero validi, di trasformare qualche abito in un modello reale. Invece “The Sims 2 H&M Fashion Stuff” permette di affiancare i “Sims” (esseri virtuali dalle fattezze umane) in un itinerario di shopping online tra le proposte più significative di H&M e addirittura di “costruire”, con una serie di prodotti ad hoc, un “negozio” con questa insegna. ”H&M è il primo brand a fare il proprio ingresso nell'universo dei Sims e ne siamo entusiasti – ha commentato Jörg Andersson, head of marketing della società “made in Sweden” -. Tra l’altro, gli appassionati dei Sims sono famosi per la loro creatività e siamo elettrizzati all’idea di vedere cosa scaturirà dalla loro fantasia”. “Unire una realtà della moda all’avanguardia con un videogame e una community riconosciuti a livello mondiale permetterà a tutti di manifestare la propria personalità e il proprio estro – ha aggiunto Steve Seabolt, vice-president Global Brand Developmant di Electronic Arts -. Non avremmo potuto immaginare un abbinamento più indovinato”. Il regolamento e ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo www.TheSims2FashionRunway.com. Fonte fashionmagazine

 

Nike in forte crescita

Il gruppo Nike, con sede a Beaverton in Oregon, ha visto crescere del 9%, a quota 16,3 milioni di dollari (12,1 milioni di euro), il proprio fatturato nell’anno fiscale terminato il 31 maggio scorso. Particolarmente bene sono andate le vendite in Asia, dove il giro d’affari è salito dell’11% (del 10% considerando l’effetto cambio) a 2,3 milioni di dollari. In Europa il fatturato del colosso statunitense dello sport ha registrato una progressione del 9% toccando i 4,7 milioni di dollari, mentre negli Usa la percentuale di crescita è stata del 6% per complessivi 6,1 milioni di dollari. Gli utili del gruppo ammontano a 1,5 milioni di dollari, in salita del 7%. Una performance sopra la media è stata ottenuta, infine, dai cosiddetti “altri business” facenti capo a Nike, ossia dalle società Cole Haan Holdings Incorporated, Converse Inc, Exeter Brands Group LLC, Hurley International LLC, Nike Bauer Hockey Inc e Nike Golf: considerate complessivamente, queste aziende hanno ottenuto un giro d’affari in crescita del 16%.Fonte fashionmagazine

 

Jimmy Choo

A pochi giorni dall'alleanza con Selective Beauty per il primo profumo, Jimmy Choo ha annunciato un accordo worldwide con Safilo, che si occuperà della produzione e distribuzione dell'eyewear da sole e da vista della griffe, il cui core business sono gli accessori. La licenza sarà valida fino a fine 2015 e scatterà con il lancio dei sunglasses il prossimo gennaio, seguiti dalle montature da vista. Destinati a una donna senza problemi di portafoglio e con una spiccata predilezione per un design innovativo, gli occhiali Jimmy Choo saranno realizzati in acetato e metallo, impreziositi da dettagli lussuosi e colori decisi. La distribuzione si articolerà in tutti i monomarca del brand, oltre che in selezionati negozi di ottica e in esclusivi department store statunitensi, canadesi e inglesi. Soddisfatto Vittorio Tabacchi, presidente del Gruppo Safilo, che ha sottolineato le elevate potenzialità nel segmento fashion di Jimmy Choo. Tamara Mellon, fondatrice e presidente della casa di moda, ha ricambiato la cortesia definendo Safilo "un'azienda conosciuta in tutto il mondo grazie ai suoi prodotti di alta gamma". Il suo obiettivo? "Fare di Jimmy Choo uno dei marchi più ambiti al mondo". Fonte Fashionmagazine

 

Nike in forte crescita

Il gruppo Nike, con sede a Beaverton in Oregon, ha visto crescere del 9%, a quota 16,3 milioni di dollari (12,1 milioni di euro), il proprio fatturato nell’anno fiscale terminato il 31 maggio scorso. Particolarmente bene sono andate le vendite in Asia, dove il giro d’affari è salito dell’11% (del 10% considerando l’effetto cambio) a 2,3 milioni di dollari. In Europa il fatturato del colosso statunitense dello sport ha registrato una progressione del 9% toccando i 4,7 milioni di dollari, mentre negli Usa la percentuale di crescita è stata del 6% per complessivi 6,1 milioni di dollari. Gli utili del gruppo ammontano a 1,5 milioni di dollari, in salita del 7%. Una performance sopra la media è stata ottenuta, infine, dai cosiddetti “altri business” facenti capo a Nike, ossia dalle società Cole Haan Holdings Incorporated, Converse Inc, Exeter Brands Group LLC, Hurley International LLC, Nike Bauer Hockey Inc e Nike Golf: considerate complessivamente, queste aziende hanno ottenuto un giro d’affari in crescita del 16%. Fonte Fashionmagazine

 

Mango

Mango prosegue il progetto di sviluppo nel travel retail con due inaugurazioni negli aeroporti Düsseldorf International e Vancouver International. Altri opening sono in programma negli scali con maggior traffico aereo. A Düsseldorf il nuovo spazio si sviluppa su una superficie di 70 metri quadrati e rappresenta il 52esimo shop dell’insegna spagnola in Germania. In Canada, invece, lo spazio di 115 metri quadri è il primo avviato nella parte occidentale del Paese, il settimo in tutto il mercato. Questi due punti vendita si aggiungono a quelli già inaugurati in aeroporti come Madrid Barajas, Kuala Lumpur, Hong Kong, Londra Gatwick e Monaco di baviera. Nel corso del 2006 Mango ha aperto complessivamente 118 negozi, numero che è previsto aumenti nel 2007. Fonte Fashionmagazine

 

Levi Strauss

I risultati del secondo trimestre evidenziano il buon andamento di Levi Strauss Europe (Lse): il fatturato netto è salito del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un totale di 220 milioni di dollari. Si tratta del terzo trimestre consecutivo di rialzi per la società. Il risultato operativo del trimestre è salito dell’8% rispetto all’analogo periodo del 2006 a 38 milioni di dollari. Questo trimestre riflette le buone performance degli articoli premium della collezione e l’aumento delle entrate dovuto alla creazione di nuovi retail store. Il network di Levi’s store in Europa, infatti, continua a crescere, con dodici nuove aperture nella seconda metà del 2007. Al momento i punti vendita sono 410 in totale. A livello globale, Levi Strauss & Co. ha riscontrato una crescita dei ricavi in tutto il mondo del 6% a quota 1,02 miliardi di dollari. Il risultato operativo è salito invece del 3%, a 118 milioni di dollari. Gli utili netti sono risultati in ascesa del 14%, a 46 milioni di euro, grazie ai minori oneri finanziari e a operazioni di rifinanziamento del debito. Fonte Fashionmagazine

 

Berlino

Secondo la società immobiliare tedesca Engel&Voelkers, l’area di Berlino che circonda piazza Hackesche Markt è attualmente la più gettonata per lo shopping. Lo conferma il sostenuto ritmo di aperture degli ultimi tre anni, con l’arrivo imminente di H&M, Cross e Peak Performance. Nella zona della capitale tedesca chiamata “Mitte”, stando agli studi di Engel&Voelkers, a moltiplicarsi sono soprattutto le insegne di abbigliamento e gioielleria, con 72 new opening tra il 2004 e il 2007. A breve, il retailer svedese aprirà in Neue Schoenhauer Strasse, nell’ex Alcatraz Club, uno spazio su due livelli riservato al nuovo brand Cos (il secondo a Berlino), mentre è prevista per l’autunno l’inaugurazione del primo negozio tedesco dello specialista turco Cross, in Oranienburger Strasse. Infine, l’insegna svedese Peak Performance alzerà la saracinesca del quarto monomarca in Germania in Rosenthaler Strasse, dove il prezzo di locazione al metro quadrato può raggiungere i 100 euro. fonte fashionmagazine

 

Inditex: i ricavi trimestrali salgono

Crescita a doppia cifra di ricavi e profitti trimestrali per la spagnola Inditex, nota soprattutto per la catena di negozi Zara. Il fatturato del primo trimestre dell'esercizio, che tiene conto di 114 store in più all'attivo, è salito del 19% a 2,04 miliardi di euro. L'utile ha invece totalizzato 200 milioni di euro, in progresso del 33%. Alla fine del quarter Inditex conta 3.245 negozi suddivisi tra le insegne Zara, Massimo Dutti, Oysho, Bershka, Pull&Bear e Stradivarius. L'obiettivo per l'esercizio in corso è di inaugurare tra i 440 e i 520 nuovi spazi, per un investimento complessivo che ammonta a 950 milioni di euro. fonte fashionmagazine

 

Fendi e Wal-Mart

Fine della battaglia tra Fendi e Sam's Club, divisione della catena Usa Wal-Mart, accusata dalla Casa di moda romana di vendere come originali prodotti contraffatti. Il marchio nell'orbita di Lvmh riceverà una somma a titolo di indennizzo. Nessuna indicazione è stata però fornita sulla cifra pattuita. Sulla base dell'accordo, Wal-Mart si impegna anche a rimborsare, se richiesto, i clienti che hanno acquistato prodotti falsi. Soddisfazione è stata espressa da Michael Burke, chairman e ceo di Fendi: “Pensiamo che questa sia la soluzione migliore sia per i nostri clienti, sia per i clienti di Sam's Club”. La denuncia da parte della maison romana era scattata esattamente un anno fa. Fonte Fashionmagazine

 

Première Vision

Gli organizzatori del salone parigino dei tessuti Première Vision stanno lavorando al lancio di una nuova rassegna dedicata al denim, a cui parteciperanno i produttori di questo materiale, ma anche i laboratori specializzati nei trattamenti e nei lavaggi e, infine, i fornitori di accessori per il jeanswear. L’evento partirà presumibilmente a dicembre di quest’anno. Ancora non si conoscono il nome e altri dettagli di questa fiera. Philippe Pasquet, uno dei boss di Première Vision, ha precisato però che il denim continuerà a essere presente anche al grande salone del tessuto, che si tiene due volte l’anno nella capitale francese e che rappresenta il punto di riferimento mondiale per i confezionisti. L’evento nasce dall’esigenza di agevolare i buyer attivi nei settori jeans e sportswear, considerato che in questo ambito gli ordinativi vengono fatti generalmente prima rispetto alle tempistiche dell’abbigliamento formale. “Le date di Première Vision sono opportune per le aziende della confezione classica, ma non per realtà come Diesel, Cheap Monday o Seven for all Mankind”, ha affermato, infatti, Pasquet. La nuova rassegna si terrà di fatto due mesi prima rispetto a Première Vision e anticiperà anche il salone di Monaco di Baviera Munich Fabric Start, che al suo interno ha creato una sezione dedicata al denim battezzata “Blue Zone”. Infine, ricordiamo che anche Texworld, la rassegna che si svolge a Parigi in concomitanza con Première Vision focalizzandosi principalmente sulle produzioni extra-europee, ha lanciato un settore specifico sul jeans: “Denimworld”. Un progetto simile ma esteso anche alle collezioni finite, Denim Expo, avrebbe dovuto debuttare questa primavera in Italia presso la Fiera di Rimini ma è stato rimandato al prossimo inverno. Fonte Fashionmagazine.

 

KIRIKU' VIAGGI

TI INVITA ALL'INAUGURAZIONE CHE SI TERRA' SABATO 26 MAGGIO DALLE ORE 17:00 IN POI A RONCADE IN VIA ROMA N° 77

 

Roncade Outlet Gallery

È stato presentato ufficialmente a Venezia il Roncade Outlet Gallery, il primo centro a prezzi scontati del Veneto che debutterà in provincia di Treviso. Di proprietà della Lefim e disegnato dallo studio Chapman Taylor, ospiterà 80 negozi su una superficie commerciale di oltre 25.000 metri quadri. L’investimento previsto è di 90 milioni di euro. A livello architettonico, il nuovo outlet non punterà sull’idea di villaggio – comunemente adottata per questo tipo di formula retail – bensì su quella di galleria commerciale, ispirata all’hurban design e in sintonia con il paesaggio circostante. Simbolo distintivo del complesso – che sorgerà a Roncade, a quattro chilometri dall’uscita Treviso Sud dell’autostrada A27 – saranno le lame, alte oltre 10 metri, disposte ai lati Est e Ovest dell’ingresso. L’allestimento, inoltre, si caratterizzerà sia per l’uso combinato di materiali come l’acciaio, il vetro e il legno, sia per la presenza di giochi di luce e di elementi geometrici. Oltre ai punti vendita, con una superficie media di 180 metri quadri, il Roncade Outlet Gallery disporrà di aree verdi, giochi per bambini, parcheggi e otto punti ristoro, tra bar e ristoranti. La commercializzazione degli spazi, già in atto, è stata affidata a Pantheon Retail, mentre la realizzazione è a opera della società Basso Cavalier Angelo che, nell’area adiacente all’outlet, costruirà anche un albergo. e.c. Fonte Fashionmagazine

 

Harmont & Blaine

Tempo di grandi novità per Harmont & Blaine, marchio di abbigliamento maschile che si appresta allo sbarco in Borsa entro il 2010. Imminente l'approdo con due o tre boutique negli Stati Uniti mentre per giugno è fissata l'inaugurazione a Sorrento del primo Harmont & Blaine Café, all'insegna del lifestyle. Fissato per gennaio 2008 l'esordio in passerella. Come spiega a fashionmagazine.it Domenico Minniti, fondatore e amministratore delegato dell'azienda napoletana: “Per la fine del 2007 apriremo due o tre boutique negli Stati Uniti. A settembre, per la precisione, dovremmo approdare a Beverly Hills mentre per la fine dell'anno saremo a New York con uno o forse due punti vendita”. A giugno, intanto, il marchio partenopeo con l'icona del bassotto apre in pieno centro a Sorrento il primo di dieci negozi all'insegna del lifestyle, una boutique di 490 metri quadri con un'area dedicata alla somministrazione di bevande e altri prodotti. Entro il 2009 il progetto dovrebbe arrivare a compimento e, nelle previsioni di Menniti, un Café potrebbe nascere anche a Pechino, in collaborazione con il partner cinese. Dal prossimo mese di settembre, invece, saranno in vendita le due nuove linee della griffe con il bassotto, Travel (accessori) e Platinum (camicie, maglie e pantaloni di gusto più formale). “La Platinum, per la precisione - racconta Minniti - sarà assorbita entro un anno in una collezione completa battezzata Business”. E aggiunge: “Visto che il nostro universo di riferimento si sta ampliando sensibilmente, ci sentiamo pronti a calcare le passerelle: l'esordio è previsto a Milano per il gennaio del 2008”. Mentre si innalza il target della collezione, è destinata a crescere anche la superficie dell'azienda (dagli attuali 10.000 metri quadri a circa 13.500), così come salirà il fatturato: dai 28 milioni del 2006 si prevede di raggiungere i 40 entro il 2007, per toccare quota 70 nel 2007. Tutto è pronto, insomma, per lo sbarco in Borsa entro il 2010. A tal fine anche la ragione sociale cambierà: da Pdm Spa diventerà Harmont & Blaine Spa. Fonte Fashionmagazine

 

Abercrombie & Fitch

Grande attesa a Londra per l’inaugurazione del flagship store Abercrombie & Fitch. Il primo monomarca in Europa del retailer americano specializzato in moda giovane aprirà i battenti giovedì 22 marzo al numero 7 di Burlington Gardens, angolo Savile Row, in un imponente edificio in precedenza occupato da Jil Sander. A febbraio Abercrombie & Fitch ha registrato un aumento delle vendite del 7% per un totale di 206,6 milioni di dollari, ma ha accusato allo stesso tempo una diminuzione del 6% del fatturato a parità di catena distributiva. Negli Stati Uniti il gruppo controlla un portfolio di 943 negozi, di cui 358 Abercrombie & Fitch, 178 Abercrombie, 392 Hollister Co. e 15 Ruehl. Il brand è presente anche in Canada con tre vetrine Abercrombie & Fitch e altrettanti punti vendita Hollister Co. L’anno prossimo, probabilmente in gennaio, prenderà invece il via il primo negozio di una nuova insegna controllata da A&F, il cui nome provvisorio è Concept 5 e che, secondo voci non confermate, sarà interamente dedicato all’underwear. Fonte Fashionmagazine

 

Adidas Group

Adidas, il gruppo tedesco specializzato in articoli sportivi, ha reso noti i risultati trimestrali: la sussidiaria Reebok, in particolare, ha registrato una crescita nelle vendite del 15%, consentendo alla controllante di raggiungere ricavi per 2,54 miliardi di euro. Nei primi tre mesi del 2007 le vendite del gruppo di Herzogenaurach sono dunque salite del 3%(+9% escludendo gli effetti del cambio). I ricavi relativi al brand Adidas hanno evidenziato un progresso del 2%, a 1,8 miliardi di euro, mentre un calo del 10% (a 180 milioni di euro) è stato registrato per TaylorMade-Adidas Golf. Buone performance sono state messe a segno in particolare per il marchio Reebok: le vendite sono infatti salite del 15% a 524 milioni di euro (del 22% a cambi costanti). Nel primo trimestre gli ordini relativi all'etichetta sono cresciuti del 3% (a cambi comparabili): il primo passo avanti significativo da quando il brand è stato acquisito per 3,8 miliardi di dollari nel 2005. Valori di segno positivo, dunque, nonostante i costi per l'integrazione di Reebok abbiano causato una flessione negli utili, diminuiti a 128 milioni di euro. Adidas ha inoltre dichiarato di essere sulla buona strada per raggiungere un progresso del 15% negli utili 2007. Fonte Fashionmagazine

 

Assofibre: al via un progetto

La presentazione del progetto “Fibre innovative per il made in Italy” è stata al centro dei lavori dell’Assemblea annuale di Assofibre Cirfs Italia, che si è riunita oggi a Milano. Alla base la convinzione della necessità di innovare in termini di prodotto, in particolare per quanto riguarda le fibre artificiali e sintetiche. Con il progetto - nell’ambito dell’iniziativa “Industria 2015” promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico - l’associazione capitanata da Paolo Piana chiede al ministero un duplice sostegno: sul fronte del contenimento dei costi energetici e del rilancio della ricerca. Un apporto, questo, giudicato essenziale per sostenere un settore attualmente in buona salute sul piano congiunturale, con stime per il 2006 che confermano un incremento mondiale del 5,5% della domanda di fibre tessili, trainata da quelle artificiali e sintetiche, in aumento del 6,4%. Nel quadro generale spicca l’industria italiana, per la prima volta in crescita, dalla fine del 2000, seppure di un modesto 2%. Fonte Fashionmagazine

 

Gap punta sui giovani talenti

Gap investe sui talenti emergenti. Nasce Gap Design Editions, una limited edition collection creata dagli emergenti Doo-Ri Chung, Thakoon Panichgul e dalle sorelle Kate e Laura Mulleavy, artefici del brand Rodarte. A partire da oggi la linea sarà distribuita nei 100 più grandi store Gap e sarà sostenuta da un significativo battage pubblicitario. Con questa manovra il big player statunitense cerca di risollevare le proprie sorti e di acquisire nuovo appeal agli occhi del consumatore (vedi fashionmagazine.it del 2 marzo scorso). I capi non riporteranno i nomi degli stilisti ma compariranno nelle pubblicità e nel materiale di supporto, in modo da essere immediatamente riconoscibili. Il progetto rientra nella partnership tra Gap e il Cfda/Vogue Fashion Fund, annunciata lo scorso mese per presentare i new designer a un più vasto pubblico, facendo in modo che i vincitori possano creare pezzi in edizione limitata per Gap. I prezzi oscilleranno tra i 68 e gli 88 dollari sell-out. Fonte Fashionmagazine

 

I gruppi italiani vanno meglio

La moda nel nostro Paese cresce più di quella straniera. A dirlo è un’analisi elaborata da Pambianco Strategie di Impresa, che ha analizzato i fatturati del 2006 dei primi 25 gruppi italiani del settore e delle principali realtà estere. I ricavi delle aziende di casa nostra sono cresciuti del 12,4%, mentre il turnover delle società oltreconfine è salito solo del 9,6%. Il fatturato dei gruppi della Penisola è passato da 24,33 a 27,33 miliardi di euro, confermando il trend positivo di crescita iniziato nel 2005, quando il giro d’affari era aumentato del 10,5%. La holding che ha registrato il maggiore incremento è Mariella Burani Fashion Group (+39,2%), per effetto anche di qualche acquisizione, seguita da Geox (+34,6%), Dolce & Gabbana (+29,7%), Calzedonia (+25,7%), Gucci (+16,3%), Loro Piana (+15,2%) e Tod’s (+13,9%). Gli altri gruppi hanno quasi tutti messo a segno un progresso superiore al 10%, a eccezione di Versace, che scende del 6,1% per il processo di ristrutturazione e rilancio in corso. Risulta in avanzamento anche il margine operativo lordo, che nel 2006 potrebbe arrivare a circa il 20% rispetto a un 18% del 2005. Il miglioramento sia dei fatturati che della redditività è dovuto alla ripresa del mercato da una parte e alle energiche azioni intraprese dai principali player della moda e del lusso per accelerare il loro sviluppo. Per il 2007 le previsioni indicano un’ulteriore avanzata dei ricavi di circa il 10% e dell’Ebitda medio, che potrebbe arrivare al 21%. Per quanto riguarda le società straniere, invece, l’incremento del turnover è stato solamente del 9,6%, (rispetto a un 10,2% del 2005), passando da 22,04 a 24,16 miliardi di euro. A registrare le migliori performance è stato Hugo Boss (+14,2%), seguito da Swatch (+12,3%) e da Lvmh (+10%). L’ebitda potrebbe rimanere sui livelli del 2005, quando era stato del 22,1% o scendere leggermente di circa un punto. Le stime per l’anno in corso sono di un aumento dei fatturati contenuto attorno all’8-10% e di una redditività di circa il 21% (un punto in meno rispetto al 2006). Fonte Fashionmagazine

 

Salone sul denim

Wolfgang Klinder, a capo del salone tedesco dei tessuti Munich Fabric Start, si è unito a Guenther Sommer, ex responsabile del brand del jeans H.I.S., per lanciare un nuovo evento focalizzato sul tessuto denim: Jeans Affair Munich (JAM). La mostra esordirà dal 10 all’11 luglio 2007 presso la Zenith hall del centro espositivo Moc di Monaco di Baviera. Per questa manifestazione sono stati riservati 2.500 metri quadri, con un’opzione per altri mille metri quadri da allestire eventualmente nell’edificio adiacente. Fonte Fashionmagazine

 

Gruppo Sixty

L'accordo con la Indus Clothing sigla l'ingresso in India del Gruppo Sixty, con i due marchi Miss Sixty ed Energie. In programma opening nelle principali città del Paese. A Torino, intanto, è operativo il primo Sixty Concept Store in partnership con Stefano Cecchi Records, all'insegna del lifestyle. In seguito all'intesa con la Indus Clothing, il gruppo abruzzese punta all'inaugurazione di 11 negozi in franchising nelle città più importanti del Paese. Il primo opening è fissato per aprile a New Delhi. Nel corso dello stesso mese, in un centro commerciale di Mumbai, nasceranno due corner. Alla ricerca di formule inedite nel retail che possano coinvolgere il target di riferimento dell'azienda, il mondo dei giovani, è stato aperto invece a Torino, in via Gobetti, il primo Sixty Concept Store: il frutto della partnership con Stefano Cecchi, fondatore della Stefano Cecchi Records, una fra le più note etichette musicali indipendenti in Europa. I tre piani del punto vendita dedicati a Miss Sixty ed Energie si caratterizzano per gli ampi spazi e per l'atmosfera neo rétro. Novità saliente è la presenza di marchi emergenti e di ricerca, insieme a oggetti di design e supporti audio/video del partner discografico. Fonte Fashionmagazine

 

Swish Jeans

Ritorna in scena, con obiettivi ambiziosi, il marchio Swish Jeans. Dopo stagioni di auge, negli anni Novanta, era fallito verso la metà del decennio. Nel 2006 è stato acquisito dall'azienda barese Accessories Italian Fashion e ora punta a riconquistare gli spazi perduti. Dopo il fallimento dell'azienda cui faceva capo, di proprietà di Marcello Mastantuono, di Swish Jeans non si era più sentito parlare. Era la metà degli anni Novanta e scompariva un brand che aveva calcato le passerelle milanesi, forte di testimonial del calibro di Naomi Campbell, Carla Bruni, Claudia Schiffer, Eva Herzigowa, Cindy Crawford, Carol Alt. A distanza di tempo, ci ha pensato una realtà di Casamassima, Bari, a far rivivere il brand. “Si tratta di Accessories Italian Fashion del gruppo Pistolato, di proprietà di Emilio Pistolato: un'impresa che produce accessori per conto terzi e su licenza (Billionaire, Conte Max, Walt Disney)”, spiega a fashionmagazine.it Fabio Mazzocca, amministratore dell'agenzia Wake Up di Barletta, che si occupa di comunicazione per il marchio. Alla Wake Up è stato affidato un budget da 2 milioni di euro l'anno per tre anni. “Swish Jeans era un marchio che faceva parlare di sè anche per via delle sue campagne pubblicitarie - dichiara Mazzocca -. Il nostro compito sarà quello di riconquistare quel ruolo, ovviamente con una comunicazione più fresca e innovativa, capace di attrarre soprattutto l'utenza giovanile”. Fra breve partirà dunque una campagna teaser per prennunciare l'uscita della collezione, prevista per l'estate 2008. Sarà una linea solo femminile, un'offerta di jeanswear di alto livello anche in materia di distribuzione, che sarà affidata ai canali plurimarca. “A curare lo stile è un nome noto del settore, che per il momento non vogliamo rivelare”, racconta Mazzocca, il quale parla di un grande evento a cavallo fra il 2007 e il 2008 per la presentazione del progetto. Per quanto riguarda l'abbigliamento, è stata conclusa una licenza con il gruppo Ump di Bari, che si occuperà della produzione e della distribuzione, mentre gli accessori saranno seguiti direttamente dall'azienda di Bari. Quali sono gli obiettivi a livello di cifre? “Sicuramente si mira molto in alto - risponde il portavoce di Swish Jeans -. Solo nel primo anno si punta a raggiungere i 30 milioni di euro di fatturato”. fonte Fashionmagazine

 

H&M: andamento positivo

In ottima salute i conti di Hennes & Mauritz: il retailer archivia il trimestre chiuso il 28 febbraio scorso con un utile netto in ascesa, da 1,8 a 2,3 miliardi di corone svedesi. Le vendite si sono attestate a quota 19,7 miliardi di corone svedesi (+11,3% o +5% su base like-for-like). Balzo in avanti, dal 2,4% al 58,9%, per i margini, grazie all'ottimizzazione delle strategie legate agli acquisti, ai cambi più favorevoli e a una riduzione della politica di sconti. Durante il periodo considerato, gli investimenti della società si sono focalizzati sull'ingresso in nuove aree e città (Shanghai, la Grecia, la Slovacchia e il Qatar), sul lancio di concept inediti come Cos (sbarcato recentemente a Londra con il primo store) e su nuovi opening. Sul fronte offerta, la collezione di calzature è stata potenziata e, stando ai risultati finora ottenuti in 200 negozi H&M, è stata molto apprezzata dalla clientela. A oggi il retailer può contare su 1.351 spazi nel mondo, con 75 new entry prima di fine maggio. Nel solo mese di marzo sono stati avviati 20 punti vendita, incluso quello di Hong Kong che è stato il primo, in anticipo sugli altri di due settimane, a presentare le proposte della linea M by Madonna, disegnata dalla popstar in collaborazione con il fashion team di H&M. fonte Fashionmagazine

 

Versace 2006 ricavi per 288 milioni

La chiusura nel 2005 di tre licenze – lingerie, childrenswear e Versace Classic - fa scendere i ricavi della Medusa. Il gruppo milanese, che all’inizio dell’anno ha nominato Marco Sala nuovo direttore finanziario, ha archiviato il bilancio 2006 con 288 milioni di euro, contro i 305 milioni di euro dell’anno prima. Gli utili invece si sono attestati a quota 19,1 milioni di euro, in attivo rispetto alla perdita di 5,5 milioni dell’esercizio precedente, se non si considerano i profitti straordinari non ricorrenti derivanti dalla vendita di asset immobiliari. Con la dismissione del palazzo in Madison Avenue a New York con le opere d’arte di Gianni Versace, i profitti registrati nel 2005 si aggiravano intorno ai 30 milioni di euro. Migliora anche la posizione finanziaria netta che, grazie al cash flow generato dal gruppo, è divenuta positiva per 11,3 milioni di euro, a fronte dell’indebitamento finanziario netto di 1,5 milioni di euro raggiunto al termine dell’anno precedente. Al risanamento dei conti hanno contribuito, secondo quanto riportato da una nota diffusa dalla Casa di moda, l’incremento dei ricavi e il miglioramento della marginalità della divisione wholesale, l’aumento dell’incidenza della componente “accessori” sulle vendite - che ha superato, con un anno di anticipo sulle previsioni, l’obiettivo del 30% - e il progresso dei fatturato messo a segno dalle boutique dirette. Intanto il 2007 è iniziato con la nomina a cfo di Marco Sala, che ha assunto anche le mansioni del direttore amministrativo Daniele Ballestrazzi, passato a occuparsi degli “affari speciali”.

 

Mango: vendite in crescita

Quattro nuovi mercati si profilano per Mango, il retailer iberico che nel 2006 ha raggiunto un turnover di 1,26 miliardi di euro, in ascesa del 9,8% rispetto all'anno precedente. Si tratta di Algeria, Bielorussia, Georgia e Kossovo. Nel 2006 Mango ha mosso i primi passi negli Usa (con un opening in Costa Mesa), ma anche in Libia, Montenegro, Siria, Sud Africa e Uzbekistan. In totale, fuori dalla Spagna sono stati inaugurati 118 spazi su un totale di 130 opening. Il business oltrefrontiera riguarda ormai il 76% del fatturato per la società con sede a Barcellona, che nel 2007 investirà 70 milioni di euro per dare il via a 160 negozi e per rifare il look a parte dei punti vendita già esistenti. Ulteriori 30 milioni saranno invece indirizzati alla logistica e all'information technology. I vertici si aspettano che quest'anno il giro d'affari si porti avanti del 5%, attestandosi a quota 1,32 miliardi di euro. Fonte Fashionmagazine

 

Denim Expo

Dal 14 al 16 giugno debutterà presso la fiera di Rimini un salone interamente dedicato alla filiera del jeans: Denim Expo. L’obiettivo di questo progetto espositivo è rafforzare il senso di appartenenza e di identità degli operatori nazionali e consolidare il ruolo dell’Italia quale punto di riferimento in questo ambito. Gli organizzatori di Rimini Fiera (già promotori del salone dedicato alle collezioni di abbigliamento e accessori delle pmi italiane FirstAlternative, la cui prossima edizione si terrà dal 30 giugno al 2 luglio), insieme a Indigoscape (studio stilistico specializzato nel denim), intendono coinvolgere sia i marchi sia i produttori di semilavorato e di accessori per il settore. Il meeting vuole, infatti, essere un punto di incontro e sfruttare tutte le opportunità di scambio e informazione fra gli attori nazionali del jeans, al fine di elaborare e condividere strategie utili a competere sui mercati internazionali, anche alla luce della globalizzazione. La rassegna si articolerà in due sezioni: Specialized Brands, dedicata alla presentazione delle collezioni primavera-estate 2008 dei migliori marchi di jeans, e Blue Ribbon, con le anticipazioni e le tendenze per l’autunno-inverno 2008/2009 proposte dai fabbricanti di tessuto, dalle lavanderie specializzate e dai produttori di accessori per il jeans. Fonte Fashionmagazine

 

Ricavi in calo per Gap

Il retailer americano Gap chiude l'ultimo trimestre con una flessione delle vendite del 2% a periodi comparabili. I ricavi annuali si riducono così a 15,9 miliardi di dollari dai 16 miliardi dell'anno precedente (-7% a periodi comparabili, che peggiora il -5% dell'anno prima). L'utile netto annuale scende, invece, da 1,1 miliardi a 778 milioni di dollari. Senza nascondere l'insoddisfazione per i numeri in flessione, il presidente e ceo ad interim, Bob Fisher, ha fissato le priorità per il nuovo esercizio fiscale, che vanno dal focalizzarsi sul core business, e quindi sulla realizzazione di prodotti meglio rispondenti al mercato, al trattenere nel gruppo i migliori talenti (oltre che svilupparli ex novo). Gap interverrà anche per rendere più efficiente la struttura organizzativa, al fine di facilitare i processi decisionali e velocizzare eventuali cambiamenti. In quest'ottica, Gap fa sapere che sta scegliendo la società di selezione per arruolare un nuovo ceo. Intanto Marka Hansen, ex presidente di Banana Republic, è stata incaricata della presidenza del brand Gap, mentre Michael Cape (ex JC Penney e Mervyn) è il nuovo executive vice presidente del marketing in Old Navy. In vista di una maggiore razionalizzazione, nei giorni scorsi Gap ha annunciato anche l'abbandono del progetto Forth & Towne (vedi fashionmagazine.it del 27 febbraio), con la conseguente chiusura di 19 negozi per fine giugno. Nel 2006, a fronte di 194 nuove aperture, hanno cessato l'attività 116 store, 79 dei quali relativi a Gap. E le chiusure per questa insegna proseguiranno anche nel 2007 (circa 200 nelle previsioni del management), a vantaggio di Old Navy (230 gli opening preannunciati). Fonte Fashionmagazine

 

Milano resta leader

I compratori sono tutti concordi nell’affermare che Milano resta la capitale del business della moda. Nel complesso positivi i pareri sulle proposte donna del prossimo inverno. Secondo le prime indiscrezioni, i budget verranno confermati e, in alcuni casi, aumentati. Milano è la capitale del business della moda: i compratori italiani e stranieri non hanno dubbi in merito. Così rispondono alle polemiche che nelle ultime settimane hanno accompagnato la vigilia di Milano Moda Donna: non è vero, dunque, che gli stilisti stanno fuggendo dal capoluogo lombardo, né tanto meno che i buyer prediligerebbero altre capitali europee per i loro ordini di abbigliamento e accessori. “È impossibile credere che una città dove sfilano brand come Dolce & Gabbana, Prada e Gucci possa perdere il suo appeal”, commenta Ken Downing, fashion director di Neiman Marcus con sede a Dallas. “Milano resta in primissimo piano ed è di grande attrattiva e propositività – ribadisce Downing –. Lo dimostrano anche le tante collezioni che questa stagione si sono evidenziate positivamente: da Jil Sander a Marni e Pringle, per citarne solo alcune. Non a caso, il made in Italy rappresenta un giro d’affari importantissimo per Neiman Marcus”. Sulla stessa lunghezza d’onda tutti i retailer intervistati. “Milano assorbe il 70% dei nostri ordini di womenswear – dice Ekaterina Moisseeva alla guida insieme al marito Mikhail Kusnirovich del Bosco di Ciliegi a Mosca – mentre Parigi e Londra rispettivamente solo il 20% e il 10%”. “E se qualche maison ha deciso di far sfilare una sua linea (ma non la principale) in un’altra città – precisa Moisseeva – ciò non ha nulla a che vedere con l’importanza di Milano, ma con proprie strategie commerciali e di marketing”. Scegliere tra Milano, Londra e Parigi? “Per noi il problema non si pone neppure lontanamente – risponde Alda Ornaghi del mega punto vendita Annamode a Sanremo (Im) –. La nostra clientela, prevalentemente internazionale, richiede i marchi italiani o comunque realizzati nel nostro Paese e, quindi, legati al capoluogo lombardo”. “È vero – prosegue la nota dettagliante – che nella capitale francese i fashion show sono spesso più emozionanti, ma poi quando certi prodotti arrivano in negozio, non è raro che evidenzino lacune sul fronte sia della vestibilità, sia della fattura”. In tema di moda, le collezioni viste in queste prime giornate della kermesse non hanno presentato stravolgimenti rispetto alle tendenze già in atto per la primavera-estate 2007 e per l’autunno-inverno che si sta avviando al termine. “Tantissimi ancora gli abiti, i pantaloni solo a sigaretta, i cappotti e le giacche con le maniche tre quarti, le silhouette a uovo o, comunque, over e i tessuti in tinte metalliche”, sintetizza Marzio Torcianti di Coltorti Boutique con sede a Iesi (An). “In generale, stilisti e aziende hanno fatto un ottimo lavoro – prosegue Torcianti – anche perché, adesso più che mai, nell’ideazione delle collezioni si considera da un lato l’aspetto creativo senza trascurare, dall’altro, quello commerciale”. Infine, come non succedeva da tempo, i compratori, oltre a citare i brand al top, hanno menzionato con entusiasmo alcuni nomi meno famosi come 6267, Albino e Pringle. Un’ulteriore dimostrazione del dinamismo di Milano. Fonte Fashionmagazine

 

Addio all'insegna Forth&Towne

Lanciata 18 mesi fa dal gruppo Gap, la catena americana Forth&Towne, rivolta alle donne over 35, è già al capolinea: la società, da tempo in difficoltà, ha deciso di chiudere entro giugno i 19 store aperti finora con questa insegna. Intanto si segnala la nomina di Michael Cape (ex JC Penney e Mervyn) alla guida del marketing del brand Old Navy. Proprio in Old Navy - oltre che nelle fila di un altro marchio, Banana Republic - potrebbero confluire (in parte o totalmente) i 550 dipendenti di Forth&Towne. Nonostante un inizio incoraggiante, le entrate di Forth&Towne non hanno ripagato gli investimenti: da qui la necessità di voltare pagina, non senza ripercussioni economiche, visto che la cessazione dell'attività di questo format ha comportato per Gap costi nell'ordine di 40 milioni di dollari.

 

Geox anche per i pc

Visita di Nicholas Negroponte, fondatore del MediaLab del Mit di Boston, ai laboratori della Geox di Montebelluna (Tv). Lo scienziato - a capo del progetto "One Laptop per Child", finalizzato a dotare i bambini dei Paesi in via di sviluppo di computer portatili - sarebbe interessato a un eventuale utilizzo della membrana della "scarpa che respira" per ricoprire il pc allo studio. Sembra che l’idea sia nata nel corso dell’incontro fra Nicholas Negroponte e il presidente di Geox Mario Moretti Polegato al World Economic Forum, recentemente svoltosi a Davos in Svizzera. Le caratteristiche d’impermeabilità e nel contempo la capacità di espellere il calore verso l’esterno sarebbero quelle ricercate dallo studioso per isolare e rendere utilizzabile il computer in condizioni climatiche estreme. Fonte Fashionmagazine

 

 

Lo Ied apre a Venezia

Formazione e territorio. A quarant’anni dalla fondazione, l’Istituto Europeo di Design apre una nuova sede a Venezia, sull’Isola della Certosa, che si aggiunge alle già esistenti di Milano, Roma, Torino, Madrid, Barcellona e San Paolo. Ma che si caratterizza per un programma di formazione inedito, strettamente legato al contesto geografico, che esordirà in aula a maggio. Ied Venezia si inserisce nel piano di riqualificazione dell’Isola - promosso dalla società Vento di Venezia e dal Comune del capoluogo veneto – proponendosi alla stregua di un centro sperimentale in contatto con le realtà artistiche, artigianali e industriali tipiche del territorio. Sintesi di questo legame con la cultura veneziana sono i corsi, legati al mondo della nautica, dell’artigianato in vetro, del cinema, della moda e dell’arte: non solo master, ma anche formazione avanzata, workshop e seminari rivolti a studenti universitari e delle scuole superiori, liberi professionisti e aziende in cerca di formazione specializzata. Prossima tappa: Rio De Janeiro, dove è prevista l’inaugurazione di una sede nel 2008. Fonte Fashionmagazine

 

Crack Giacomelli

Si è chiusa l’inchiesta sul crack da 742 milioni di euro del gruppo Giacomelli. I capi di imputazione vanno dall’associazione a delinquere alla falsità in scrittura privata e coinvolgono 18 persone: dall’ex presidente Emanuele Giacomelli, al padre Antonio e alla moglie Gabriella Spada, dall’ex direttore finanziario Stefano Pozzobon a numerosi parenti dei Giacomelli, fino al loro ex autista. Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia tributaria di Bologna, hanno ricostruito le vicende del gruppo della distribuzione sportiva, accusato di aver distratto ingenti somme di denaro attraverso una contabilità “fantasiosa”, fatta di finte fatture emesse per il pagamento delle merci e incassi “gonfiati”, finalizzati ad attestare un volume d’affari superiore a quello reale. Secondo le accuse, inoltre, nel 2003 i Giacomelli denunciarono un falso furto di assegni per 139 milioni di euro, al fine di ottenere il blocco dei pagamenti in corso ai fornitori, che non riuscivano più a soddisfare. Ora che l’inchiesta è chiusa, si attende la decisione del p.m. di Rimini per il rinvio a giudizio degli indagati. Fonte Fashionmagazine

 

Personal Shopper blog

E' nato in questi giorni il blog del Personal Shopping Italianoguarda il blog

 

Benetton

Il cda di Benetton ha esaminato oggi i dati di preconsuntivo 2006 e le previsioni per il 2007: nell’anno da poco terminato i ricavi consolidati sono cresciuti dell’8,4%, arrivando a 1.913 milioni di euro, mentre per l’anno in corso l’andamento degli ordini lascia ipotizzare un tasso di crescita compreso fra il 6 e l’8%. Un trend che il gruppo di Ponzano prevede di confermare anche nei prossimi esercizi. Nel 2007 è prevista una crescita più accentuata sui mercati esteri, in particolare nelle aree del Bacino del Mediterraneo, nei Paesi dell’Est Europa, in Cina e in India. Gli investimenti quest’anno saranno nell’ordine dei 250/300 milioni di euro e saranno rivolti principalmente a supportare l’avanzata nelle aree con maggiori opportunità di sviluppo, ma anche a potenziare l’area logistico-distributiva di Castrette (Tv) e lo stabilimento produttivo in Tunisia. Parte degli stanziamenti andrà anche a implementare i sistemi informatici che dovranno coadiuvare l’incremento dei volumi e la maggiore segmentazione dell’offerta. fonte Fashionmagazine

 

Tax Free 2006

Con una crescita del 44% negli acquisti "tax free", i clienti russi hanno scalato la classifica dei turisti stranieri che fanno shopping in Italia e nel 2006 hanno guadagnato il primo posto, soffiando ai giapponesi lo scettro detenuto per anni. E in Italia crescono le vendite nelle mete estive. È questo uno dei dati più salienti dello studio annuale sul tax free shopping nel nostro Paese presentato questa mattina a Milano da Global Refund. "Il 2006 si è chiuso meglio del previsto - ha commentato Pierfrancesco Nervini, responsabile Global Refund Italia -. Le vendite sono aumentate del 14%, con uno scontrino medio di 661 euro, e prevediamo una crescita a due cifre anche per il 2007". Il primato raggiunto dai russi (che rappresentano ora il 19% di un mercato che vale 1,2 miliardi di euro) conferma e in qualche modo porta a compimento un trend in atto da anni, ovvero il loro peso crescente e il contestuale calo di clienti giapponesi, che lo scorso anno hanno speso in Italia ben il 14% in meno rispetto al 2005. Il 2006 ha segnato anche il ritorno degli statunitensi (+8% di acquisti), che si attestano così al secondo posto della classifica, e un deciso incremento di clienti cinesi (+9%). La moda si conferma il settore merceologico più ricercato (con il 59% del totale) e si evidenzia un rapido avanzamento degli outlet (+51%) e dei department store (+15%) per quanto riguarda i canali d’acquisto. Un’altra novità è l’importanza crescente di alcune città: se Milano e Roma (con, rispettivamente, il 36% e il 22% del mercato tax free) rimangono le "regine incontrastate dello shopping", guadagnano terreno le mete estive, soprattutto Ischia (+72%), la Versilia (+49%) e la zona di Rimini (+42%). Cambia inoltre la stagionalità: ottobre è stato nel 2006 il mese clou per gli acquisti, mentre dicembre è stato il mese più povero, a conferma della mancanza, in Italia, di un mercato natalizio appetibile come quello parigino o londinese. fonte Fashionmagazine

 

115 nuovi negozi per Pimkie

Pimkie, la catena di moda giovane del retailer francese Mulliez, ha terminato il proprio piano di ristrutturazione e per il 2007 ha in programma di incrementare le vendite puntando sulla diffusione del nuovo layout del negozio, creato per le ragazze dai 15 ai 25 anni. In parallelo sono previsti 115 opening soon entro l’anno. Presentato all’inizio del 2006, il rinnovato concept espositivo è già stato introdotto in 70 delle 700 insegne del marchio, ottenendo un buon riscontro iniziale, come ha dichiarato alla stampa francese il general manager Eric Vandendriessche. Dopo i 68 store inaugurati lo scorso anno, il piano di investimenti prevede 100 milioni di euro per l’apertura di 115 punti vendita entro il 2007, tra cui l’esordio in Croazia. Fonte Fashionmagazine

 

Naf Naf acquisita dal gruppo Vivarte

La società francese Naf Naf, titolare dell’omonimo marchio e di Chevignon, è stata acquisita dal gruppo Vivarte. I fratelli Pariente hanno infatti ceduto il 100% delle proprie azioni al gigante dell’abbigliamento e delle calzature d’Oltralpe, attivo fra l’altro con il brand di abbigliamento giovane Kookaï. Sulla transazione non trapelano al momento dettagli. Voci di vendita della società erano peraltro apparse anche in passato ma erano state subito smentite dagli interessati. Ora una stringata nota ufficiale dell’azienda non lascia adito a dubbi. Per il fortunato marchio, nato nel 1973 e affermatosi come leader in Francia e nel resto d’Europa per un target femminile giovane e dinamico, si apre ora una nuova stagione. Pare tuttavia che il co-fondatore Patrick Pariente continuerà a occuparsi di alcune funzioni chiave all'interno di Naf Naf e Chevignon, a fianco dei suoi più stretti collaboratori. Fra i marchi in portafoglio a Vivarte ricordiamo: Caroll, Kookaï, La Halle!, Liberto per l’abbigliamento e André, Minelli, La Halle Chaussures, San Marina, Pataugas, Chaussland per le calzature. Fonte Fashionmagazine

 

Gruppo Tod's

Procede a passi spediti il gruppo Tod’s che ha archiviato l’esercizio 2006 con un fatturato consolidato di 573 milioni di euro (+13,9% rispetto al 2005). Le calzature continuano a rappresentare il core business aziendale con 357,5 milioni di euro (+13,6%), ma le performance migliori sono state registrate dalla pelletteria e accessori. Le vendite di questa categoria sono infatti salite del 19,4% a quota 133,5 milioni di euro, convalidando la strategia di diversificazione merceologica attuata dal società, mentre è risultato più contenuto l’incremento messo a segno dalla divisione abbigliamento, il cui giro d’affari è passato da 75,3 a 80,9 milioni di euro (+7,4%). Nonostante il marchio Tod’s seguiti a trainare i ricavi del gruppo con 326,4 milioni di euro (+13,1%), l’andamento più significativo è stato realizzato da Roger Vivier, che con un +69,7% ha raggiunto i 6,5 milioni di euro. L’Italia continua a essere il primo mercato di riferimento che grazie a un’espansione del 15,8% ha toccato i 279,6 milioni di euro, seguita dall’Europa con 145,4 milioni di euro (+8,2%). Nel resto del mondo, a esclusione degli Stati Uniti, i ricavi sono complessivamente cresciuti del 25,3%, soprattutto in seguito ai risultati registrati nel Far East, dove è attualmente concentrata la maggior parte delle aperture di punti vendita. Nel 2006 sono state inaugurate 17 boutique in franchising, prevalentemente in Asia, e 5 a conduzione diretta. Il fatturato a clienti terzi è complessivamente aumentato del 18,7%, mentre i ricavi realizzati attraverso la rete dei negozi diretti sono balzati del 9,4%, trainati principalmente dalla crescita organica dei negozi esistenti. Fonte Fashionmagazine

 

I 70 anni di H&M

Festeggia i 70 anni di attività con una serie di novità il colosso del retail svedese H&M. Nell'annunciare i risultati finali relativi al 2006, ha rivelato il nome della nuova catena di target più alto che esordisce in marzo con insegna Cos, mentre si appresta a lanciare la biancheria per la casa. Cos, come hanno spiegato i portavoce di H&M, sta per Collections of Style e farà il suo esordio a Londra, Regent Street, nel mese di marzo. La catena, con cui si punta a recuperare il terreno perso rispetto alla rivale Inditex in Europa, ben posizionata nel segmento “higher middle market” con l'insegna Massimo Dutti, proporrà abbigliamento uomo e donna a prezzi più elevati. L'obiettivo è di inaugurare 10 Cos store entro il prossimo dicembre, con la messa a fuoco su Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Belgio. Il gruppo farà il suo ingresso anche nel settore dell'home textile con il lancio di una collezione di copriletti, biancheria da letto, tende, asciugamani, coperte e cuscini che sarà venduta inizialmente online e attraverso cataloghi in Scandinavia, Paesi Bassi, Germania e Austria a partire dal prossimo autunno. Queste novità coincidono con l'annuncio dei risultati relativi all'anno che si è chiuso il 30 novembre 2007, da cui si rileva una crescita delle vendite del 12% a 68,4 miliardi di corone (7,5 miliardi di euro). L'utile netto ha superato i 10 miliardi di corone con un'evoluzione del 16,7% e un totale di 10,8 miliardi di corone. Il fatturato “like for like” è aumentato nonostante una situazione meteorologica non ottimale, senza riduzione dei prezzi. Da notare che nel 2005 Inditex ha preso il posto di H&M quale più grande fashion retailer in Europa in termini di giro di affari. Mentre Inditex ha annunciato di voler raddoppiare il numero degli store a oltre 4.000 unità entro il 2010, H&M progetta di incrementare il totale di punti vendita del 10-15% l'anno. Nell'anno fiscale corrente, il gruppo progetta di inaugurare 170 spazi principalmente negli Stati Uniti, in Canada, Spagna, Italia, Germania e Regno Unito. Negozi nasceranno anche a Hong Kong, Shanghai, in Grecia, Slovacchia e Qatar. A Tokyo, un H&M store aprirà i battenti nel 2008. Fonte Fashionmagazine

 

Banana Republic

L’arrivo nella capitale inglese del brand americano, controllato da Gap dal 1983, è il primo passo di una campagna di penetrazione sui mercati europei. Oltre che negli Stati Uniti, Banana Republic è attualmente presente in Canada e Giappone. “La Gran Bretagna è un mercato con un potenziale molto alto per Banana Republic: lo conferma l’elevato numero di clienti, non solo inglesi ma anche europei, che ha dimostrato interesse all’arrivo del nostro brand a Londra”, ha dichiarato il presidente di Gap Europe Stephen Sunnucks. Un altro passo importante del programma di espansione retail a livello internazionale di Gap è l’accordo, firmato in esclusiva con Shinsegae International, per la distribuzione di Gap e Banana Republic in Corea. Il gruppo coreano, che controlla un portfolio di 250 negozi, ha intenzione di aprire 40 store nel giro di tre anni. Gap, inoltre, ha di recente stipulato accordi di franchising e distribuzione per l’introduzione di Gap e Banana Republic in Medio Oriente, Indonesia, Singapore e Malesia. In base a quanto riportato dal quotidiano americano New York Post, sembra che Robert Fisher (ceo ad interim di Gap, dopo le recenti dimissioni di Paul Pressler), abbia rassicurato in questi giorni i propri dipendenti che il gruppo non è in vendita, mettendo così a tacere le voci insistenti che ipotizzano una sua prossima cessione totale o parziale di cui si starebbe occupando la banca d'affari Goldman Sachs. Fonte Fashionmagazine

 

210 milioni di fatturato nel 2006

I tre centri a prezzi scontati di Fashion District – Valmontone, Mantova e Molfetta – sono stati visitati, nel 2006, da 8,3 milioni di persone. I 280 negozi complessivi, per un totale di 79.000 metri quadri di superficie commerciale, hanno fatturato 210 milioni di euro, in crescita del 67% rispetto al 2005. Per il 2007 è previsto un giro d’affari di almeno 300 milioni di euro. Prossimo opening, nel 2008, in prossimità di Venezia. “Nello specifico – ha spiegato Giuseppe Taini, amministratore delegato del gruppo Fashion District, durante un incontro svoltosi oggi a Milano – la migliore performance è stata messa a segno dall’outlet di Valmontone (Rm): 105 milioni di euro di fatturato (+50% sul 2005) e 4,3 milioni di visitatori (+28% sul 2005)”. Gli altri centri a Bagnolo San Vito (Mn) e Molfetta (Ba) hanno registrato rispettivamente volumi d’affari per 60 milioni di euro (+46%) e 45 milioni di euro e presenze per 2,2 milioni di persone (+28%) e 1,8 milioni di persone. “Ci tengo a sottolineare – ha aggiunto Taini – che questi risultati sono stati conseguiti con una superficie affittata media nell’anno che si aggira sul 70%”. “Per il 2007 – ha proseguito Taini – stimiamo, grazie al completamento delle fasi già realizzate, di arrivare a circa 300 milioni di euro di turnover, con oltre 10 milioni di visitatori”. “Questo valore – ha puntualizzato l’a.d. – non comprende, però, le aperture al pubblico della fase 2 di Molfetta (ulteriori 58 negozi) e della fase 3 di Valmontone (altri 24 store), che avverranno tra settembre e ottobre e che produrranno un ulteriore fatturato”. “Premesso che le location sono fondamentali – ha concluso Taini – gli ottimi risultati che abbiamo conseguito sono stati prodotti anche grazie al potenziamento dell’offerta, con l’apertura di nuovi negozi come quelli di Calvin Klein, Nike, Levi’s, Conte of Florence, oltre ai multimarca Shibuya, gestiti dal gruppo Percassi, che vendono pure Zara. Strategica, inoltre, nei nostri centri è la presenza dell’insegna dell’elettronica di consumo Unieuro. Infine, abbiamo rafforzato la ristorazione introducendo i marchi del gruppo Autogrill”. Fonte Fasionmagazine

 

Il Gazzettino Sabato, 27/01/2007

Il mondo della moda si interroga e consegna il "premio alla carriera" a Heinrich Oberrauch
Il mondo della moda si incontrerà domenica 4 febbraio al Venezia Terminal Passeggeri (103) in occasione della mostra-convegno promossa da Venezie Moda&Sport. La 18. edizione rispetterà la formula della passata edizione che aveva registrato un migliaio di partecipanti. Le più grandi insegne dei negozi delle Tre Venezie rappresenteranno tutte le tipologie della distribuzione al dettaglio, dai grandi spazi alle piccole superfici. Nel dibattito-intervista, condotto da Cristina Catarinicchia, gli imprenditori della moda si confronteranno e parleranno di sé: della famiglia, della storia dell'azienda, dei progetti futuri, delle prospettive del mercato, della cooperazione tra clienti, del ricambio generazionale e di innovazione. All'incontro parteciperanno Giuliano Dal Cin, Sergio e Annalisa Pellizzari, Maria Pia Minin, Aldo e Debora Ferracin, Maurizio Anzil, Georg e Heiner Oberrauch, Giampietro Bariviera e Battista Cenere. Chiuderà il dibattito Marina Salamon, imprenditrice ed esperta in comunicazione, che consegnerà, insieme al sindaco Massimo Cacciari, il Premio alla Carriera a Heinrich Oberrauch. Oberrauch è il capostipite della grande famiglia che ha dato vita alle catene di negozi Sportler, Globus, Oberrauch Zitt e all'industria Salewa. Il programma della giornata è stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa a Ca' Corner da Maurizio Cuman, presidente Venezia Moda&Sport, da Piero Adami, presidente onorario e da Paolo Dozzo per il Comune di Venezia. «Circa trent'anni fa ha detto Cuman un gruppo di agenzie di rappresentanza della moda e dello sport Triveneto si sono riunite per creare un'associazione di categoria, al fine di migliorare e rendere più etico il rapporto tra le stesse e con il proposito di eliminare, tra i soci, qualsiasi forma di concorrenza sleale». I soci sono una sessantina, impiegano circa 500 addetti e rappresentano 561 marchi della moda e dello sport. Il programma della mostra-convegno, che si rivolge solo agli addetti ai lavori, prevede nell'area di benvenuto del gruppo VolksWagen, sponsor della manifestazione, anche prove tecniche delle vetture e un'esposizione delle auto. La mostra-convegno non è un'iniziativa fine a se stessa: «C'è da parte nostra ha affermato Cuman la volontà di dar vita a un vecchio sogno: la realizzazione di una cittadella della moda e dello sport che riunisca e rappresenti il maggior numero possibile di agenzie di rappresentanza».

 

Bread & Butter Barcelona

Bread & Butter Barcelona batte ogni record e chiude con numeri stratosferici. Sono stati infatti 82.837 gli ingressi alla kermesse catalana della moda giovane: lo scorso inverno si erano fermati a quota 48.800. Grande soddisfazione è stata espressa da Karl-Heinz Müller, patron dell’evento che da quest’anno si concentra su Barcellona. I numeri dicono che gli organizzatori avevano ragione: è stata premiante la scelta di realizzare il salone vero e proprio solo nella città spagnola. Gli incrementi nelle adesioni hanno riguardato infatti praticamente tutte le nazionalità, con dati particolarmente positivi soprattutto dai Paesi del Nord Europa e dalla Germania. Karl-Heinz Müller ha fatto sapere di voler continuare a investire su Barcellona (il prossimo Bread & Butter andrà in scena dal 4 al 6 luglio), ma di non abbandonare l’idea di realizzare nuovi concept in altre location: per esempio BBB at Kraftwerk, in programma a Berlino dal 26 al 27 gennaio, durante la settimana berlinese della moda. Fonte Fashionmagazine

 

Fidenza Village: +45%

Fidenza Village, unico outlet in Italia della multinazionale anglo-americana Value Retail, ha archiviato il 2006 con vendite in rialzo del 45% e un incremento delle presenze (che hanno raggiunto quota 2,5 milioni) del 25% rispetto all'anno precedente. Positivo anche l'andamento dei negozi del centro, che hanno aumentato i volumi di vendita di oltre il 17%. Si tratta di risultati importanti che, come spiega la società (tra i leader in Europa nello studio, realizzazione e gestione di outlet di lusso) si devono alla crescita dei clienti provenienti da tutto il Paese, all'affluenza del turismo internazionale e alla maggiore presenza di consumatori dall'elevata capacità di spesa. Per il 2008 lo shopping village di Parma prevede 30 nuovi importanti opening e il completamento della seconda fase di espansione (avviata nel 2005), che dovrebbe portare il flusso di visitatori a quota 3 milioni l'anno. Fonte Fashionmagazine

 

Londra: la Mecca del retail

Entro i prossimi quattro anni la superficie totale degli spazi dedicati al retail nella City, il quartiere finanziario di Londra, aumenterà del 50%. Grazie a 11 diversi progetti, che includono la costruzione di nuovi edifici e la ristrutturazione di alcuni fabbricati già esistenti, saranno infatti creati ex-novo circa 50 mila metri quadri, il cui uso è destinato esclusivamente allo shopping. Si prevede che saranno aperti in quella che è una delle zone di maggiore affluenza a Londra circa 170 nuovi negozi. Una delle iniziative più importanti riguarda 107 Cheapside: la ristrutturazione dell’edificio, che sarà completata a luglio del prossimo anno, creerà oltre 2.300 metri quadri destinati al retail. All’inizio del 2008 inizieranno invece i lavori a New Change: uno stabile, situato nelle immediate vicinanze della cattedrale di St. Paul, che ospiterà oltre 20 mila metri quadri di spazi riservati agli acquisti. Fonte Fashionmagazine

 

Tre pretendenti per Fila

Sarebbero almeno tre i potenziali acquirenti del gruppo dello sportswear Fila, dal 2003 controllato dal fondo americano Cerberus tramite Sport Brands International. Tra questi vi sarebbe anche il colosso giapponese Itochu, già azionista, tra gli altri, del gruppo della pelletteria Antichi Pellettieri. È quanto emerge dall'inserto Plus de Il Sole 24 Ore, che riporta alcune indiscrezioni emerse, mentre Goldman Sachs e Rothschild starebbero gestendo l'asta per la cessione del marchio di origine biellese. Gli altri interessati, oltre al gruppo nipponico, sarebbero un gruppo statunitense e uno cinese, ma sembra che le trattative vadano avanti con difficoltà. Pare infatti che Cerberus abbia elevate pretese di prezzo. Fonte Fashionmagazine

 

Stefanel lancia un nuovo marchio

Interfashion - controllata del gruppo Stefanel interamente dedicata alla licenza Marithé+François Girbaud, al momento in fase di negoziazione - annuncia il lancio di un nuovo marchio di proprietà. Si tratta di "High", che vede come responsabile creativa Claire Campbell. Il gruppo veneto non si è ancora pronunciato sulla licenza della griffe d'Oltralpe, in scadenza con la collezione primavera-estate 2008, ma la nascita di High fa pensare. A dicembre, inoltre, la stessa Marithé+François Girbaud ha reso noto che dalla primavera-estate di quest'anno la donna sarà progettata in toto dal duo francese, senza l'ausilio di Claire Campbell, da diversi anni al fianco degli stilisti fondatori. La nuova linea, declinata al maschile e al femminile, si propone come “high casual-every day couture” e debutterà nel mondo il prossimo autunno-inverno, in selezionate boutique multimarca. Nelle stime del gruppo Stefanel, High dovrebbe generare ricavi per 15-20 milioni di euro, nelle prime due stagioni dall'avvio. Fonte Fashionmagazine

 

Adidas 7.000 negozi in Cina

Una politica agguerrita di espansione caratterizza le strategie di Adidas in Asia, il mercato che per l'azienda tedesca prospetta le possibilità di crescita maggiori e dove prevede di aggiungere al proprio fatturato un totale di 1,5 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Entro il 2010 il fatturato in Asia salirà dagli attuali 2 miliardi a 3,5 miliardi di euro, ha riferito il boss di Adidas, Herbert Hainer, all'agenzia tedesca Dpa. Nella sola Cina, si punta a raggiungere quota 1 miliardo di euro grazie all'apertura di 5.000 spazi Adidas e 2.000 con insegna Reebok. Adidas mira anche a crescere in India, dove prevede di avviare 70 Adidas e fino a 200 Reebok store quest'anno. Secondo quanto riferisce Adidas, Reebok copre il 50% del mercato locale di articoli sportivi, seguita da Adidas, con una quota del 25%. In Europa, il Paese con il maggiore potenziale di evoluzione per Adidas è la Russia, attualmente uno dei cinque territori chiave per il gruppo in questa regione. Herbert Hainer ha anche dichiarato alla Dpa che l'integrazione dell'americana Reebok è in corso d'opera. Quest'anno il gruppo tedesco punta a tagliare i costi per un totale di 90 milioni di euro. Il fatturato del marchio acquistato nel gennaio dello scorso anno continuerà a scendere nella prima metà del 2007, ma riprenderà quota nella seconda parte, ha assicurato Hainer. Fonte Fashionmagazine

 

Usa dazi antidumping

Il Dipartimento del Commercio statunitense ha deciso di imporre dazi tra il 4,4 e il 44,3% su alcuni tipi di fibre in poliestere provenienti dalla Cina. L'azione fa seguito alla constatazione che tali fibre, utilizzate tra l'altro nell'abbigliamento per lo sci, sono vendute negli Stati Uniti a prezzi nettamente al di sotto dei valori di mercato. Lo si apprende dai media americani, che anticipano l'iter del provvedimento: la decisione finale del Dipartimento sarà presa per il prossimo 28 febbraio, cui dovrà seguire l'ok dell'International Trade Commission statunitense, che si riunirà il 14 aprile successivo. In caso di conferma, le tariffe antidumping saranno applicate per cinque anni. Lo scorso anno la Cina ha esportato filati in poliestere per un valore di circa 11,6 milioni di dollari, corrispondenti a 195 milioni di libbre in quantità. Negli Usa il settore occupa oltre mille addetti per una produzione annuale di circa 550 milioni di libbre (nei dati risultanti al 2005). Fonte Fashionmagazine

 

Il Gruppo Coin torna a fare profitti

Ritorna in attivo il gruppo Coin, che ha chiuso i primi nove mesi del 2006 con un utile ante imposte di 4 milioni di euro, contro la perdita di 1,9 milioni di euro registrata nello stesso periodo dell’anno precedente. In salita anche il fatturato, che ha raggiunto i 775,9 milioni di euro, mettendo a segno un +3,2%. Con riferimento a Oviesse, il cui giro d’affari è cresciuto del 4,2% a 541,7 milioni di euro, prosegue lo sviluppo dell’insegna con la realizzazione di 19 nuovi negozi in diretta e di 11 nuovi store in affiliazione, di cui due inaugurati a settembre in Russia e Serbia. Per quanto riguarda invece le vendite relative al terzo trimestre, la catena retail “ha risentito - come si legge in una nota - del clima particolarmente mite di settembre e di ottobre, che non ha favorito le vendite della collezione autunno-inverno”. Invece, i ricavi dell’insegna Coin hanno mostrato nei primi nove mesi un progresso più contenuto (+0,5%), toccando i 232 milioni di euro, mentre nel periodo compreso tra agosto e il 31 ottobre il fatturato è aumentato del 4,9%, grazie “al frutto di tutte le azioni di rilancio commerciale messe in atto nel corso dell’anno”. In linea con le aspettative è la forte ripresa delle vendite del segmento bambino e della rinnovata offerta CoinCasa. Nel 2006, il Gruppo ha investito a sostegno dello sviluppo di Oviesse e delle ristrutturazioni dei negozi Coin oltre 38 milioni di euro. Fonte Fashionmagazine

 

H&M bandito dagli Champs Elysées

Al fashion retailer svedese Hennes&Mauritz è stato negato il permesso di debuttare, come in programma per il 2008, sugli Champs Elysées: la decisione, presa dal Cdec (Commissions Departementales d'Equipment Commercial), è motivata dal fatto che la sua presenza “potrebbe aumentare la 'banalizzazione' di una delle più importanti e famose vie dello shopping mondiale”. ”Non capiamo perché ci sia stato vietato l'accesso, visto che le insegne di molti nostri competitor sono già presenti”, ha lamentato un portavoce di H&M. Il riferimento sarebbe ai “rivali” Zara e Gap, attivi vicino a esponenti del lusso come Hugo Boss e Louis Vuitton. Per questo il colosso svedese ha anticipato che farà ricorso. Le autorità hanno specificato che il “no” a H&M è stato deciso anche per il timore che gli Champs Elysées diventino esclusivo appannaggio dei retailer della moda, sottraendo il posto a istituzioni culturali come cinema oppure ristoranti, che stanno invece perdendo posizioni. Attualmente il 40% della strada è dominato dalle griffe fashion, come (oltre a quelle già menzionate) Lancel, Nike, Promod, Celio, Quiksilver e Lacoste. Fonte fashionmagazine

 

Esprit: investimenti sul retail

Il prossimo anno Esprit ha intenzione di investire una cifra minima di 1,2 miliardi di Hong Kong (116 milioni di euro) nei negozi diretti: ma potrebbe anche arrivare a 1,4 miliardi. "Ciò significa un aumento della superficie retail pari a 45 mila metri quadri", ha precisato Heinz Krogner, ceo e ora anche chairman. Un incarico, quest'ultimo, che gli è stato conferito in questi giorni. Krogner, ceo dal 2002 dopo sette anni in Esprit, eredita il nuovo ruolo da Michael Ying, le cui dimissioni risalgono allo scorso settembre. Ying diventerà direttore non esecutivo del board della società. Quanto a Krogner, fino alla fine del prossimo anno manterrà la doppia poltrona: dopo quella data, è possibile che sia sostituito come ceo da Thomas Grote, attuale coo nonché responsabile del brand Esprit. Il piano di espansione dell'azienda prevede l'opening dei primi shop diretti in Italia nel 2007, mentre nel 2008 sarà la volta della Spagna. Altro fronte "caldo" sono gli Usa, dove gli investimenti dovrebbero aggirarsi tra i 15 e i 20 milioni di dollari e concretizzarsi in dieci nuovi monomarca, sempre realizzati con la formula diretta, che si andrebbero ad aggiungere ai 15 già attivi in questo territorio. Fonte Fashionmagazine

 

Madonna collezione con H&M

H&M e la sua head of design Margareta Van den Bosch hanno siglato un'alleanza con Madonna per la creazione di una collezione di abbigliamento e accessori, il cui lancio mondiale è previsto da marzo 2007. Intanto il colosso svedese annuncia lo sbarco in Giappone. La nuova linea si chiamerà M by Madonna e rispecchierà lo stile dell'artista, icona e trend setter a livello internazionale. Lavorando in stretta collaborazione con Margareta Van den Bosch, la cantante ha infatti messo a punto un assortimento di abbigliamento e accessori che ripropone una versione personale e moderna dei pezzi basic del suo guardaroba. ”Madonna ha un talento incredibile per la moda e per i trend - ha commentato la direttrice creativa di Hennes&Mauritz -. Ha partecipato al progetto con straordinaria competenza e autentica passione, dando il suo contributo nei minimi dettagli. La linea M by Madonna rispecchia indubbiamente il suo stile”. “Tutti sanno che ho sempre amato la moda - ha detto l'artista -. Lavorare con Margareta e H&M è stata una sfida creativa entusiasmante. Sono veramente contenta dei risultati e non vedo l'ora di indossare M by Madonna insieme a tutti i clienti di H&M”. Tra le news del fashion retailer svedese - attivo in 24 Paesi con 1.300 negozi - anche il debutto in Giappone: il primo store nel Sol Levante aprirà i battenti nel 2008 a Tokyo, nello shopping district Harajuku, in un edificio attualmente in costruzione e misurerà circa 1.500 metri quadri. Il Paese sarà il secondo mercato del Far East in cui intende sbarcare H&M: altri flagship store sono infatti in programma a Shanghai e a Hong Kong nella primavera del prossimo anno. Fonte Fashionmagazine

 

Shopping centre più grande

Il governo cinese sta supportando l’ambizioso progetto di costruire il più grande centro commerciale per il tessile e l’abbigliamento. L’International Textile e Fashion Mega Mall (ITFM), che avrà una superficie totale di 1,35 milioni di metri quadri, è attualmente in fase di costruzione a Wuxi, a Nord-Est della provincia di Jiangsu. Il complesso, la cui apertura è prevista per marzo 2008, ospiterà dai 20 a 30 mila retailer e includerà hotel, spazi fieristici, centri congressi, aree di servizio e per la distribuzione e magazzini. L’obiettivo è di far diventare ITFM un punto di riferimento per la commercializzazione non solo di marchi cinesi, giapponesi e sud coreani, ma anche di brand di alta gamma europei. Il mega progetto nasce proprio quando i consumi di abbigliamento in Cina sono in fase di costante crescita. “Nel 2004 sono stati spesi nel settore moda 378,2 miliardi di yuan renminbi (38,1 miliardi di euro) – ha detto Zhao Heming dall’associazione cinese China National Textile and Apparel Council (CNTAC) -. Nella prima metà del 2005 la cifra era salita del 21,6%”. fonte Fashionmagazine

 

Stop a Bread & Butter Berlin

Prevista dal 26 al 28 gennaio, la prossima edizione del salone tedesco della moda giovane Bread & Butter Berlin è stata cancellata. "Meglio focalizzarsi su un solo evento, Bread & Butter Barcelona, anziché disperdere le energie": questo, in sintesi, il commento dell'organizzatore delle rassegne, Karl-Heinz Mueller. "L'80% dello spazio espositivo per l'edizione invernale nella città spagnola, in programma dal 17 al 19 gennaio, è già prenotato - ha precisato Mueller - il che dimostra quanto Bread & Butter Barcelona sia ormai considerato la cassa di risonanza per eccellenza dei marchi che si riconoscono nelle tendenze più attuali del fashion". Al contrario, come ha sottolineato il portavoce di Bread & Butter, la fiera berlinese non ha raggiunto gli obiettivi prefissati, nonostante i consistenti investimenti in marketing e comunicazione. "Questo dimostra che gli stessi retailer tedeschi, se devono scegliere tra una rassegna di respiro nazionale e una internazionale, si indirizzano verso quest'ultima". Il quartier generale della kermesse resta comunque a Berlino. fonte Fashionmagazine

 

Esprit pensa in grande

Ha appena completato la nuova showroom milanese – un open space di 1.200 metri quadrati al numero 30 di via Morimondo – e ora è alla ricerca di location accattivanti per un'espansione retail nelle maggiori città italiane. Esprit, per voce del suo ceo Heinz Krogner, preannuncia i progetti distributivi per il nostro Paese e non solo. Forte di una crescita a doppia cifra (+13,2%) dei ricavi annuali, che si aggirano sui 2,4 miliardi di euro, il gruppo della moda con sede a Hong Kong ha deciso di puntare sull’Europa e in particolare sull’Italia, dove è alla ricerca di partner in franchising e ha anche in progetto di aprire dai 5 ai 10 nuovi store diretti, il primo dei quali molto probabilmente a Milano. “Non vogliamo correre”, ha dichiarato a fashionmagazine.it Krogner, spiegando che non sono state fissate scadenze precise. “Puntiamo piuttosto a ottimizzare i nostri investimenti - ha precisato -. Di certo vogliamo comunicare al meglio la filosofia del brand, che si rivolge a un consumatore moderno e giovane nella mente, qualunque sia la sua età anagrafica. E per farlo pensiamo a store sensazionali, che facciano esclamare ‘wow’ ai potenziali clienti, invitandoli così a entrare”. Dal bilancio chiuso il 30 giugno scorso, si rileva che Esprit realizza in Italia l’1% del giro d’affari globale, con un progresso attorno al 60% rispetto al fiscal year precedente. Alla stessa data conta nella Penisola 24 store in partnership, 7 shop-in-store e 231 identity corner. fonte Fashionmagazine

 

Al via i negozi "accessories only"

Dopo avere testato a Madrid il concept "Mango Touch" focalizzato esclusivamente sugli accessori, Mango conta di esportare questa formula all'estero, in particolare in Russia e in Francia. Per ora non si sa di più sulle location e sul timing delle inaugurazioni. L'offerta degli store "Mango Touch" spazia dalle scarpe alle borse, passando per altri complementi dell'abbigliamento e comprendendo anche proposte di swimwear e di underwear. Un segnale forte dell'interessamento del retailer iberico verso gli accessori è stato dato lo scorso gennaio, quando è partita l'intesa con Swatch per gli orologi Mango, sull'onda di risultati molto positivi: infatti, negli ultimi due anni le vendite della società in questo ambito sono raddoppiate, al punto che oggi riguardano il 12% del fatturato, pari a 1,1 miliardi di euro, con la previsione di raggiungere 1,2 miliardi quest'anno. Un'altra novità riguarda gli investimenti negli aeroporti: ai negozi Mango negli scali di Città del Messico, Londra e Madrid dovrebbero aggiungersi ulteriori shop in sedi ancora da comunicare. La scorsa settimana, il gruppo - che conta di avviare il suo monomarca numero 1.000 entro marzo - ha organizzato la sua prima passerella a Barcellona: un'iniziativa battezzata "El Boton-Mango Fashion Award", il cui obiettivo è sostenere i giovani fashion designer, mettendo in palio un premio di 300 mila euro, grazie anche alla collaborazione di importanti scuole di moda come la Escola Superior de Disseny e l'Institut Francais de la mode. Fonte Fashionmagazine

 

Versace in utile il 2006

La Versace archivierà il 2006 con il ritorno all’utile. In lieve calo il fatturato, - 5%, a causa di sette licenze chiuse nel 2005 e dello stop temporaneo di alcune boutique che devono essere ristrutturate con il nuovo concept. Di Risio: “La Borsa? Ora è prematuro parlarne”. “Siamo come un malato uscito dalla camera di rianimazione – ha detto l’a.d. della maison Versace ieri nel corso del Milano Fashion Global Summit -. Ora siamo in corsia, non ci si può chiedere di correre la maratona di New York”. “Il mio obiettivo era avere nel 2008 un gruppo pronto per la Borsa o per aprire a nuovi investitori – ha proseguito Giancarlo Di Risio –. La scelta della quotazione però spetta ai soci”. Fonte Fashionmagazine

 

Geox: le vendite sono salite del 30%

Corrono a passo spedito le calzature di Geox, che ha archiviato i primi nove mesi del 2006 con un fatturato di 548,9%, il 30% in più rispetto allo scorso anno. La crescita è stata guidata non solo dalla crescente richiesta delle “scarpe che respirano”, ma anche dalla divisione abbigliamento. In salita l’utile netto, passato da 80,5 a 92 milioni di euro (+14%). Le calzature, che con il 94% dei ricavi consolidati rappresentano il core business dell’azienda veneta, si sono attestate a 515,6 milioni di euro, mettendo a segno un progresso del 29,2%. L’abbigliamento, invece, il cui giro d’affari in bilancio conta per il 5%, ha raggiunto i 30,4 milioni di euro, in rialzo del 63%. Per quanto le scarpe, l’Italia rimane il mercato principale con una quota del 40%, pari a 204,5 milioni di euro, registrando un aumento del 6%, mentre l’export ha toccato i 311 milioni di euro, con progresso del 51%. Il fatturato per canale distributivo vede una crescita significativa sia nei multimarca (+26%), che rimangono la rete principale di vendita per le calzature con una quota del 77%, sia nei negozi “Geox shop” in franchising (+29%), sia in quelli a conduzione diretta (+66,1%). Al 30 settembre 2006 il numero totale dei monomarca era pari a 481, di cui 385 in affiliazione e 96 di proprietà. Tra questi si annoverano anche le nuove aperture avvenute nel terzo trimestre a San Francisco, Atlantic City, Tokyo, Amburgo, Lipsia, Amsterdam, Parigi, Vienna, Milano. "I risultati dei primi nove mesi e il portafoglio ordini per la stagione corrente – ha commentato Mario Moretti Polegato, presidente e fondatore di Geox - sono in linea con le nostre attese: riteniamo di poter raggiungere nel 2006 un fatturato complessivo di circa 600 milioni di euro, in crescita di oltre il 30% rispetto al 2005”. “Per quanto riguarda il primo semestre 2007 – ha proseguito Polegato - gli ordini raccolti ad oggi relativamente alla campagna vendite della prossima primavera/estate indicano un incremento di circa il 28% rispetto allo stesso periodo del 2006”. Fonte Fashionmagazine

 

Marzotto a quota 220 milioni

Con un fatturato netto di 220 milioni di euro, il gruppo Marzotto archivia i primi nove mesi del 2006 in salita del 5,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Crescono tutti i marchi di tessuti: Marzotto, Guabello, Marlane e Tessuti di Sondrio. Il risultato si confronta con una cifra "pro forma" di 208,5 milioni di euro nel gennaio-settembre 2005: pro forma perché il primo luglio 2005 è stata perfezionata la scissione parziale proporzionale di Marzotto SpA, mediante la quale il complesso aziendale attivo nell'ambito dell'abbigliamento è stato trasferito a favore di Valentino Fashion Group SpA. Di conseguenza, si è verificata una variazione di perimetro che ha influenzato l'omogeneità e la comparabilità dei dati economico-finanziari. Sempre nei primi nove mesi di quest'anno l'utile operativo si è attestato sugli 11 milioni di euro (+155% in confronto con i 4,3 milioni pro forma per il 2005). Da segnalare in questo contesto l'incremento dei tessuti, passati da 4,8 milioni nel 2005 agli attuali 12,9 milioni. 8,1 milioni di euro è l'utile netto consolidato (la cifra pro forma relativamente al gennaio-settembre 2005 era di 12,6 milioni), in calo del 36% "per effetto di minori proventi non ricorrenti di natura finanziaria", come si legge in una nota. In fase di riduzione l'indebitamento finanziario netto - da 109,7 a 67,8 milioni di euro - mentre il free cash flow si porta a 48 milioni di euro, anche grazie alla vendita della partecipazione Zucchi, quantificabile in 18,9 milioni di euro. Al 30 settembre 2006, inoltre, il patrimonio netto consolidato ha raggiunto i 192,6 milioni di euro (erano 191 un anno prima). Alla luce di questo bilancio, i vertici della società prevedono un incremento sia del turnover, sia della redditività operativa su base annuale. Fonte Fashionmagazine

 

Facis: il classico traina le vendite

Il gruppo del menswear Facis ha chiuso la campagna vendite della primavera-estate 2007 con una crescita del 10% rispetto alla stagione precedente, grazie alle buone performance messe a segno dai capispalla di impronta formale. L'azienda ha registrato un incremento dell'11% sul territorio nazionale (14 milioni di euro) e un progresso del 35% oltreconfine (3,5 milioni di euro). Accanto ai capispalla di taglio classico, a trainare le vendite sono stati i capi dedicati alla cerimonia, che alla loro seconda prova hanno raddoppiato il sell out, raggiungendo i 2 milioni di euro. Piuttosto statici, rispetto alla stagione precedente, sono stati invece i valori relativi al segmento sportswear, “che per noi è un complemento dell'offerta formale”, ha detto Piero Bucalo, a.d. di Facis. ”I risultati di questa campagna vendita - ha commentato Bucalo - sono ulteriormente positivi in virtù dei nuovi punti vendita in cui il marchio è presente, in linea con le nostre strategie distributive”. “Riteniamo comunque - ha concluso - che con la collezione della stagione autunno-inverno 2007/2008 verrà completato il piano strategico che prevede un riposizionamento del marchio verso l'alto, grazie a una rinnovata rete distributiva e a una forte comunicazione, che ha trovato nel mondo dello sport e nel calcio in particolare un veicolo di riconoscimento”. fonte Fashionmagazine

 

M&S: gli utili salgono

Marks&Spencer, il gruppo inglese del retail, forte dei risultati semestrali con utili in crescita del 32%, ha annunciato che intende espandersi in altri segmenti di mercato e all'estero. Nell'esercizio chiuso il 30 settembre 2006, le vendite del gruppo sono aumentate dell'11% a 3,92 miliardi di sterline (5,87 miliardi di euro), con vendite relative al mercato interno salite del 10,5% a 3,6 miliardi di sterline e su scala internazionale a quota 281,5 milioni di sterline (+17,7%). Gli utili ante imposte di M&S hanno raggiunto il migliore risultato degli ultimi nove anni, progredendo del 32,9% a 406,5 milioni di sterline. Il gruppo ha aggiunto che sta lavorando per potenziare tutte le categorie di prodotto, grazie anche ai 19 milioni di visite in più nei propri store registrati nella prima parte dell'anno. L'abbigliamento ha messo a segno una crescita del 10,3% e incrementato la propria quota di mercato, passando dallo 0,9 al 10,1%. Stesso input positivo anche per un segmento sofferente come il childrenswear, che per la prima volta in sei anni ha accresciuto la propria fetta di mercato, passando dal 4 al 4,4%. Attualmente nel Regno Unito M&S detiene il 10,5% del womenswear, il 9% del menswear e il 25,6% della lingerie. ”Le iniziative per allargare il nostro business verso nuovi prodotti e servizi, anche oltreconfine, stanno proseguendo - hanno detto i vertici del gruppo, nella persona di Stuart Rose -. Nel Regno Unito, dove la società ha aperto un ristorante, M&S ha in progetto di aumentare gli spazi retail del 15-20% nei prossimi cinque anni, attraverso l'incremento e la riqualificazione degli store, nonché mediante nuovi opening nelle high street, nei retail park e in location fuori città”. La società con sede a Londra mira inoltre a consolidare la propria sfera d'azione all'estero, dove nella prima parte dell'anno sono stati aperti sette nuovi store in franchising, compresi i primi negozi inaugurati in Svizzera, Lituania e Bulgaria. Entro aprile del prossimo anno, M&S punta a tagliare il nastro di altre 15 location in Paesi come Russia e India. I nuovi progetti includono anche uno spazio di 4.830 metri quadrati all'interno del complesso Festival City a Dubai. Gli unici negozi diretti fuori dal Regno Unito si trovano a Hong Kong e in Irlanda. Fonte Fashionmagazine

 

Ralph Lauren

Polo Ralph Lauren archivia il secondo trimestre dell'anno fiscale 2007 con utili a 137 milioni di dollari, in rialzo del 32% rispetto all'analogo periodo dello scorso esercizio. La corporation preannuncia inoltre l'acquisizione del proprio licenziatario Usa per la piccola pelletteria, New Campaign, ora in mano a Kellwood. Il management, che prevede un “modesto” incremento del margine operativo, sia per il terzo trimestre sia per l'intero fiscal year, ha rivisto al rialzo la stima dell'utile annuale, che dovrebbe oscillare tra 3,5 e 3,6 dollari per azione, dalla precedente indicazione (3,25-3,35 dollari per azione). Quanto ai ricavi, nel secondo quarter sono saliti del 14% a 1,17 miliardi di dollari, facendo lievitare il risultato operativo del 21% a 215 milioni di dollari. Il fatturato semestrale si è invece attestato sui 2,12 miliardi di dollari, in progresso del 19%. L'utile operativo ha così raggiunto quota 348 milioni di dollari (+35%), mentre il profitto netto ha totalizzato 217 milioni di dollari (+40%). Con la pubblicazione della semestrale, la fashion house di New York ha anche reso noto di avere firmato una lettera d'intenti con Kellwood Company per rilevare dalla società le attività in New Campaign, licensing partner di Polo Ralph Lauren per la produzione e distribuzione negli Stati Uniti di cinture e piccola pelletteria a marchio Ralph Lauren, Lauren e Chaps. La transazione, che dovrebbe concludersi per la fine dell'esercizio fiscale, ha il valore di 9 milioni di dollari. Fonte Fashionmagazine

 

Convegno Anci

Da qui a cinque anni i calzaturieri italiani, reduci da una delle più gravi crisi di mercato, non avranno molto di che gioire. Il prossimo biennio, infatti, sarà ancora difficile e solo nel 2009-2010 torneranno profitti significativi e diffusi. È quanto emerso sabato al convegno organizzato dall’Anci a Maranello su “Nuovi scenari e strategie nel settore calzaturiero”, alla luce dei risultati della ricerca Astra, che ha prospettato un futuro a quattro volti. Quello considerato più probabile, dal 39% degli imprenditori intervistati, prevede prima una crisi congiunturale, "legata soprattutto alla contrazione dell’economia americana, verosimilmente tra la fine del 2007 e il 2008", come ha ricordato Enrico Finzi, che ha diretto il team di ricerca. In seguito è prevista una ripresa internazionale, che vedrà però il nostro Paese in ulteriore calo nel panorama competitivo. Per il 32% del campione, invece, anche l’Italia entrerà in un circolo virtuoso di crescita, con conseguenze positive per l’industria calzaturiera nazionale. L’analisi di Finzi, già chiamato nel 2001 a delineare il quinquennio successivo ("E purtroppo le previsioni negative di allora si sono concretizzate", ha precisato il ricercatore milanese), non ha lasciato indifferente la platea del convegno, dove era presente "tutta la filiera, dal Governo all’opposizione, dai sindacati agli imprenditori calzaturieri, dai fornitori alle associazioni affini alla nostra", come ha sottolineato Rossano Soldini, presidente dell’Anci, che si sta concentrando sull’ultima battaglia del suo faticoso mandato: l’ottenimento a livello comunitario dell’obbligatorietà del “made in”, dopo le, seppur parziali, misure antidumping. "I calzaturieri non chiedono protezionismo, ma pariteticità nella competizione internazionale e tutela del consumatore finale tramite la certificazione dell’origine", ha ribadito Finzi. Emma Bonino, intervenuta nella prima parte della tavola rotonda moderata da Bruno Vespa, che ha fatto seguito all’illustrazione della ricerca Astra, ha confermato le difficoltà di questa battaglia. "Sul 'made in' difenderemo la proposta di Direttiva portata avanti dall’ex-viceministro Adolfo Uso (presente al dibattito, ndr) ma oggi non abbiamo la maggioranza al Consiglio dei ministri europeo, per cui ho deciso di riservarla al Comitato Tecnico, in attesa di nuovi incontri con le nazioni del Centro e Nord Europa che attualmente si oppongono", ha affermato il ministro per il Commercio internazionale, che non ha nascosto la necessità di una politica all’insegna del “do ut des” per cercare di portare a casa questo risultato così importante per l’industria calzaturiera italiana. "Oltre alla protezione dalla concorrenza sleale, comunque, bisogna puntare sulla promozione del 'made in', cercando di capire bene che cosa esattamente vogliamo con questa etichetta, ma anche su una migliore dislocazione dei supporti alle imprese nei mercati esteri - ha ricordato ancora la Bonino ai calzaturieri italiani presenti in sala -. Ma occorrono anche una più forte aggregazione nella vostra filiera e una rete di grande distribuzione italiana, oggi assente e soppiantata dalla concorrenza straniera". Fonte Fashionmagazine

 

Timberland: calo dell'utile

Timberland: calo dell'utile trimestrale Sottotono il terzo trimestre di quest'anno per Timberland: l'utile della società americana specializzata nelle calzature e nelle proposte di gusto outdoor è passato dai 69,2 milioni di dollari dello stesso periodo di un anno fa, agli attuali 51,9 milioni di dollari. In discesa anche i ricavi, a quota 503 milioni di dollari (-0,6%). Ma mentre il mercato interno degli Stati Uniti va a rilento (-7,2%), le vendite internazionali viaggiano sul binario giusto: nel trimestre sono avanzate del 6,9%, grazie soprattutto all'ottima performance nell'Europa meridionale, in Canada e in Giappone. Fonte Fashionmagazine

 

Vf Corporation: +12%

Nel terzo trimestre fiscale, Vf Corporation mostra una crescita dei ricavi in tutte le divisioni compreso l’underwear, che da una serie di trimestri evidenziava performance deludenti. Nelle stime del gruppo statunitense dell’abbigliamento sarà un altro anno di numeri record, a livello sia di vendite, sia di utili. Il giro d’affari quarterly della società (Lee, Wrangler, Nautica, JanSport, The North Face, Vans, Napapijri tra i marchi di proprietà) si è attestato a 2 miliardi di dollari (+12% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno), grazie al +25% della divisione outdoor, che ha raggiunto così quota 659 milioni. Il core business, il jeanswear, ha invece totalizzato 738,2 milioni (+6,2%). “Abbiano intensificato gli investimenti in una serie di aree, incluso il product development, il marketing e l’espansione geografica - ha commentato il ceo Mackey McDonald -. Questa strategia si sta traducendo in una forte crescita organica”. L’espansione del fatturato si è, inoltre riflessa nei profitti netti: 197,7 milioni di dollari, in progresso del 10%. Fonte Fashionmagazine

 

Massimo Dutti inaugura a Torino

Massimo Dutti ha avviato a Torino il suo ottavo punto vendita in Italia. Lo spazio, di 386 metri quadri complessivi, si trova nella centrale via Roma. Il progetto di espansione dell'insegna del colosso spagnolo Inditex prevede l'apertura di 50 negozi nel nostro Paese in cinque anni. Lo store ospita al pianoterra, di 104 metri quadri, le proposte Donna, mentre l'interrato è riservato alle collezioni Uomo e Dutti Sport (95 metri quadri). Fonte Fashionmagazine

 

Inditex quota 3 mila

È Valencia la città che ospita il negozio numero 3 mila del retailer iberico Inditex: qui, infatti, è stato avviato uno spazio Zara. Questo opening arriva a meno di due anni di distanza dall'inaugurazione dello store numero 2 mila a Hong Kong. Inditex è attualmente presente in 64 Paesi. Fonte Fashionmagazine

 

Lvmh continua a crescere

Lvmh continua a crescere in tutti i settori di attività. Il colosso del lusso francese ha infatti archiviato i primi nove mesi dell’anno con un fatturato pari a 10,6 miliardi di euro, in salita dell’11% rispetto al 2005. La performance migliore è stata messa a segno dalla divisione orologi e gioielleria (+22%). Più contenuto il progresso registrato dal business della moda e della pelletteria che, con un +10%, ha raggiunto i 3,38 miliardi di euro, confermandosi il segmento trainante del gruppo. A dare una spinta al fatturato dell’area fashion è stato soprattutto il buon andamento delle vendite di Louis Vuitton, il cui giro d’affari ha totalizzato un incremento a due cifre grazie al successo della nuova linea Monogram Mini Lin e delle borse icona come Lockit e Speedy. La unit profumi e cosmetici è passata da 1,61 a 1,81 miliardi di euro (+12%), mentre quella degli orologi e della gioielleria ha toccato quota 489 milioni di euro, grazie soprattutto alle performance del marchio Tag Heuer. Visto l’incremento del market share in tutti i settori, il management del gruppo ha confermato l’obiettivo di un aumento consistente per il 2006. Fonte Fashionmagazine

 

Harmont & Blaine

Sono fondate le aspettative di P.D.M. Italia, proprietaria del brand di abbigliamento maschile Harmont & Blaine, il cui fatturato dovrebbe raggiungere quota 28 milioni di euro entro fine di quest'anno, con un'avanzata del 40% rispetto al 2005. Infatti, i risultati del primo semestre evidenziano una performance decisamente positiva. Nel gennaio-giugno di quest'anno il giro d'affari dell'azienda ha sfiorato i 13 milioni di euro, contro i 9,211 dell'analogo periodo dell'anno precedente. In crescita del 35,10% i ricavi generati dal settore retail gestito direttamente, mentre l'ebitda si porta avanti addirittura del 70,42%, con 4,489 milioni di euro. Quanto al giro d'affari, se il 2006 dovrebbe essere archiviato con un "bottino" di 28 milioni di euro, nel 2007 si potrebbe arrivare a 35 milioni. Sul versante distributivo, dopo avere avviato una showroom a Milano - lo scorso giugno in via Montenapoleone 27 - il "marchio del bassotto" continua a scommettere sul capoluogo lombardo, dove il 25 ottobre aprirà un punto vendita in via Belfiore. "Ma non dimentichiamo i mercati internazionali - spiega il managing director, Domenico Menniti -. In agosto sono partiti ben cinque shop in shop in Messico e il prossimo sbarco è previsto per novembre in Cina, con due nuove vetrine". Il calendario 2007 è scandito da ulteriori opening nella Repubblica Popolare, senza trascurare aree promettenti come la Turchia, la Russia e la Spagna. In Italia, vedranno la luce le boutique di Bologna, Bari, Genova, Catania e Taormina. Alla voce comunicazione, "la scelta di Fabio Cannavaro come testimonial è stata vincente - puntualizza Menniti -. Per questo il suo impegno con noi proseguirà fino all'agosto 2007". Fonte Fashionmagazine

 

Levi Strauss

Risultati in lieve calo per Levi Strauss che, se in Europa continua da tempo a registrare una flessione nelle vendite, nel terzo trimestre del 2006 ha visto scendere anche i ricavi - solitamente di segno positivo - delle divisioni americana e asiatica. In crescita l’utile complessivo, passato dai 38 milioni di dollari dell’analogo periodo del 2005 a 49 milioni. Nell’insieme, l’azienda statunitense ha registrato nel terzo quarter un fatturato di 1.023 milioni di dollari, l’1% in meno (il -2% su basi comparabili) rispetto a un anno fa. L’andamento negativo riflette un calo di vendite dei marchi Levi Strauss Signature negli Stati Uniti e in Asia, solo parzialmente compensato dai buoni risultati del brand Dockers negli Usa. In Europa ha pesato, ancora una volta, la ridotta domanda dei prodotti Levi’s e Dockers, che ha portato a un turnover di 215 milioni di dollari, contro i 217 milioni del terzo trimestre 2005 (-1% o –5% su basi comparabili). Fonte fashionmagazine

 

Gruppo Coin

Sostenuti dal buon andamento di Oviesse, i ricavi semestrali del gruppo Coin raggiungono quota 495,6 milioni di euro, in aumento del 4,2% rispetto all’analogo periodo del 2005. Migliora anche il margine operativo lordo, che sale del 27,9% a 32,6 milioni. Dalla perdita di 7,4 milioni nella prima metà dello scorso esercizio, il gruppo è inoltre passato a un utile ante imposte di 1,4 milioni di euro. Esaminando più in dettaglio le performance, la catena Oviesse si è messa in evidenza per un progresso del 6,6% del fatturato, attestatosi a 345,5 milioni di euro. Il mol è salito del 13% a 39,8 milioni, mentre il risultato operativo è aumentato del 34% a 26,9 milioni. Quanto all’insegna Coin, le vendite sono scese dell’1,8% a 148,5 milioni. Negativi ma in miglioramento ebitda (-7,2 milioni dai precedenti –9,1) ed ebit (-12,8 milioni da –15,6). Al 31 luglio di quest’anno, come precisa la società in una nota, Oviesse contava 218 negozi diretti (di cui cinque aperti nel corso del semestre) e 57 in affiliazione, mentre Coin aveva al’attivo 37 store controllati direttamente (6 dei quali ristrutturati) e 31 affiliati che, dopo un 2005 deludente, mostrano un recupero di vendite e margini (su base semestrale). Fonte Fashionmagazine

 

La moda italiana

Torna il bel tempo per la moda femminile italiana, protagonista fino all’1 ottobre a Milano sia sulle passerelle, sia nei saloni White, NeoZone e Cloudnine, inaugurati oggi in via Tortona. Secondo i dati elaborati da Smi-Ati per conto di Pitti Immagine, che organizza le tre rassegne, il 2006 si è aperto all’insegna di un recupero nelle esportazioni cresciute, tra gennaio e maggio, del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2005, raggiungendo quota 1,5 miliardi di euro. Il principale mercato di sbocco per il settore (che ha archiviato il 2005 con un fatturato di quasi 6 miliardi di euro, in salita dell’1,4%) è la Russia, con vendite per 153 milioni di euro, in aumento del 25%. Il Giappone, che scende (con 149 milioni) al secondo posto nella classifica delle destinazioni dei prodotti made in Italy, registra al contrario uno scivolone dell’8,4% e negativa è anche la performance della moda italiana negli Stati Uniti, dove ha totalizzato 126 milioni, il 12,7% in meno rispetto ai primi cinque mesi del 2005. All’interno dell’Unione europea, i tradizionali Paesi partner (Germania, Francia e Regno Unito) cedono il passo a nuove piazze, come la Spagna (+13,6%) e la Grecia (+1,5%). Crescono anche le importazoni, per un valore di 745 milioni di euro (+15%), e soprattutto aumenta la differenza tra Cina (+24,8%) e i tradizionali fornitori del nostro mercato, come Romania (+1%) e Tunisia (+3,6%). Infine, uno sguardo ai consumi interni, che migliorano leggermente in termini di spesa (+0,9%), ma restano negativi quanto a volumi (-0,8%). Fonte Fashionmagazine

 

Mango a New York

La spagnola Mango ha trovato la location più adatta per l’apertura del suo primo store newyorkese, prevista per la seconda metà del 2007, che rappresenta il primo passo della sua strategia d’espansione negli Stati Uniti. Dopo un anno di ricerche, l’azienda con sede a Barcellona ha individuato uno spazio di 740 metri quadrati all’interno del Singer Building di Soho, la zona più fashion di Manhattan. Per la società, che a maggio ha aperto il primo negozio americano a Costa Mesa in California, quello di New York diventerà il flagship store di riferimento per il mercato Usa. “Lo store di New York segna il primo passo del nostro piano di sviluppo in una delle piazze più competitive al mondo”, afferma Isak Halfon, responsabile della strategia d’espansione Mango. L’azienda, che negli Usa è presente con il brand “Mng by Mango”, conta attualmente solo due negozi in questo Paese e per la fine dell’anno prevede di aprirne altri 15 a Washington, Santa Monica, Chicago, San Francisco, Los Angeles e Dallas. Fonte Fashionmagazine

 

Marcel Wanders

Puma, azienda specializzata in abbigliamento e articoli sportivi, ha dato il via ad una collaborazione con il designer olandese Marcel Wanders, già impegnato con aziende leader nel campo del design come Cappellini, B&B Italia e Moooi, per la realizzazione di una linea di accessori. Il risultato della partnership sarà una nuova collezione che debutterà in Giappone il 31 ottobre, in occasione della Tokyo Design Week. Come spiega Antonio Bertone, direttore dal Global Brand Management dell’azienda, unicità e innovazione saranno i caratteri distintivi dei nuovi prodotti, sui quali non sono ancora stati forniti dettagli e che saranno disponibili nei negozi nei primi mesi del 2007. Fonte FAshionmagazine

 

Calzature: accordo raggiunto

Bruxelles trova un compromesso per i dazi sulle importazioni di scarpe in cuoio da Cina e Vietnam. Dopo mesi di discussioni, i membri della Unione Europea si sono accordati sull’introduzione di misure antidumping per la durata di due anni anziché di cinque, come inizialmente proposto dal commissario europeo al commercio Peter Mandelson. L’intesa, a rischio fino a pochi giorni fa, è stata raggiunta proprio grazie a questa riduzione da cinque a due anni. Prevede penalità del 16,5% sulle calzature cinesi e del 10% su quelle vietnamite a partire dal 7 ottobre. Le nuove misure sostituiranno i dazi provvisori (entrati in vigore lo scorso marzo) del 19,4% e del 16,8% rispettivamente. L’accordo, varato oggi dal Comitato dei rappresentanti permanenti dei 25 Paesi aderenti all’Unione (Coreper), sarà formalizzato domani a Lussemburgo dal Consiglio Ue dei ministri della giustizia e dell’Interno. Frutto di un compromesso (ottenuto con nove voti a favore, quattro astenuti e dodici contrari), la decisione è stata accolta con soddisfazione dall’Anci (Associazione nazionale calzaturieri italiani), che da tempo chiede l’introduzione di regole antidumping. "Finalmente l’Unione europea ha fatto il suo dovere – ha dichiarato a fashionmagazine.it il presidente Rossano Soldini –. Noi chiedevamo percentuali maggiori, ma siamo soddisfatti perché un accordo è stato raggiunto e di questo va dato atto soprattutto al ministro Emma Bonino, che ha condotto un’importante battaglia a Bruxelles”. “ Si tratta – dice ancora Soldini – di una prima vittoria nella guerra per ottenere l’obbligatorietà del marchio sui prodotti che entrano nell’Unione Europea". Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Federazione Smi-Ati Paolo Zegna, che auspica ora di proseguire sulla strada della trasparenza e del rispetto delle regole “di cui l’adozione del marchio §‘made in’ è parte costitutiva”. Fonte Fashionmagazine

 

K Blost: debutta nei negozi

Debutta nei negozi con questa stagione la nuova collezione K Blost, linea di ricerca che fa parte di Sixty Active, divisione del gruppo Sixty cui fa capo anche Murphy&Nye. A oggi sono 150 i punti vendita clienti in Italia mentre si attende l’inverno prossimo per l’esordio all’estero. Si tratta di una collezione di capispalla in piuma d’oca interamente made in Italy, con una grande cura dei materiali, dei dettagli e delle rifiniture. L’offerta è declinata in quattro modelli, uomo e donna, e si caratterizza per l’immagine fashion, accentuata anche dai tessuti impiegati. Fiore all’occhiello è il Wiry, che grazie a un filo metallico nella trama conferisce effetti speciali ai capi. Attualmente le proposte K Blost trovano collocazione sia presso negozi di youngwear come Amedeo D. a Milano, sia presso boutique che si rivolgono a un pubblico più adulto, come è il caso di Tincati. Con un range di prezzi che varia dai 230 ai 500 euro, la linea viene presentata a Pitti Immagine Uomo e si avvia ad ampliare la gamma dei modelli presentati. Fonte Fashionmagazine

 

Trimestre in chiaroscuro per Nike

Nonostante il +9% dei ricavi, che beneficia positivamente dell’andamento dei tassi di cambio, l’utile trimestrale di Nike scende a 377,2 milioni di dollari, in flessione del 13% rispetto al primo trimestre dello scorso esercizio. Ottimista il presidente e ceo Mark Parker, che dichiara: "Stiamo gettando le basi per realizzare un altro anno di successi". Parker ha spiegato che sono stati effettuati maggiori investimenti a livello di singolo brand e si è detto fiducioso in merito all’andamento del business, viste anche le recenti performance di marchi come Converse e Nike Golf (le due etichette rientrano nella divisione “other business”, che nel quarter ha messo a segno un +21%). Il fatturato del gruppo di Beaverton (Oregon) è salito del 9% a 4,2 miliardi di dollari, con un +6% negli Usa, un +4% in Europa e un +13% per l’Asia-Pacifico e le Americhe. Gli ordini futuri worldwide (con consegna da settembre a gennaio 2007), come preannuncia Nike, hanno totalizzato un +6%, a 5,2 miliardi di dollari. Fonte Fashionmagazine

 

Marina Rinaldi lancia N.o.w.

È pronta al lancio sul mercato la nuova etichetta di Marina Rinaldi, brand di punta dell’universo plus size di Max Mara Fashion Group. Si chiama N.o.w. (Nation of Women) ed è dedicata a tutte le donne con una taglia tra la 46 e la 52. Il nuovo marchio si schiera dunque vicino a Marina Rinaldi e Persona (con misure dalla 17 alla 31) e punta ad aggiungere un altro tassello all’offerta dedicata alle cosiddette plus size, focalizzandosi in particolare sulle taglie comprese tra la 46 e la 52. “La fascia di donne più difficile da soddisfare – spiega a fashionmagazine.it Monica De Bellis, responsabile prodotto di Marina Rinaldi – che necessita di una vestibilità ad hoc, ma che spesso desidera vestirsi come una 42, con proposte fashion oriented”. “Per questo è nata N.o.w. – continua -. Una collezione che somma in sé il know how specialistico del mondo di Marina Rinaldi e la creatività per le taglie regolari di una griffe come Max Mara”. Il risultato? Una linea composta da circa 70 pezzi, un focus target tra i 30 e i 50 anni e prezzi nel range previsto per Persona. “N.o.w – precisa Mauro Righi, direttore commerciale di Marina Rinaldi – seguirà canali distributivi alternativi rispetto ai brand Marina Rinaldi e Persona, per privilegiare gli store multimarca”. L’etichetta debutterà nei negozi con la primavera/estate 2007 e sarà presentata ufficialmente a “46…52 PluSize”, il nuovo salone dedicato alle taglie comode di Expo Cts in calendario a Milano dal 22 al 25 settembre. Fonte Fashionmagazine

 

Moda: una crescita del 3%

Dopo quattro anni di flessione, il 2006 segna un’inversione di tendenza per l’industria italiana della moda. I dati provvisori del secondo trimestre confermano, infatti, i buoni risultati sul piano delle vendite registrati nei primi tre mesi, anche se permangono negative le cifre sulla produzione, con conseguenti effetti sull’occupazione. Secondo i Fashion Economic Trends dell’osservatorio della Cnmi, il fatturato è aumentato sia nei settori a monte (tessile e pelletteria), con un +1,6% rispetto al secondo trimestre 2005, sia in quelli a valle (abbigliamento, accessori in pelle e calzature), che hanno realizzato un’accelerazione consistente, mettendo a segno con un +7,8% il terzo trimestre consecutivo di crescita. A fronte di una ripresa delle vendite, continua invece a scendere la produzione sia nei settori a valle, che mostrano nel secondo trimestre una flessione del 3,5% rispetto al primo, sia in quelli a monte, con un calo del 3,7%. Per tutti i segmenti del comparto moda, il progresso registrato nel periodo gennaio-maggio 2006 è stato del 4%, un risultato che nonostante non possa essere definito straordinario, interrompe tuttavia una lunga serie di performance negative. A sostenere l’incremento delle aziende a valle è stata la domanda estera (+11,5%), anche se ci sono stati segnali di ripresa anche sul mercato interno (+ 6,4%), che nei due trimestri precedenti era rimasto sostanzialmente stagnante. Nei settori a monte, invece, la crescita ha riguardato la componente interna (+3,5%), mentre l’export è stato negativo (-1,7%). Lasciata alle spalle la fase di declino che durava dal 2002, gli interrogativi riguardano l’intensità e la tenuta di tale recupero. Le stime per il 2006 parlano di un incremento del fatturato (65,67 miliardi di euro) del 3%, che potrebbe avere qualche decimale in più grazie all’andamento delle esportazioni del primo trimestre e alla leggera crescita dei consumi del secondo. I consumi cresceranno (a prezzi costanti) tra il 3% e il 3,5%, l’import del 9,5% e le esportazioni tra il 5% e il 6%. Se l’anno in corso viene contrassegnato da un rinnovato ottimismo da parte delle imprese, sia italiane sia estere, gli indicatori sul clima di fiducia durante i mesi estivi segnano tuttavia un ridimensionamento delle aspettative sulla produzione, sul livello degli ordinativi e in generale sulla dinamica a breve della domanda. La fiducia, invece, dei consumatori italiani si è mantenuta su valori massimi degli ultimi tre anni anche nel periodo estivo, mentre sono in crescita i timori di un peggioramento della dinamica inflazionistica nei prossimi 12 mesi. Fonte Fashionmagazine

 

La bio-moda per Tesco

Tesco, la maggiore catena di supermercati in Gran Bretagna, ha in programma di focalizzarsi maggiormente su un’offerta di abbigliamento di profilo più elevato. In tal senso ha arruolato nel propria équipe di designer l’inglese Katharine Hamnett, che si occuperà dello sviluppo di una linea "biologica". La collezione environmetally-friendly (il cotone è prodotto con sistemi ecologici da cooperative indiane) per uomo, donna e bimbo dai 4 a 14 anni sarà lanciata in 40 store del gruppo in Inghilterra nella primavera dell’anno prossimo. Di certo si sa che si tratterà di proposte “premium” ma accessibili, comprensive di jeanswear e chino che, secondo il gruppo, dovrebbero consentire un più ampio consenso di pubblico (normalmente si tratta di consumatori di nicchia, legati a un’immagine hippy). Per Tesco si tratta della seconda iniziativa nel segmento “alto”, dopo quella lanciata questo mese - F&F Collection – in collaborazione con Lee Rees-Oliviere. Risale ad agosto, invece, il lancio dei jeans customizzati “Angels and Heroes”. Fonte Fashionmagazine

 

Giorgio Armani

La boutique parigina Giorgio Armani cambia indirizzo: da Place Vendôme si trasferisce in Avenue Montaigne, dove a luglio è stato inaugurato al civico 2 lo showroom Giorgio Armani Privé. Nell’attesa che la nuova location sia pronta, il monomarca si sposta temporaneamente in Rue du Faubourg Saint-Honoré al numero 50. L’apertura del punto vendita di Avenue Montaigne 18, che porta la firma progettuale dell’architetto Claudio Silvestrin in collaborazione con Armani, è prevista a gennaio del 2007. All’interno dei 400 metri quadri di superficie saranno vendute le linee di prêt-à-porter uomo, donna e accessori, mentre per la collezione "su misura" dedicata all’uomo è stato predisposto un apposito piano. Chiuso agli inizi di settembre, il punto vendita di Place Vendôme era stato avviato sette anni fa. Sorgerà, invece, in via Manzoni, ai piani superiori dell’Armani/via Manzoni 31 l’albergo milanese della catena internazionale di Armani Hotels e Resorts, frutto dell’accordo firmato dallo stilista con Mohamed Ali Alabbar, presidente della Emaar Hotels & Resorts. Secondo i termini del contratto, il primo dei sette hotel di lusso e dei tre resort previsti sarà inaugurato a Dubai, seguito subito dopo dagli opening di Milano, Londra e New York. Intanto, il designer piacentino si cimenterà come art director dell’edizione Red del quotidiano inglese The Indipendent, realizzata per raccogliere fondi contro l’Aids. Fonte Fashionmagazine

 

Richmond: 100 negozi

Fervono i preparativi della grande festa per i dieci anni del sodalizio tra John Richmond e Saverio Moschillo: intanto la società si prepara a inaugurare 100 negozi a insegna Richmond nel prossimo quinquennio. I punti vendita saranno dedicati a Richmond Denim e Richmond X. I primi opening sono in programma a Kiev, Riyadh, Città del Messico e Tokio, per arrivare nel 2007 a Milano in corso di Porta Ticinese. La griffe ha raggiunto un fatturato globale, comprese licenze e boutique, di 300 milioni di euro con la previsione di arrivare, entro cinque anni, a quota 550 milioni di euro. Saverio Moschillo vanta oggi 23 studi di rappresentanza nel mondo, ai quali, tra breve, si aggiungerà il 24° a Milano, in via San Primo, dedicato a Gaetano Navarra, la nuova scommessa del talent scout/distributore. Fonte Fashionmagazine

 

Campagna per rilanciare il lusso

Incentivare i visitatori stranieri all’acquisto di beni di lusso è l’obiettivo della campagna diffusa di recente in Gran Bretagna da un gruppo di aziende "high-profile" - tra cui Burberry, Harrods e Fortnum & Mason - decise a rilanciare un settore, quello dei luxury good appunto, che non sembra performare come sarebbe lecito aspettarsi. Il dato che sorprende è il divario tra l’alto numero di turisti ogni anno in visita nel Paese europeo e le cifre relativamente basse spese durante il soggiorno, comunque inferiori a quelle dei cittadini britannici all’estero. Una realtà resa ancora più amara dal primato detenuto da Parigi e Milano come centri internazionali dello shopping di alto livello. Organizzata da Walpole - il gruppo del lusso che riunisce 70 brand britannici - la campagna intitolata “Great Britain: Great Brands” punta a ricevere il supporto del governo, per lo stanziamento di fondi supplementari a favore del comparto industriale, nonché a sollecitare minori restrizioni nell’utilizzo delle carte di credito da parte di visitatori di Paesi emergenti, come India e Cina. Fonte Fashionmagazine

 

Gruppo Coin

Grazie alle ultime nove aperture, il parco negozi del Gruppo Coin è arrivato a 283 punti vendita Oviesse e a 68 store Coin, per un totale di 351 spazi. I nuovi opening aggiungono oltre 10.000 metri quadri di superficie di vendita complessiva al gruppo, con un incremento del fatturato annuo stimato in più di 26 milioni di euro. Oviesse ha avviato otto vetrine a Conegliano (Tv), Fucecchio (Fi), Viterbo, Lecce, S. Maria di Leuca (Le), Messina, Surano (Le) e Gallipoli (Le), per complessivi 7.600 nuovi metri quadri di vendita (+3% sul totale). L’incremento del giro d’affari pronosticato è nell'ordine dei 20 milioni di euro. Con l'insegna Coin è stato, invece, inaugurato un negozio a Taranto: 2.400 metri quadri di superficie e un turnover annuo previsto di 6 milioni di euro. A San Severo, inoltre, è stato battezzato il primo negozio CoinCasa in franchising (300 metri quadri). Nel primo trimestre dell'anno (1 febbraio - 30 aprile) Gruppo Coin ha registrato un incremento dell'1% delle vendite consolidate a 240,6 milioni di euro e un Ebitda di 14,7 milioni (+11,3%). L'esercizio 2005 si era chiuso con ricavi consolidati per 1.058 milioni di Euro e un Ebitda di 92,3 milioni. Fonte Fashionmagazine

 

Valentino debutta in India

Ha aperto i battenti a New Delhi la prima boutique indiana con insegna Valentino. Il negozio si trova all’interno dell’Hotel Shangri La e ospita le collezioni Valentino Uomo, Valentino Roma e gli accessori Valentino Garavani Donna e Uomo. “Una scelta – spiega il comunicato diramato dalla Casa di moda – dettata dal crescente successo che il brand sta ottenendo sui mercati del Medio e dell’Estremo Oriente”. La nuova location ripropone lo store concept delle boutique Valentino nel mondo: la porta d’ingresso è impreziosita da una grande maniglia in vetro di Murano, i muri sono bianchi, gli interni hanno pavimenti in pietra limestone, mentre gli arredi sono in rovere scuro, ottone bronzato e vetro extra chiaro. Fonte Fashionmagazine

 

Cinque opening per H&M

Continua il programma di sviluppo retail dell’insegna svedese Hennes &Mauritz in Italia. Cinque nuovi punti vendita stanno per essere avviati in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Tutti gli store si trovano all’interno di centri commerciali. Il primo debutto è previsto per il 7 settembre a Limbiate (Mi) nello shopping center Carrefour. Seguiranno due “battesimi” a Cremona: uno nel centro commerciale Cremona Due (21 settembre) e l’altro all’interno di Cremona Po (12 ottobre). Lo spazio ospitato nell’Udine Città Fiera a Udine prenderà, invece, il via il 5 ottobre, mentre il 19 sarà la volta dello shop nell’Ipercity di Padova. Quasi tutti questi monomarca presentano superfici di vendita abbondantemente al di sopra dei 1.000 metri quadri. Attualmente nel nostro Paese sono attivi 13 H&M. Fonte Fashionmagazine

 

Il Museo della Moda a Milano

Non c’è ancora niente di ufficiale, ma nei progetti del Comune di Milano il Museo della Moda, previsto all’interno della futura Città della Moda, potrebbe trovare invece sede nel Castello Sforzesco. Dopo le polemiche sollevate in seguito alla proposta della giunta Moratti di destinare l’area di Garibaldi-Repubblica riservata originariamente al Museo della Moda a un polo sportivo aperto a tutti i cittadini, da Palazzo Marino arrivano nuove ipotesi, circolate sulla stampa in questi giorni: sì al Museo della Moda, ma collocato in altra sede. Ossia nel Castello Sforzesco, dove potrebbe andare a integrarsi con il Museo del Costume. Una proposta, quest’ultima, avanzata da Alessandra Mottola Molfino (direttore centrale per la Cultura del Comune), in base alla quale il futuro Museo della Moda potrebbe occupare una superficie di oltre 2 mila metri quadrati al terzo piano del Cortile della Rocchetta al Castello. “Si tratta però ancora solo di ipotesi – spiega a fashionmagazine.it Tiziana Maiolo, assessore alle attività produttive del Comune di Milano -. Non ci sono state finora nessuna riunione di giunta e nessuna delibera”. “L’idea di spostare il Museo della Moda al Castello Sforzesco mi sembra comunque buona e fattibile – continua –. Si tratta di uno spazio che può stare anche in un’altra sede e non necessariamente all’interno della Città della Moda, indispensabile invece per accogliere spazi fieristici specifici per un settore così importante per Milano come quello del fashion”. Anche l’intenzione di sostituire il museo con un Parco dello Sport nell’area Garibaldi-Repubblica per il momento non è detto abbia seguito, secondo Maiolo: “Si tratta di un’idea e nulla più. Certo, il sindaco Moratti ha in mente rimaneggiamenti da apportare ai progetti urbanistici, ma le eventuali modifiche andranno esaminate una per una. Per la Città della Moda, in particolare, si sono già spesi soldi e fatti concorsi. Indietro certo non si torna”. Fonte Fashionmagazine

 

McArthur Glen: prossima tappa, la Grecia

McArthurGlen, realtà britannica attiva nello sviluppo di designer outlet in diversi Paesi, ha approvato un investimento di 80 milioni di euro per un progetto di espansione a Yalou in Grecia. In questa località a 25 chilometri da Atene - al centro di un bacino d’utenza che attrae 4,5 milioni di persone - è previsto un opening nell'autunno 2008, su una superficie di 25 mila metri quadri, che ospiterà circa 125 negozi. Un'operazione realizzata in joint venture con la società Bluehouse Development. Negli ultimi quattro mesi McArthur Glen, oltre ad avere avviato un outlet a Barberino, vicino a Firenze, ha assunto la gestione del B5 Outlet Centre a Berlino e del Bigg Outlet in Austria.

 

Hugo Boss riapre lo store di Piazza San Babila a M

Appuntamento il 14 settembre in Piazza San Babila, a Milano, per la riapertura del grande flagship store Hugo Boss dopo tre mesi e mezzo di retyling: le collezioni maschili del brand tedesco troveranno spazio in oltre 400 metri quadrati, articolati su tre piani, nel cuore della metropoli lombarda. La boutique - caratterizzata da soffitti di colore chiaro, pavimentazione in pietra naturale, boiserie in legno di noce e mattoni a vista – ospiterà le proposte di abbigliamento maschile, scarpe e accessori delle linee Boss Black, Boss Selection, Boss Orange e Boss Green. L’inaugurazione del negozio rinnovato sarà l’occasione per festeggiare anche il trasferimento della showroom nella sede, già operativa, di via Morimondo 26, ricavata dal recupero architettonico degli storici stabilimenti dell’ex-Richard Ginori. Sarà questo il nuovo quartier generale in Italia di Hugo Boss, che nel nostro Paese è presente in cinque negozi freestanding, due shop in shop, un traveller store e 500 multimarca.

 

AGENDA 2007

E' in scadenza la raccolta delle adesioni per l'inserimento delle pagine e delle manchettes pubblicitarie per la nuova edizione dell'Agenda 2007, ricordiamo a tutti gli associati interessati di comunicare la propria adesione alla seguente mail : manuelcuman@venezia.net

 

Bulgari: crescita a doppia cifra

Raggiungono i 447,8 milioni di euro i ricavi semestrali di Bulgari, che mettono a segno una crescita del 15% rispetto ai primi sei mesi del 2005. In linea anche la performance su base trimestrale (+16,3%), che vede il fatturato raggiungere i 243,9 milioni di euro, grazie a un recupero che supera i venti punti percentuali nei segmenti orologi, profumi e accessori. I gioielli, grazie al lancio della nuova collezione Parentesi, hanno segnato invece un +10,4% nel quarter. Come ha spiegato l’a.d. Francesco Trapani, questi risultati sono stati raggiunti anche grazie alla creatività di Bulgari, in particolare nei gioielli e negli orologi, che ha consentito di interpretare con originalità, apprezzata dal pubblico, temi e motivi che hanno fatto la storia del marchio. Analizzando i mercati di riferimento, spicca la forte crescita del Giappone (+26% nel semestre e +30,3% su base trimestrale) e dell’ Europa (Italia esclusa, +21,3 e +17% rispettivamente). Il gruppo romano cresce anche in madrepatria, in America e in Medio Oriente, mentre segna un –5,6% nei ricavi a sei mesi in Estremo Oriente, mitigato da un recupero nel secondo trimestre (+8,2%, dal –20,3% dei primi tre mesi dell’anno). fonte fashionmagazine

 

Istat: sistema moda promosso

Segni tangibili non solo di ripresa, ma di una vera e propria crescita per il sistema moda italiano nello scorso mese di maggio: lo rivela l'Istat, che indica un aumento di fatturato pari al 12% rispetto a 12 mesi prima, con un balzo in avanti del 14% sui mercati esteri. Una performance, quest'ultima, che sale al +22% se si considerano i soli settori a valle, ossia abbigliamento, calzature e pelletteria. "Il 2006 si è avviato con quattro mesi positivi su cinque - commentano dalla Camera Nazionale della Moda Italiana -. Un esito opposto a quello di inizio 2005, quando il periodo gennaio/aprile era stato pesantemente negativo". Entrando nel dettaglio, sempre con riferimento allo scorso maggio, l'Istat e la Cnmi quantificano l'avanzata della filiera tessile in un +9,8% e quella della pelle in un +16,1%. A monte della filiera, tessuti e pelle si sono portati avanti del 10,2%; a valle, calzature, pelletteria e abbigliamento sono progrediti del 13,9%. "L'incremento del turnover cumulato da inizio anno - proseguono i portavoce di Cnmi - è del +3,9% per l'insieme della moda, con una buona performance a valle (+3,3%) e una ancora migliore a monte (+4,8%)". Soddisfatto il presidente della Camera, Mario Boselli, "per risultati che premiano l'impegno dei nostri imprenditori e che sono attribuibili anche al lavoro svolto da Cnmi su vari fronti". I dati relativi a giugno saranno disponibili soltanto a fine agosto: se non si verificheranno inversioni di tendenza, "si potranno considerare con ottimismo le previsioni di una crescita complessiva dell'industria della moda per il 2006 intorno al 3%". Unico neo, la produzione "fisica", che rimane di segno negativo, anche se maggio è stato il terzo miglior mese dal gennaio 2004. "Un dato che conferma i cambiamenti strutturali in atto - conclude Boselli - in materia di internazionalizzazione e delocalizzazione delle produzioni". fonte fashionmagazine

 

Timberland: vendite in calo del 5,7%

Vendite in calo del 5,7% per Timberland, gruppo Usa specializzato in calzature outdoor, che nel secondo trimestre 2006 ha riportato un fatturato di 226,6 milioni di dollari. La buona performance dei settori abbigliamento e accessori (+20% dei ricavi) non è infatti bastata a compensare la perdita del 15,1% registrata nel core business delle calzature, con vendie per 150,8 milioni di dollari. Da segnalare inoltre che l’azienda statunitense ha riportato nel periodo considerato un indebitamento netto di 13 milioni di dollari, contro un utile di 6,3 milioni raggiunto nel secondo trimestre 2005. fonte fashionmagazine

 

Christian Dior cresce del 12%

Il gruppo Christian Dior archivia il primo semestre dell’anno con il segno positivo, riportando una crescita del 12%, grazie alle buone performance delle due società controllate, Lvmh (+12%) e Christian Dior Couture (+9,4%). Il fatturato del colosso francese raggiunge così i 7,3 miliardi di euro, contro i 6,5 dei primi sei mesi del 2005. Buoni i risultati di Lvmh (si veda fashionmagazine.it di ieri), che ha riportato incrementi percentuali a due cifre in ogni settore, e positivo anche l’andamento delle vendite di Dior Couture, che nel semestre hanno toccato quota 329 milioni di euro (erano 301 milioni un anno fa), grazie soprattutto al forte sviluppo del network retail, che conta attualmente 202 negozi nel mondo. fonte fashionmagazine

 

Wal-Mart cambia strategia

Dopo aver consolidato la propria presenza nelle aree rurali, Wal-Mart punta ora a conquistare i centri delle città. Il retailer americano, uno dei più grandi al mondo, sta infatti per aprire uno nuovo store di oltre 16 mila metri quadrati divisi su due piani a White Plains, 25 miglia a nord di Manhattan, nello stato di New York. Il punto vendita, che si trova a un solo isolato dall’hotel The Ritz-Carlton, di fronte al concorrente Target, sarà focalizzato su un merchandising di lusso, dando maggiore spazio alla moda e alla gioielleria, come è già accaduto per quello di Plano, in Texas, dove è stata inserita una scelta di vini costosi e gourmet food. Per lo store di White Plains, che ha preso il posto di Sears, trasferitosi all’interno del mall The Galleria, sono state assunte 400 persone su oltre quattro mila domande di assunzione giunte. Fonte Fashionmagazine

 

Adidas-Porsche Design

I risultati raggiunti dall’accordo con Yohji Yamamoto per la linea Y-3 nella sfera del fashion active e con Stella McCartney nella sfera del’abbigliamento femminile per la performance potrebbero essere raggiunti dalla nuova partnership di Adidas con Porsche Design, da cui nasce una luxury high-performance line di activewear maschile. Da quando nel 2003 ha consolidato il suo business non-automotive sotto la sigla Plh – Porsche Lizenz-und Handelsgesellschaft – Porsche Design ha ampliato la sua gamma di engineered product di lusso da uomo. La nuova collezione Porsche Design Sport comprenderà 130 articoli fra abbigliamento, scarpe e proposte per il running, il tennis, il golf e la guida e farà il suo esordio in dicembre in circa 150 negozi negli Stati Uniti, in Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito e Asia. La distribuzione potrebbe raggiungere un totale di 300 spazi ed estendersi in ulteriori mercati. Il design è frutto della collaborazione tra il Porsche Design Studio e Adidas, che si occuperà di produzione, distribuzione e vendite. Quanto al prezzo e alla diffusione della collezione nelle aree metropolitane, il posizionamento sarà simile a quello di Y-3. Fonte Fashionmagazine

 

Inditex sul childrenswear

Il retailer spagnolo Inditex aggiunge un tassello al già ricco mosaico delle sue insegne, tra cui spiccano Zara, Oysho, Bershka e Massimo Dutti: si tratta di una catena sul childrenswear, battezzata Skhuaban. Questo concept, un'emanazione del già esistente Kiddy's Class, si è recentemente concretizzato in un opening in Grecia, a Karditsa: un negozio di 200 metri quadri nella via principale della città. Le prossime tappe dovrebbero essere l'Italia e la Francia. Come accade con Kiddy's Class (lanciato nel 1991, ma realmente "in pista" solo dal 2001), il target di Skhuaban sono gli agglomerati urbani di piccole e medie dimensioni, insieme ad aree con buone potenzialità per lo shopping in città più grandi, dove Zara non è tuttavia presente. Attualmente, sono attivi 160 shop di Inditex dedicati alla moda infantile, dislocati nella Penisola iberica. Kiddy's Class ha archiviato il 2005 con ricavi pari a 155 milioni di euro. Fonte fashionmagazine

 

L'Europa pesa sui conti di Levi's

Si dice fiducioso in una ripresa delle vendite in Europa nella seconda parte dell’anno Phil Marineau, chief executive officer di Levi Strauss. Tuttavia il 2006 è iniziato in forte flessione per il gruppo Usa sui mercati del Vecchio Continente, mentre vendite e utili vanno bene in America e Asia. Nel complesso, i conti della società registrano nei primi sei mesi una flessione del 3,7% per quanto riguarda il giro d’affari (pari a 1,9 miliardi di dollari) e dell’1% nel secondo quarter (con 936,7 milioni). In crescita invece l’utile netto di Levi Strauss, che segna un +26,9% nel primo semestre e un +50% nel secondo trimestre. Ma la situazione varia molto in base alle aree geografiche considerate. Nel primo semestre dell’anno il fatturato della divisione europea ha infatti subito un calo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2005, attestandosi a 437 milioni di dollari. Del 17% è invece la flessione delle vendite (pari a 196 milioni di dollari) relativa al secondo trimestre 2006, dovuta soprattutto alla diminuzione della domanda. Ben diverso è l’andamento del gruppo in Nord America, dove i ricavi di Levi’s crescono dell’1% nei primi sei mesi dell’anno (con vendite per 1,1 miliardi di dollari) e del 5% nel secondo trimestre, che chiude con 554 milioni di fatturato. Bene anche la performance in Asia, con vendite per 375 milioni di dollari nella prima parte dell’anno (+6%) e per 203 milioni nel secondo trimestre (+4%). Fonte fashionmagazine

 

Benetton - Percassi

Il Gruppo Benetton acquisirà il 50% della società L’Innominato, controllata dalla famiglia Percassi attraverso la Smalg, che ha in gestione le attività commerciali dei marchi United Colors of Benetton, Sisley e Playlife in 48 punti vendita del Nord Italia, soprattutto in Lombardia. L’accordo raggiunto tra Benetton e Percassi prevede un investimento di 27 milioni di euro da parte dell’azienda trevigiana e punta a rafforzare la partnership trentennale tra i due gruppi. L’Innominato calcola che nel 2006 dovrebbe raggiungere i 59 milioni di euro il fatturato proveniente dalle vendite dei prodotti del gruppo Benetton. L’operazione rientra inoltre, come dice il comunicato diffuso da Benetton, in una strategia di sviluppo che si concretizza nel potenziamento della rete retail della società in Italia e all’estero e nel rafforzamento dei rapporti con i partner commerciali, come già avvenuto in Germania, Turchia e India. Fonte fashionmagazine

 

Ben Sherman

Dopo l'opening di New York lo scorso marzo, il brand inglese Ben Sherman parte alla conquista di Los Angeles: ha infatti avviato un flagship store di oltre 220 metri quadri nel Beverly Center, tra Hollywood e Beverly Hills. Il leitmotiv dello spazio è un'atmosfera di "aristocratica rilassatezza", come la definiscono i portavoce della collezione: ai mattoni a vista imbiancati fanno da contraltare i lampadari con cristalli a goccia, i mobili d'epoca esclusivi, le cornici e gli arredi intagliati. In scena tutto il mondo Ben Sherman: abbigliamento uomo e donna anche tailor made, denim, calzature e un ampio range di accessori. fonte Fashionmagazine

 

Mango fa squadra

La catena spagnola Mango si allea con lo stilista libanese Zuhair Murad per la realizzazione di una collezione di abbigliamento che sarà distribuita esclusivamente in Medio Oriente. La linea, completa di scarpe, borse e bigiotteria, sarà in vendita nei 46 negozi in cui Mango opera in questa regione, dove ha esordito nel 1997. Fonte fashionmagazine

 

Bottega Veneta apre una scuola

Il prossimo ottobre prende il via la Scuola della Pelletteria Bottega Veneta, realizzata insieme alla Scuola d'Arte e Mestieri di Vicenza. La formazione sarà gratuita per tutti gli allievi, articolata in un corso di tre anni rivolto alla fascia tra i 18 e i 25 anni. La principale materia di studio saranno le tecniche di lavorazione degli accessori in pelle, insegnate dai maestri artigiani di Bottega Veneta, insieme a nozioni di inglese, uso del computer e storia della moda. L'iniziativa nasce dalla constatazione che la delocalizzazione di importanti fasi produttive sta "desertificando" la nostra industria, che perde preziose figure professionali, anche a causa della mancanza di una adeguata formazione. "La raffinatezza tecnica del design del nostro marchio - dicono i portavoce di Bottega Veneta - richiede tuttavia livelli di artigianalità che non sono disponibili in nessun altro luogo del mondo". Da qui l'iniziativa al via in autunno, che si articola in 700 ore di apprendimento più 300 di stage, distribuite tra ottobre e giugno. Gli studenti saranno al massimo 15 per anno accademico, residenti preferibilmente nella zona vicentina o del Veneto. Gli indirizzi e-mail cui rivolgersi per ulteriori informazioni sono: scuola.pelletteria@it.bottegaveneta.com e info@scuolartemestieri.org. fonte Fashionmagazine

 

Lacoste firmate da Tom Dixon

Interessante collaborazione tra Tom Dixon e Lacoste: oggi, nel contesto della settimana parigina della moda maschile, vengono presentate la "Technopolo" e l' "Eco Polo", che l'architetto e designer ha ideato con un concept, procedimenti e materiali all'avanguardia. Novità anche nel supervisory board della società del Coccodrillo. In occasione del debutto mondiale, oggi alle 20 presso il ristorante Georges all'ultimo piano del Centre Pompidou, l' "ospite d'onore" è il sofà Bombay Stretch, lungo ben 48 metri e realizzato da Dixon in occasione del Salone Internazionale del Mobile 2006. In primo piano "Technopolo" ed "Eco Polo", ossia l'ultima generazione delle classiche polo Lacoste. La prima è caratterizzata da un processo di tessitura hi-tech a base di cotone e lurex, con un packaging sottovuoto in carta di alluminio. Quanto all'Eco Polo, si avvale dell'indaco come colorante e del cotone bio come fibra, con una confezione in materiali riciclati che richiamano i vecchi cartoni per le uova: a rendere possibile questo specifico progetto, il supporto della società The Colours of Nature di Auroville in India. Di entrambe viene proposta una limited edition di mille esemplari (che nel caso dell'Eco Polo vengono tinti a mano), in distribuzione nelle boutique più esclusive del mondo con un prezzo di 250 euro per la Technopolo e di 200 per l'Ecopolo. Lacoste annuncia oggi anche una new entry nel proprio supervisory board. Si tratta di Franck Riboud, boss di Danone, tra i leader mondiali nel settore alimentare. La new entry, che è anche consigliere di Quiksilver (azienda statunitense specializzata nel surfwear), sostituisce Bernard Lacoste, scomparso nel marzo scorso, dopo avere guidato la società di famiglia per 40 anni. La direzione di Lacoste è ora in mano al fratello Michel. Fonte fashionmagazine

 

Cisalfa

Per il retailer di abbigliamento e articoli sportivi Cisalfa Sport si prospetta un nuovo assetto azionario. Di certo si sa che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato sta valutando l’acquisizione del controllo esclusivo dell’azienda, cui fa capo anche l’insegna Longoni Sport (dopo il crac Giacomelli), da parte della società di gestione del risparmio milanese Investitori Associati. Quest’ultima, come spiega l’autority, agisce in qualità di gestore del fondo Investitori Associati IV e intende procedere all’acquisizione attraverso la società veicolo C.S. Investimenti Srl. L’operazione riguarda il 100% delle azioni ordinarie di Cisalfa Sport, che saranno rilevate per il 90% in una prima tranche e, per il resto del capitale, in una data compresa tra il primo e il 15 febbraio 2007. Al perfezionamento dell’operazione, Investitori Associati IV deterrà una partecipazione del 67,5% del distributore di sportswear e attrezzature sportive. Il 3,6% sarà in mano agli attuali manager di Cisalfa, mentre il 29,9% apparterrà a LuxCo, società di diritto lussemburghese di Fisport International Sa (attualmente titolare del 72,5% del capitale di Cisalfa). Fonte Fashionmagazine

 

Decreto Bersani

Tra i numerosi provvedimenti contenuti nel "pacchetto" Bersani quello che coinvolge più direttamente la distribuzione del tessile-abbigliamento riguarda la liberalizzazione delle vendite promozionali (prima vietate nel mese precedente l’inizio dei saldi). Nessun cambiamento, invece, per le vendite di fine stagione e quelle sottocosto. Nel Decreto Legge varato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri e oggi sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica sono infatti cancellati i divieti generali, parziali o di limitazione di ordine temporale per l’effettuazione delle vendite promozionali di prodotti all’interno dei singoli esercizi commerciali (articolo 3, comma 1-f). Restano, invece, in vigore le disposizioni che disciplinano le vendite sottocosto e i saldi di fine stagione (comma 2). In generale, inoltre, grazie al Decreto sarà più semplice avviare un negozio: nella nota di Palazzo Chigi vengono eliminati i requisiti professionali eventualmente previsti da leggi regionali per l’apertura di esercizi commerciali operanti in settori diversi da quello alimentare. Inoltre viene soppresso il parametro della distanza minima obbligatoria tra attività commerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizio. Cancellate anche le limitazioni quantitative all’assortimento merceologico offerto nei punti vendita. Infine è previsto l’obbligo per tutti i commercianti di comunicare telematicamente alla agenzia delle Entrate, con cadenza settimanale o mensile, l’ammontare dei corrispettivi giornalieri conseguiti. Una norma che è già in essere per la grande distribuzione. Fonte Fashionmagazine

 

Adidas ha già vinto il suo Mondiale

Vendite superiori alle aspettative per Adidas per quanto riguarda i prodotti legati ai Mondiali di calcio, che portanno all’azienda 1,2 miliardi di euro in più del previsto nel fatturato annuale. Grazie a questo risultato, Adidas cresce di uno o due punti in percentuale all’interno del mercato globale di calzature per il calcio (di cui lo scorso anno rappresentava il 35%), mentre i suoi concorrenti perdono terreno. Particolare successo hanno riscosso le versioni in jersey delle maglie delle squadre, andate letteralmente a ruba. Ma le buone notizie per l'azienda tedesca non finiscono qui. È di ieri infatti la firma di un contratto con il partner di Reebok in Cina (New Point Industrial) che garantisce ad Adidas i diritti di licenza per la distribuzione del brand americano nella Repubblica Popolare. Un accordo che, secondo i vertici del gruppo, dovrebbe apportare ricavi per 200 milioni di euro entro il 2009. Fonte Fashionmagazine

 

Francia: legge sui saldi

Stock ben forniti e riduzioni fino al 70%, già dal primo giorno: i saldi estivi cominciati in Francia si annunciano particolarmente interessanti per i consumatori. I dettaglianti di abbigliamento cercano di riparare i danni di una primavera poco generosa. E il governo lancia una proposta di regolamentazione delle vendite scontate. Il ministro francese del Commercio, Renaud Dutreil, ha approfittato dell’avvio dei “soldes” per annunciare una riforma globale delle svendite che potrebbe entrare in vigore a partire dall’anno prossimo. Secondo il progetto di legge, i saldi dovrebbero cominciare a date fisse (il secondo mercoledì di gennaio e l’ultimo mercoledì di giugno), con la possibilità di concedere deroghe per aree particolari, come le regioni confinanti con la Spagna. Inoltre le svendite estive potrebbero, per lo meno in alcuni dipartimenti, prolungarsi fino a otto settimane. Dutreil propone anche la possibilità per i negozianti di liquidare gli stock anche al di fuori delle date fissate, ma senza fare apparire insegne o manifesti sulle vetrine. Le promozioni dovrebbero essere visibili solo all’interno del negozio. La riforma sarà discussa in luglio, sia in sede di governo, sia con i principali rappresentanti dei commercianti. Fonte Fashionmagazine

 

Assosport e Fiera Bolzano

Assosport ci riprova. Dopo il tentativo, non riuscito, di organizzare un salone dello sportswear a Bologna assieme a Rimini Fiera, l’associazione presieduta da Giancarlo Zanatta ha siglato in questi giorni un accordo con la Fiera di Bolzano per il lancio di Sportitaly, kermesse dedicata agli sport invernali e l’outdoor, in programma dal 18 al 20 febbraio 2007. "Da anni la nostra associazione insiste sull’importanza di iniziative specializzate di questo tipo – ha detto Zanatta -. La scelta di investire in un settore come quello neve e outdoor rispecchia una precisa richiesta del mercato, che premia le fiere specialistiche piuttosto che quelle generaliste". Fiera Bolzano, dal canto suo, punta a ripetere, con Sportitaly, il successo ottenuto negli ultimi anni da Prowinter, manifestazione rivolta ai professionisti degli sport invernali che si tiene nel mese di aprile. Secondo gli organizzatori, che hanno commissionato un’indagine per verificare la necessità di un salone del genere da parte del mercato, la nuova kermesse risponde a una reale esigenza delle imprese, attualmente senza risposta in Italia. Fonte Fashionmagazine

 

Diesel: attenzione alle pubblicità

Visto che sul web circolano video "pseudo-pornografici" (ripresi tra l'altro da diversi blog e giornali) contraddistinti dal logo Diesel, la società di Molvena si è vista costretta a precisare di essere completamente estranea a queste iniziative. Sempre a proposito di comunicazione, sono stati resi noti i nomi dei vincitori del concorso Diesel Wall. "Siamo lieti di continuare a essere un riferimento per il mondo della pubblicità - dicono i portavoce di Diesel - al punto che i giovani aspiranti creativi si inventano spot firmandoli con il nostro marchio e, sfruttando le infinite possibilità di Internet, li mettono online". Ma, sottolineano i responsabili del brand, "non basta un logo rosso per fare una buona creatività: occorrono fantasia, estro, intelligente provocazione e, cosa importante, tanta onestà". È invece un progetto autentico al 100% il concorso Diesel Wall, che va a caccia di giovani artisti internazionali di particolare talento, chiedendo loro di ideare mega-installazioni d'impatto. La giuria dell'edizione 2006 - di cui fa parte fra gli altri il direttore creativo di Diesel, Wilbert Das - ha selezionato tre vincitori su oltre 1.300 candidature: si tratta di Nicolò Piacentino, artefice di "Vinsanto-Vi insanto", visibile su una superficie verticale di 360 metri quadri alle Colonne di San Lorenzo di Milano fino ai primi di settembre; di Sabrina Moi con "In-out", cui Piacentino cederà il testimone nei mesi di settembre e ottobre; per finire, di Hsin-hung Chou con "The skin of this wall", dall'altro ieri a metà settembre sul Diesel Wall di Berlino. Fonte Fasionmagazine

 

Marks & Spencer

Marks & Spencer in fase di espansione: entro l'anno finanziario che si chiuderà nel 2007 conta di inaugurare dai 25 ai 30 store. Smentita invece la notizia, diffusa dal quotidiano The Guardian, in base alla quale la società avrebbe dovuto aprire 150 punti vendita all'estero entro il 2009. Quello che si sa per certo è che l'insegna britannica punta ai mercati dell'Est europeo: è pronta infatti a sbarcare in Lituania, Bulgaria e Ucraina, mentre nel Medio Oriente approderà a Dubai. L'unica presenza nell'Europa continentale è in Svizzera, con un punto vendita in franchising. Infatti gli spazi in Francia, Germania e Spagna sono stati chiusi nel 2001. Fonte Fashionmagazine

 

H&M: utile in crescita

Profitti in aumento del 12% per il colosso svedese del retail Hennes&Mauritz, che nel secondo trimestre 2006 ha registrato un utile netto di 2,65 miliardi di corone (circa 363 milioni di dollari), superando le stime degli analisti. Positivo anche l’andamento delle vendite, che nel periodo considerato hanno raggiunto i 17,06 miliardi di corone. A trainare i ricavi è stata soprattutto l’apertura di 50 nuovi negozi. Il gruppo svedese, che a maggio contava 1.244 negozi in tutto il mondo, ha annunciato l’intenzione di aumentare questa cifra del 13% entro la fine dell’anno fiscale. Inoltre, H&M sta progettando il lancio, nel 2007, di una nuova catena con collezioni maschili e femminili di fascia più alta rispetto a quelle attualmente in vendita. Gli store in arrivo con questo format dovrebbero essere una decina. Per il prossimo anno è in calendario inoltre il primo flagship store a Shanghai e un altro, previsto per la primavera, a Hong Kong. Fonte Fashionmagazine

 

Sergio Rossi

La famiglia Sergio Rossi lancerà una nuova collezione di calzature donna con il nome di Gianvito Rossi, figlio del noto designer di calzature. La linea, disegnata da Gianvito Rossi, sarà pronta in settembre. Il brand Sergio Rossi appartiene al Gucci Group e nessuno della famiglia Rossi può più utilizzare questo nome. Sergio Rossi ha terminato la sua collaborazione con Gucci Group nel novembre 2005. Fonte Fashionmagazine

 

Londra: Harrods

Harrods ha iniziato le trattative per l'apertura di un punto vendita di circa 1.200 metri quadri nel nuovo Terminal 5, attualmente in costruzione a Heathrow. Il famoso department store controlla già quattro piccole boutique, dedicate principalmente a oggetti da regalo e accessori nei quattro terminal dell'aereoporto londinese. Se il nuovo store andrà in porto, Harrods potrebbe debuttare con un format completamente diverso dal solito, focalizzato principalmente sulla vendita di abbigliamento firmato e di articoli di alta gamma. La zona dedicata al retail del Terminal 5 di Heathrow, la cui inaugurazione è prevista per la primavera 2008, occuperà una superficie totale di circa 20 mila quadri. Si vocifera che numerosi luxury brand, fra cui Tod's e Brooks Brothers, abbiano già iniziato i negoziati per assicurarsi una location all'interno del questo nuovo shopping mall. Fonte Fashionmagazine

 

Massimo Dutti a Roma

Massimo Dutti, insegna del colosso iberico Inditex, ha inaugurato il suo primo monomarca romano, il sesto in Italia. Il negozio, di 340 metri quadri, si trova nel cuore della capitale e dispone di una doppia entrata da Galleria Alberto Sordi e da Largo Chigi. Al pianterreno il punto vendita presenta, in una superficie di oltre 100 metri quadri, la collezione uomo Dutti Sport, mentre la linea maschile classica è ospitata nell’interrato (92 metri quadri). Il primo livello, invece, accoglie l’universo donna, in un’area di 142 metri quadri. Gli addetti alla vendita a disposizione della clientela sono 12.

 

Fornarina apre a Londra

Prosegue la collaborazione, iniziata nel 2004, tra il gruppo Fornari e l’architetto Giorgio Borruso. Sarà infatti inaugurato sabato 17 giugno a Londra, in Carnaby Street, il settimo store Fornarina, che porta la firma progettuale del pluripremiato architetto. Per il punto vendita aperto nella capitale inglese, Borruso ha scelto come motivo ispiratore il viaggio, lanciando così un nuovo messaggio: vivere lo spazio appunto come un viaggio appunto, che in un immaginario percorso dinamico conduce a destinazione. Distribuito su due piani collegati da una scala in metacrilato trasparente, il monomarca di Londra rappresenta l’ultimo progetto realizzato dall’architetto dopo lo store di Las Vegas, premiato nello stesso anno come "Store of the year", i due negozi di Roma e le tre boutique in Brasile, aperte tra San Paolo e Rio de Janiro.

 

Bande Originale

La collezione Bande Originale per l’Autunno/Inverno 2006 – 2007 Per il prossimo Autunno/Inverno, Bande Originale, la casa francese decisa ora più che mai a conquistare le donne italiane, ha realizzato una collezione ricca di temi e novità puntando sui dettagli che caratterizzano ogni singolo capo rendendolo unico. Prodotto dalla società MIDITEX, che si trova nel Nord della Francia, BANDE ORIGINALE, nasce nel dicembre 2002 dall’alleanza tra la stilista Laetitia Mateu Medina, giovane e dinamica stilista di talento e Bernard Miquel, attuale presidente MIDITEX, erede di una famiglia di industriali tessili. La passione della stilista per i viaggi e le culture lontane si esprime attraverso la ricerca di tessuti e decori, ma soprattutto di contenuti, unendo abbigliamento e senso artistico in un unico stile. L’ originalità fa parte del gusto Medina senza però eccedere, e nella collezione si nota una ricerca dell’equilibrio tra sobria femminilità e piacere dell’inusuale. Grandissima l’attenzione ai dettagli che rendono il prodotto inconfondibile: abbottonature particolari nelle giacche, nastrini ricamati adornano le t-shirt manica lunga e corta (uno dei pezzi forte della collezione) con decorazione ad inserti. Tornano, da grandi protagoniste le gonne, di fogge e lunghezze diverse, ricche di bordi a spicchio o allegre balze. Le troviamo nelle linee Neo, Spirit e Satellite. Una delle novità assolute della collezione è lo scamiciato in velluto mille righe, con il busto aderente e la gonna lunga sino ai polpacci che ondeggia, un misto tra lo sbarazzino e il romantico, un dolce sguardo al passato. Importanti le giacche con chiusure e bottoni personalizzate, strette in vita che unite ai trench di varia misura, che esaltano la figura slanciandola, sono uno dei simboli della casa. Materiali, velluto mille righe e morbido, cotoni di vario spessore, retina e pizzo. e fodere importanti. Decori Dettagli che esaltano un inconfondibile accento della campagna del Nord della Francia, notevoli i ricami e gli inserti sulle magliette. Colori L’autunno del sottobosco francese, unito a tutti i colori della terra, sabbia, marrone, verde dalle varie tonalità.

 

Paco Rabanne vicino al fallimento?

Paco Rabanne sarebbe sul punto di dichiarare fallimento. La notizia, pubblicata dall’edizione inglese della rivista Vogue, non è stata confermata ma neppure smentita dalla maison francese né dal gruppo a cui appartiene, lo spagnolo Puig. "La maison non ha per ora nessun commento da fare" ha dichiarato a Fashion la responsabile della comunicazione di Puig, Marta Sanz Esteve. Secondo le informazioni fornite da Vogue, i dipendenti della società sarebbero in attesa della sentenza del Tribunale di commercio per ottenere le loro indennità di licenziamento o eventualmente essere ricollocati in un’altra azienda del gruppo. Lo stilista che ha firmato le ultime collezioni di Rabanne, l'americano Patrick Robinson, avrebbe già lasciato Parigi per rientrare a New York. Il marchio Paco Rabanne era stato acquistato dagli spagnoli alla fine degli anni Novanta. Puig, la cui sede si trova a Barcellona, possiede anche, nel settore della moda, Nina Ricci e Carolina Herrera. Fonte Fashionmagazine

 

Fendi denuncia Wal-Mart

Fendi, marchio italiano nell’orbita del gruppo del lusso francese Lvmh, ha citato la catena Usa di grandi magazzini Wal-Mart. La Casa di moda ha accusato il più grande retailer del mondo di vendere come originali prodotti contraffatti nei suoi negozi di abbigliamento Sam’s Club. A scriverlo sono le principali agenzie di stampa. La Reuters, citando la denuncia presentata presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti di Manhattan, afferma che i Sam’s Club vendevano articoli come borse, portafogli e portachiavi falsi, indicati come “veri” prodotti Fendi. Fonte Fashionmagazine

 

H&M nuovo retail concept?

Si fanno sempre più insistenti i rumour del possibile lancio di un nuovo retail concept da parte di H&M, che secondo il settimanale inglese Drapers dovrebbe avere un target più alto rispetto a quello tradizionale della catena svedese. Le voci dell'imminente arrivo di un nuovo brand sono corroborate dalla notizia che il gigante della fast fashion sarebbe in trattativa per assicurarsi due diverse location in Regent Street a Londra. Occorre specificare che i due spazi, uno all'interno di un edificio già occupato dal grande magazzino Dickins & Jones, l'altro utilizzato sino a qualche mese fa dal luxury department store Liberty, sono praticamente adiacenti. La vicinanza delle due location confermerebbe, secondo fonti legate al mondo immobiliare, l'ipotesi che H&M abbia intenzione di lanciare prossimamente un nuovo retail brand. Fonte Fashionmagazine

 

Gas debutta a Pitti Bimbo

Si chiama Gas BeBig!, un nome che è già un programma. Alla rassegna fiorentina l’azienda veneta lancia infatti una linea dedicata a ragazzini e ragazzine dai 6 ai 14 anni, che nell’offerta punta a tradurre il lifestyle da adulto. In arrivo con la primavera-estate 2008 anche l’assortimento per la fascia 2-6 anni. All’interno del padiglione delle Ghiaia - in uno stand decorato in collaborazione con Senyoritapaula, alias Paola Castro, una giovane artista argentina che ha contribuito alla realizzazione delle grafiche della linea – sarà presentato un set di proposte dalle modellature e dai colori d’impatto, che nel mood vogliono rifarsi alla verve creativa delle soluzioni da adulto. Il jeans, sulla scia della tradizione Gas, sarà il fil rouge della collezione, che però vira verso il total look: accanto a T-shirt e felpe dalle scritte ironiche e accattivanti, faranno capolino pantaloni di impronta workwear, cinque tasche dal taglio ergonomico, bomber di gusto army. Grintosi per lui, più femminili per lei. Gas BeBig!, che è composta di 230 pezzi (abbigliamento e accessori) e sviluppata da un team stilistico dedicato, sarà distribuita inizialmente solo in Italia nei multimarca di livello medio/alto-alto, mentre dall’autunno-inverno 2006/2007 sbarcherà anche in Spagna e Portogallo, per approdare, nelle prossime stagioni, in tutti i mercati in cui sono presenti le linee da adulto. Fonte Fashionmagazine

 

Conbipel sbarca in Turchia

Conbipel ha scelto Istanbul per avviare il suo primo monomarca in Turchia. Lo spazio, all’interno del centro commerciale Kanyon, è il frutto della partnership tra la società di Cocconato D’Asti e il locale Gruppo Demsa. In arrivo, entro tre anni, altri 20 punti vendita nel Paese. Quattro store verranno inaugurati nel secondo semestre 2006: a fine giugno sarà la volta di uno spazio nel centro di Adana e dopo due mesi è in programma un opening nel nuovo shopping center Bornova di Izmir. A fine settembre debutteranno altri due shop a Istanbul: uno in Nisantasi Street, la strada del lusso nella parte europea della città, e l’altro nel centro commerciale Gevhair-Sisli. Tutti questi negozi, così come quello appena “battezzato”, è previsto si sviluppino su superfici di circa 1.000 metri quadri. Fonte Fashionmagazine

 

Tommy Hilfiger dice no

Muore sul nascere la nuova linea di Tommy Hilfiger firmata Karl Lagerfeld, che avrebbe dovuto debuttare sul mercato americano retail con la prossima stagione invernale. La decisione è stata presa da Apax Partners - da cui Hilfiger è stato acquisito lo scorso mese - che punta a consolidare il marchio dello stilista amburghese nel solo quartier generale di Parigi. L’improvviso cambio di direzione comporta un drastico taglio di staff, nella sede americana, dove salteranno circa 25 posizioni, tra cui quelle di Ann Acierno (president del new business) e Melanie Ward, direttore creativo della debuttante Contemporary Line di Lagerfeld. Destinata esclusivamente al mercato degli States, la collezione maschile e femminile siglata Karl Lagerfeld avrebbe dovuto coniugare lo stile del designer tedesco con prezzi più ragionevoli rispetto al prêt-à-porter della linea Lagerfeld Gallery, per una distribuzione all’interno dei department store e del trade specializzato. Fonte Fashionmagazine

 

G-Star 75 nuove aperture

Proseguono le aperture di monomarca G-Star nelle città più importanti del mondo. L’evoluzione continua porterà a un totale di 75 negozi nel 2006, mentre le previsioni parlano della creazione di altri 75 spazi nel 2007, per arrivare a un totale di 150 punti vendita. Prossime aperture a Dallas, San Diego, Istanbul, Londra, Vienna nel 2006, dopo le inaugurazioni della prima metà dell’anno in centri quali Copenhagen, Belfast e Anversa. Fonte Fashionmagazine

 

Gruppo Coin

In occasione dell’assemblea degli azionisti di Coin per l’approvazione del bilancio 2005 (vedi fashionmagazine.it dell’11 aprile 2006) l’amministratore delegato Stefano Beraldo ha annunciato la possibilità di chiudere l’anno con un ritorno all’utile. L’a.d. si è dichiarato soddisfatto circa l’andamento della collezione primavera-estate in vendita nei negozi a insegna Coin e ha definito buoni i primi risultati del lavoro svolto sulla profumeria. "Nel 2005 - ha detto Beraldo - sono stati aperti 10 store a gestione diretta e 22 in affiliazione, mentre solo nei primi quattro mesi dell’attuale esercizio sono già cinque le inaugurazioni di punti vendita diretti, il cui giro d’affari risulta soddisfacente. Inoltre, sempre nel primo quadrimestre altri nove sono stati ristrutturati con l’adozione della nuova immagine". Tra questi, quello milanese di Piazzale Loreto. Sul fronte dell’assortimento, l’introduzione di prodotti complementari quali l’accessorio e la profumeria ha avuto dei riscontri positivi, tanto che la prima gamma merceologica sarà estesa a tutta la rete, mentre il format della seconda sarà sviluppato in quei negozi che presentano caratteristiche compatibili con tale offerta. Fonte Fashionmagazine

 

Gattinoni: debutta "G Industry"

Dopo 60 anni di creatività al femminile, con la primavera-estate 2007 debutta G Industry, la prima collezione streetwear al maschile di Gattinoni. Il nuovo progetto sarà presentato durante Milano Moda Uomo nella showroom di via Serbelloni. Per il prossimo biennio l’obiettivo è quello di distribuire 600 mila capi, sia nei monomarca Gattinoni, sia in circa 700 punti vendita multimarca e department store italiani ed esteri (in Europa, Russia, Paesi dell’Est Europa, Medio ed Estremo Oriente), con una previsione di fatturato di oltre 36 milioni di euro. La collezione scommette su un guardaroba lussuoso e trasversale, adatto a qualsiasi occasione d’uso: l’uomo Gattinoni mixa la tuta da jogging con la giacca dal collo a lancia, i pantaloni combat con la maglia di filo traforata, gli abiti informal con le camicie patchwork a pois e righe. I lavaggi leggeri e sofisticati esaltano le linee verticali a “I”, mentre il denim si abbina a tessuti tipo drapperia, valorizzati da giacche dalle nuance mediterranee. La nuova linea di menswear sarà prodotta e distribuita da “G Industry 1946” e, anticipano dall’azienda, sarà il veicolo per l’acquisizione di nuove licenze nel segmento maschile. Fonte Fashionmagazine

 

Bernardi si espande

Un accordo trentennale che prevede l’apertura di negozi "stand alone" nelle principali città del Medio Oriente, oppure store all’interno dei migliori centri commerciali dell’area. È quanto prevede la partnership siglata nei giorni scorsi tra il gruppo Bernardi (abbigliamento e tessili per la casa) e Al Faisaliah Group (Afg), una delle più grandi società private saudite. In base all’accordo, Afg (una realtà che fattura annualmente 500 milioni di dollari e dà lavoro a 5 mila persone) è diventato master franchisee dell’azienda italiana e si è impegnato ad aprire 25 negozi a insegna Bernardi entro il 2011. I primi quattro saranno inaugurati il prossimo settembre, mentre altri 12 opening sono previsti nel 2007. Con 170 punti vendita in Italia, Bernardi ha un fatturato di 220 milioni di euro e 1.600 dipendenti. Fonte Fashionmagazine

 

Mango

Rimandata l'apertura a Santa Monica a causa di rallentamenti nei lavori, il fashion retailer spagnolo Mango ha avviato il suo primo spazio californiano, con insegna MNG by Mango: oltre 550 metri quadri all'interno del complesso South Plaza a Costa Mesa. Una struttura, il South Plaza, dove già si è insediata l'insegna di fast fashion Zara e dove si dice che voglia aprire i battenti anche H&M. A Mango fanno capo più di 900 negozi in 81 Paesi. Fonte Fashionmagazine

 

Outlet center

Le aperture di outlet center proseguono a spron battuto nel nostro Paese: sono in cantiere alcuni importanti progetti che prenderanno il via durante il 2007. A Mondovì (Cn), il villaggio commerciale Mondovicino aprirà con un factory outlet di 106 punti vendita. Altre inaugurazioni in provincia di Pescara, Udine, Roma e Caserta. “Debutteremo tra ottobre e novembre 2007 – ha detto a fashionmagazine.it Gigi Gelmetti, factory outlet development leader del progetto Mondovicino –. In prima battuta avvieremo 71 negozi e dopo circa 12 mesi completeremo l’offerta con altri 35 store”. “L’outlet si presenterà come village – ha proseguito Gelmetti – ma avrà i benefici di una struttura indoor, grazie al porticato che collega tutte le parti principali”. “Sul fronte dell’offerta – ha spiegato Gelmetti – abbiamo già firmato una quindicina di contratti: i brand del lusso saranno il 10-15% del totale”. La parte del leone la faranno comunque le proposte sportswear (circa il 45%), come accade di solito nei centri a prezzi scontati. “A seguire – aggiunge Gelmetti – vi saranno insegne di accessori (15%), calzature (10%), childrenswear (5%), oltre all’intimo (2-3%) e alla proposte casa (2%)”. Per quanto concerne gli altri “battesimi”, la società Promos di Brescia ha in cantiere due outlet center: il Palmanova Outlet Village ad Aiello del Friuli (Ud), che dovrebbe esordire nel luglio 2007, con 90 negozi, una gla (superficie lorda affittabile) di 24.000 metri quadri e 2.500 parcheggi e un outlet village a Città Sant’Angelo (Pe), con 120 shop, 30.000 metri quadri di gla e 3.000 posti auto (entro fine 2007). Stores (Progetto Cesi Boldrin), con sede a Milano avvierà, invece, entro 18 mesi, il Soratte Outlet Shopping a Sant’Oreste (Rm): 160 punti vendita, 35.000 metri quadri di gla e 2.500 parcheggi. Sempre Stores ha in programma, per fine 2008, di inaugurare Gli Arsenali a Ronchis (Ud): 113 spazi, 30.000 metri quadri di gla e 2.200 posti outlet. Grande infine è l’attesa per il McAthurGlen Designer Outlet a Marcianise (Ce) che sarà attivo entro il 2007. Fonte Fashionmagazine

 

Gap: risultati in flessione

Dopo l’allarme ricavi dello scorso febbraio, le conferme: Gap Inc. archivia il primo trimestre fiscale con un calo del fatturato del 5% e utili in discesa del 17%. I benefici derivanti dalle strategie in atto, soprattutto a livello di prodotto e "store experience", dovrebbero evidenziarsi nella seconda metà dell’esercizio, come ha rassicurato il ceo Paul Pressler. I ricavi totali, ridottisi a 3,44 miliardi di dollari, risentono del –11% subito all’estero, ma anche di un declino dei consumi interni che investe prevalentemente Old Navy North America, in diminuzione dell’11%, mentre Banana Republic e Gap subiscono rispettivamente un –5 e un –8%. Il profitto netto del gruppo, che il mese scorso ha preannunciato lo sbarco in Medio Oriente entro il 2010, è sceso invece a 242 milioni di dollari, oppure 0,28 dollari per azione (0,31 dell’analogo periodo dello scorso anno). Per la fine del 2006 il risultato per azione dovrebbe oscillare nell’intervallo 1,23-1,27 dollari. Fonte Fashionmagazine

 

Abercrombie & Fitch

Abercrombie & Fitch chiude un primo trimestre "eccellente", come lo ha definito lo stesso ceo Mike Jeffries: i ricavi, a 657,3 milioni di dollari, sono aumentati del 20% rispetto al primo quarter del 2005, mentre il risultato netto, a 56,2 milioni, ha messo a segno un +39%. In crescita anche il network distributivo. Come anticipa il retailer americano, grazie all’apertura di nuovi spazi la superficie complessiva dovrebbe, infatti, crescere dell’11% entro la fine dell’esercizio. Tra le aperture confermate per il 2006 quella di un flagship store con insegna Abercrombie & Fitch a Los Angeles il prossimo luglio. Senza fornire ulteriori dettagli, la società quotata al Nyse ha confermato l’intenzione di approdare in Europa, precisando che il primo store approderà a Londra nei primi mesi del 2007. Fonte Fashionmagazine

 

Geox: +30% i ricavi

Nel primo trimestre 2006 il gruppo Geox ha realizzato un incremento dei ricavi del 32%, rispetto all’analogo periodo del 2005, raggiungendo quota 245,3 milioni di euro. Quasi il 95% delle vendite riguarda le calzature ma l’abbigliamento, che rappresenta il 4% del totale e si prepara a sbarcare all’estero, mostra un +56%. La trimestrale, commentata oggi dal management nello showroom di via Montenapoleone a Milano, evidenzia un margine operativo lordo salito del 24% a 85,4 milioni, mentre il risultato operativo ha totalizzato 81,3 milioni, in aumento del 25%. L’utile, a 52,6 milioni, ha segnato un progresso del 16%. Come ha spiegato il ceo Diego Bolzonello, il giro d’affari realizzato nei punti vendita a gestione diretta, a parità di catena distributiva, ha subito un -5% nel trimestre, principalmente a causa delle differenti scadenze della Pasqua (quest’anno caduta in aprile). Con una quota del 38%, l’Italia resta il maggiore mercato, ma i ricavi realizzati all’estero hanno mostrato una crescita del 50% e dai prossimi mesi dovrebbero cominciare a beneficiare dell’introduzione dell’abbigliamento, attualmente distribuito soltanto in Italia. “Un business – ha commentato il presidente Mario Moretti Polegato – dal potenziale enorme, destinato in futuro a uno sviluppo anche più veloce rispetto a quello delle calzature, sulla scia dell’immagine ‘tecnologica’ del prodotto Geox”. Il gruppo di Montebelluna, che stima di chiudere l’esercizio con vendite per circa 600 milioni di euro e una redditività, a livello di ebitda, in linea con il 2005 (27%), ha in programma di aprire 100-120 nuovi punti vendita entro l’anno, di cui 30-40 in Italia e altrettanti tra Europa e resto del mondo. Fonte Fashionmagazine

 

Tod's: profitti a +30,5%

Trimestre a gonfie vele per Tod’s, che nel periodo considerato ha raggiunto un fatturato di 161,4 milioni di euro, mettendo a segno una crescita del 14,8% rispetto all’analogo periodo del 2005, e 19,4 milioni di euro di utili netti, pari a un incremento del 30,5%. Il gruppo di Della Valle, che comprende tra gli altri i marchi Tod’s, Fay e Hogan, continua a registrare i volumi maggiori nel core business delle calzature, settore che rappresenta il 65,3% del fatturato complessivo e che nel primo trimestre del 2006 ha raggiunto un giro d’affari pari a 105 milioni di euro (+13,9%). Ma la performance migliore spetta al comparto pelletteria e accessori, cresciuto del 27,1%, per un valore di 35,8 milioni di euro. Dando uno sguardo ai mercati, è sempre quello domestico a incidere di più sui ricavi del gruppo (con 78,2 milioni di euro, ossia il 48,4% delle vendite del trimestre), ma sono i Paesi emergenti (in particolare quelli dell’area asiatica) a correre più veloci, con un aumento del 44,4% rispetto al primo quarter del 2005. Infine, si segnalano il +27,3 dell’ebitda, che ammonta a 38,2 milioni e il +32,5% dell’ebit, attestatosi a 32,3 milioni. Fonte Fashionmagazine

 

PERSONAL SHOPPER

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Benetton Group

Salgono i ricavi, ma scendono i profitti per Benetton Group, che ha archiviato il primo trimestre 2006 con un fatturato netto in crescita dell’8,6% a 416 milioni di euro e un utile pari a 24 milioni di euro, in flessione del 7%. In calo del 9,8% anche il risultato operativo, a quota 35 milioni di euro, mentre migliora la posizione finanziaria netta passata da 477 a 377 milioni di euro. Le vendite del settore "Abbigliamento" ammontano a 389 milioni di euro, mentre nello stesso periodo del 2005 risultavano pari a 355 milioni di euro, con una variazione del 9,5%. A contribuire al positivo andamento del comparto sono stati i ricavi della partnership turca costituita nel maggio 2005, pari a 12 milioni di euro, e le vendite realizzate dai negozi in gestione diretta. I mercati che continuano a evidenziare una crescita significativa sono il Bacino del Mediterraneo, la Corea, la Cina e l’India. Il giro d’affari è stato anche influenzato dall’andamento positivo dei cambi, per circa 5 milioni di euro, pari all’1,3% dei ricavi totali. "I risultati del primo trimestre dell’anno - si legge in una nota diffusa dal gruppo veneto - consentono di confermare la guidance relativa al 2006, con un incremento dei ricavi consolidati almeno pari a quello registrato nel 2005, un risultato operativo nell’ordine del 9,5%-10% dei ricavi consolidati e un utile netto attorno al 6,5%". Fonte Fashionmagazine

 

Gruppo Sixty

Una realtà in fermento, il Gruppo Sixty di Chieti: presto si inaugurerà a Pescara il primo negozio aziendale dedicato alle linee bimbo, mentre è in fase di concreta valutazione l’ipotesi di ingresso in Borsa. Dalla primavera-estate 2007 debutta l’intimo/beachwear. Sono solo alcune delle novità illustrate a fashionmagazine.it dal marketing director Mario Pace. Per quanto riguarda la licenza dell’intimo, che riguarda le linee Energie e Miss Sixty, è ancora top secret il nome del partner. Lo store dedicato al bimbo, invece, ospiterà i brand Energie, Miss Sixty, Murphy&Nye e RefrigiWear. Intanto si attendono i mesi di giugno per l’inaugurazione del primo hotel Sixty, che apre a Riccione (vedi notizia già pubblicata su questo sito lo scorso 13 aprile) e luglio, quando il Gruppo sarà ospite di Bread & Butter Berlino con una sfilata dedicata alle collezioni Energie e Miss Sixty. Per quanto riguarda la distribuzione delle linee adulto, sono 39 i nuovi store diretti che aprono entro fine 2006. Le location più interessanti? Honolulu, Osaka, San Pietroburgo, Lisbona. Mentre si attendono gli inizi del 2007 per un opening milanese in una location top secret. Il Gruppo Sixty ha un fatturato di 650 milioni di euro nel 2005, con la previsione di toccare quota 780 milioni entro il 2008. Fonte Fashionmagazine

 

Viktor & Rolf per H&M

Prosegue il progetto di H&M di commercializzare collezioni firmate in esclusiva da noti stilisti. Dopo le collaborazioni con Karl Lagerfeld, Stella McCartney ed Elio Fiorucci, per la stagione invernale 2006 è la volta di Viktor & Rolf. Alla coppia di designer olandesi, la catena svedese ha chiesto di disegnare abiti per uomo e donna, che saranno prodotti da Hennes & Mauritz e distribuiti presso una selezione di insegne H&M in Europa, Nord America e Medio Oriente. “Se l’haute couture è l’espressione più sublime della moda – affermano Viktor Horsting e Rolf Snoeren – H&M è moda nella sua accezione più democratica”. “Le nostre origini sono nell’alta moda – proseguono – ma a noi piace anche giocare con gli opposti e questa è una straordinaria opportunità per comunicare la nostra visione ai numerosi e appassionati clienti di H&M”. La collezione H&M firmata Viktor & Rolf – marchio che oggi include, oltre a una linea di prêt-à-porter femminile, una collezione maschile, sciarpe, intimo, occhiali, calzature e profumi – sarà lanciata il prossimo novembre.

 

Valentino Fashion Group

"I tassi di crescita del 2005 continueranno anche nel 2006" ha detto oggi Antonio Favrin, presidente di Vfg, durante l’assemblea degli azionisti per l’approvazione del bilancio 2005 e il pagamento di un dividendo di 0,50 euro ad azione per un valore di 37 milioni di euro. Il primo trimestre del gruppo si è chiuso con un incremento sia dei ricavi (+13,5%), sia dell’utile netto (+22%). L’aumento dei ricavi, che nei primi tre mesi dell’attuale bilancio si sono attestati a quota 588,5 milioni di euro contro i 518,3 milioni di euro pro-forma dello scorso anno, è la risultante del positivo andamento di tutti i marchi. In primis Hugo Boss, le cui vendite sono salite del 13,1%, seguito da Valentino, che ha visto il giro d’affari balzare del 19,8%, e poi da Marlboro Classic e altri brand (+11,7%). "Avere un’ampia offerta di prodotti e detenere il controllo dell’intera catena a livello mondiale - ha commentato Favrin - ci ha permesso di raggiungere risultati ragguardevoli, con tassi di sviluppo superiori alla media di mercato. Questo significa che stiamo acquisendo nuove quote, grazie al buon andamento del womenswear, degli accessori, della linea giovani e del retail". E su quest’ultimo punto Valentino Fashion Group sta puntando molto con un piano che vede l’opening per il 2006 di una cinquantina di punti vendita diretta Hugo Boss, per un investimento compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro, l’inaugurazione nei prossimi due anni di 30 monomarca Valentino (15 in franchising e 15 a conduzione diretta) per 25 milioni di euro e l’avvio di 50 shop in shop Marlboro Classic per una spesa di 4 milioni di euro. Il fatturato realizzato dai punti vendita di proprietà (pari all’11,5% dei ricavi totali) nel primo trimestre ha mostrato un progresso del 35%, evidenziando un tasso di sviluppo superiore agli altri canali distributivi. L’ebit del gruppo è ammontato a 103 milioni di euro, con un incremento del 16,6% rispetto al corrispondente periodo del 2005 (88,3 milioni), mentre l’utile netto consolidato, comprensivo delle minoranze azionarie, è salito a quota 71,1 milioni di euro, mettendo a segno un aumento del 22%. "Questi esiti - ha continuato il presidente Favrin, che ha anche dichiarato di guardare con molta attenzione alle opportunità che sicuramente si presenteranno sul fronte acquisizioni - sono il frutto di un forte programma di investimenti. Nel 2005 abbiamo speso 200 milioni di euro in comunicazione, più del 10% del fatturato, 47 milioni di euro in ricerca e sviluppo e 30 milioni di euro in Information Technology all’anno, per un totale di circa 100 milioni di euro in tre anni". Se i Paesi europei rappresentano il mercato principale con 231,2 milioni di euro, l’America e l’Asia hanno evidenziato le performance migliori con aumenti dei ricavi rispettivamente del 23,3% e 16,3%. "La Cina sarà uno dei big player del futuro - ha specificato il presidente -. Vogliamo entrarci in modo stabile e non con la tattica ‘mordi e fuggi’, cogliendo solo l’opportunità del momento".

 

G-Star: a Barcellona

Si inaugura in giugno il secondo negozio monomarca G-Star di Barcellona. Lo store, che si aggiunge ai quattro già esistenti in Spagna, a Bilbao, Madrid, San Sebastian e Barcellona, sarà ubicato all’angolo di Paseo de Gracia, una delle strade più importanti della città. L’interno del negozio esprime lo stile del brand: i concetti di “rough” (grezzo), di puro e funzionale tipici del marchio, con una uniformità di immagine sviluppata dall’interior design team di G-Star. Oggi sono oltre 40 gli store G-Star attivi nel mondo, con aperture in cantiere per il futuro. Esiste un progetto apposito che si chiama G-Star Retailormade Store Concept e aiuta i clienti G-Star e gli imprenditori in generale a dare avvio a nuovi negozi della collezione. Fonte Fashionmagazine

 

H&M pronto per gli Champs-Elysées

Il fashion retailer svedese Hennes&Mauritz prenderà d’assalto una delle vie più importanti dello shopping di lusso europeo per aprire un grande spazio. La società di Stoccolma ha confermato infatti l’opening di uno store di 3.000 metri quadrati sugli Champs-Elysées a Parigi nell’autunno del 2008. L’apertura arriva circa sei mesi dopo l’inaugurazione di un negozio di 1.500 da parte di Esprit, fashion retailer con sede a Hong Kong, sulla stessa strada. Una via i cui affitti annuali, secondo i risultati dell’ultima ricerca effettuata dalla società di consulenza immobiliare Atis Real, si aggirano sui 6.600 euro al metro quadro. Secondo indiscrezioni, H&M pagherebbe 10 milioni di euro solamente per assicurarsi l’area e successivamente 6 milioni di euro l’anno per l’affitto dello spazio, che attualmente è occupato dal resort operator francese Club Mediterranée. I competitor spagnoli di Hennes&Mauritz, Zara e Mango, hanno invece reso noto di essere interessati alla location situata tra lo store del retailer francese di womenswear Promod e il cinema Ugc Triomphe. La Francia è il quarto tra i mercati più importanti per H&M, visto che il marchio conta 72 negozi e che le vendite relative al primo trimestre (chiuso il 28 febbraio scorso) hanno segnato un incremento del 20% anno su anno. Fonte Fashionmagazine

 

Crescita per Adidas

Trimestre in crescita per Adidas. A guidare i positivi risultati del gruppo tedesco di abbigliamento e articoli sportivi sono stati l’acquisizione della società americana Reebok e la forte richiesta da parte del mercato di prodotti per il football a un mese dai campionati mondiali di calcio che si disputeranno in Germania. Nei primi mesi del 2006, le vendite del gruppo con sede a Herzogenaurach hanno registrato un incremento del 27% a quota 2.45 miliardi di euro, di cui 454 milioni di euro rappresentano il contributo di Reebok. Ciò nonostante, il fatturato dello specialista delle calzature sportive rilevato a gennaio ha subito una flessione del 10% a causa del mitigato interesse dei consumatori verso i prodotti del brand. Alla fine di marzo gli ordini di Reebok sono risultati nuovamente in calo del 10%. Le vendite delle calzature Adidas, invece, sono salite del 17%, raggiungendo 1,78 miliardi di euro. Le rilevanti performance delle divisioni Adidas e TaylorMade-Adidas Golf hanno spinto l’utile netto del trimestre a quota 144 milioni di euro (+37%). Il mercato più importante del gruppo, quello europeo, è cresciuto del 21% a 1,07 miliardi di euro, mentre le vendite in Nord America sono aumentate del 113%, raggiungendo i 759 milioni di euro. Il giro d’affari in Asia ha toccato i 474 milioni di euro con un incremento del 34% e in America Latina ha registrato un balzo dell’85% a 126 milioni di euro. L’attuale febbre del football, che ha contagiato il mondo in occasione dei mondiali 2006 di giugno, ha spinto le vendite dei prodotti legati al calcio e ha permesso al ceo Herbert Hainer di alzare le previsioni sul fatturato annuale da 1 miliardo a 1,2 miliardi di euro. In particolare l’amministratore delegato ha dichiarato di attendersi una crescita a due cifre sia per quanto riguarda i ricavi, sia sul fronte dei profitti, visto l’incremento del 14% degli ordini. Fonte Fashionmagazine

 

Dimensione Danza

Ha aperto i battenti a Riccione il primo negozio in franchising di Dimensione Danza sul territorio nazionale. Un’inaugurazione che segue l’opening, avvenuto lo scorso 4 aprile, del primo flagship store estero in affiliazione, situato sulla Piazza Rossa a Mosca, all’interno del centro commerciale Gum. Il nuovo monomarca della società specializzata nell’abbigliamento dedicato alla danza, allo sport e al tempo libero si affaccia con due vetrine su viale Ceccarini, via di riferimento per lo shopping di tendenza a Riccione. All’interno sono disponibili sia le collezioni maschili e femminili, sia per la bimba. Un’offerta che a partire dal prossimo autunno sarà completata anche dalla nuova linea baby. Altre aperture in franchising sono previste per il futuro sia in Italia, sia nel resto d’Europa, Estremo Oriente e Stati Uniti. Fonte Fashionmagazine

 

Nuovo progetto Diesel Props

Chiusa l’esperienza di licenza con l’americana Gbmi per le calzature e con Principe per le borse, Diesel crea una nuova struttura a Marostica che si occuperà della produzione (sviluppo e prototipia) di entrambe le linee merceologiche a partire dalla primavera/estate 2007. Diesel Props, nata dall’esigenza di dare una direzione creativa unica a tutti i prodotti del marchio e dalla volontà di sviluppare ulteriormente il comparto accessori, sarà formata da una quarantina di persone, che darà vita a una collezione di oltre 150 modelli di borse e altrettanti di scarpe. Le linee proposte al pubblico saranno tre: uomo, donna, bambino con l’inserimento di un etichetta ad alto contenuto fashion come DieselStyleLab. La distribuzione avverrà attraverso la rete vendita del gruppo veneto e tramite le oltre 15 filiali nel mondo, coinvolgendo circa 80 Paesi per un totale di oltre cinque mila door al mondo. Fonte Fashionmagazine

 

Puma: previsioni ottimistiche

Puma ha corretto al rialzo le previsioni sul 2006: i ricavi dovrebbero avanzare del 35%, sfiorando i 2,4 miliardi di euro, anziché del 30% come inizialmente preventivato. Nei giorni scorsi, la società tedesca specializzata nell'active sportswear ha avviato una joint venture in Messico, di cui deterrà la quota di maggioranza. Nei primi tre mesi di quest'anno, i ricavi di Puma sono stati pari a 643 milioni di euro, in progresso del 29,5% rispetto all'analogo periodo del 2005. Una performance cui ha contribuito il buy-back delle licenze in Paesi come il Canada, la Turchia, l'Argentina e Hong Kong. Se si escludono le acquisizioni delle licenze e le nuove joint venture, l'incremento dei ricavi si riduce al +10,7%. L'avanzata nei tre mesi è stata trainata dall'abbigliamento, le cui vendite hanno oltrepassato i 200 milioni di euro (+63,1%) e dagli accessori, con un +21,6% per 42 milioni di euro. Si è difeso bene anche il core business delle calzature, con un balzo in avanti del 18% che lo ha portato alle soglie dei 400 milioni di euro. Le vendite mondiali del brand Puma, incluse le licenze, sono state di 737 milioni di euro (+15,3%), seppure con qualche segno di cedimento in Europa, Medio Oriente e Africa. Nel 2006 le vendite dovrebbero arrivare a 2,4 miliardi di euro, con un +35% contro il +30% già messo in conto. Da segnalare che è stata da poco siglata una partnership con il ramo messicano dell'investment company Usa Tavistock Group, per dare vita a una joint venture in Messico. All'inizio del 2006 è stata acquisita la maggioranza del distributore argentino Unisol. Nello stesso periodo ha preso il via un'alleanza in Turchia. Due le partnership allacciate in Giappone, con lo scopo di ampliare il range produttivo: una con Charmant (occhiali) e l'altra con Evisu (jeanswear). Fonte Fashionmagazine

 

Timberland: utili in discesa

Vendite con segno meno e utile netto in picchiata per Timberland nel primo trimestre di quest'anno. Le prime si sono ridotte dell'1,2%, a quota 349,8 milioni di dollari, mentre il secondo ha incassato il colpo di un -30,8%, totalizzando 29,2 milioni di dollari. In particolare, le vendite internazionali della società americana specializzata in abbigliamento e accessori outdoor sono scese del 3,5% con 192 milioni di dollari ma, come precisano i portavoce di Timberland, escludendo le ripercussioni dei cambiamenti valutari sarebbero aumentate del 3%, con punte in Asia e Canada. +1,7% negli Usa, con un business quantificabile in 157,8 milioni di dollari. Tra le attività in perdita spiccano le calzature (-4,5%, con 253,9 milioni di dollari) e, in particolare, gli stivali, i modelli più sportivi e quelli per bambini. Al contrario, l'abbigliamento e gli accessori, che hanno generato ricavi per 91,4 milioni di dollari, sono progrediti dell'8%: una performance dovuta anche all'acquisizione di Smartwool, azienda americana produttrice di calze. Indietreggiano le vendite retail (-10,6%, con 70,2 milioni di dollari) e crescono leggermente (+1,4%) quelle wholesale, per una cifra pari a 279,4 milioni di dollari. I vertici esprimono qualche preoccupazione sul prossimo futuro: la recente introduzione di dazi anti-dumping da parte dell'Unione Europea potrebbe penalizzare chi, come Timberland, delocalizza in Cina e in Vietnam. Quindi le vendite del 2006 sono destinate a restare più o meno stazionarie. Gli utili potrebbero calare. Fonte Fashionmagazine

 

Prada cresce del 10%

Prada Holding ha dichiarato che si focalizzerà sul profittevole business della pelletteria e degli accessori e per quest’anno non proseguirà nell’apertura di nuove boutique, vista la crescita a due cifre delle vendite e dei profitti registrata nel 2005. Intanto, Miuccia Prada e Patrizio Bertelli sono stati inclusi dal Time Magazine tra le cento coppie più influenti al mondo. I dati preliminari sull’esercizio 2005 mostrano che la società Prada, a cui fanno capi i marchi Prada, Miu Miu, CarShoe e Azzedine Alaïa, ha chiuso con un fatturato di 1,33 miliardi di euro, con un incremento del 10% rispetto al 2004. La vendite di abbigliamento hanno rappresentato il 36% dei ricavi rispetto al 40% dell’anno precedente, mentre sono passate dal 35% al 36% e dal 24% al 27% le quote generate rispettivamente dagli articoli in pelle e dalle scarpe. Lo spostamento verso i prodotti a più alti margini di redditività e la riorganizzazione della rete retail del gruppo hanno portato a un incremento dell’ebidta del 20% a 200 milioni di euro. Un portavoce di Prada ha detto che non ci saranno nuove aperture fino al 2007. Il gruppo ha anche pianificato di riposizionare il marchio Miu Miu, che lo scorso anno ha raggiunto vendite per 125 milioni di euro. Sia Prada, sia Miu Miu hanno registrato una crescita a due cifre in Asia e Stati Uniti. CarShoe ha raddoppiato il fatturato passando da 7 a 16,5 milioni di euro, mentre le vendite di Azzedine Alaïa sono salite da 9 a 10 milioni di euro, anche se "i profitti sono risultati deboli". Recentemente il gruppo ha venduto la Casa di moda tedesca Jil Sander e la Fashion house Helmut Lang per focalizzarsi sui marchi principali, i cui ordini per l’autunno/inverno dovrebbero essere cresciuti del 12%. Fonte Fashionmagazine

 

Gucci Group: +19%

Nei primi tre mesi di quest'anno le vendite del Gucci Group, uno degli assi nella manica del colosso d'Oltralpe Ppr, hanno raggiunto quota 847 milioni di euro, in avanzata del 19% rispetto all'analogo periodo del 2005. Il core-brand Gucci ha messo a segno un +18,2%, a quota 508,3 milioni di euro. Nel contesto di una complessiva crescita di Ppr (che ha totalizzato nel trimestre ricavi per 4,4 miliardi di euro, +7,9%), Gucci Group ha sicuramente rappresentato una delle società più vitali. A parte la performance della linea Gucci, il progresso di Bottega Veneta è stato pari al 79%, con 58,5 milioni di euro. Persino Yves Saint Laurent, reduce da un periodo non proprio positivo, si è rimesso in marcia: le vendite, in ascesa dell'8,5%, hanno superato i 42 milioni di euro. Quelle degli altri marchi del Gucci Group - in particolare Alexander McQueen, Balenciaga e Stella McCartney - si sono aggirate sui 95,3 milioni di euro (+37,3%). Tornando a parlare più in generale di Ppr, le operazioni retail hanno generato 3,6 miliardi di euro, con un incremento del 5,6%: nella divisione dedicata - che include Redcats, Printemps, Fnac e Conforama - sono andate particolarmente bene le vendite all'estero, quantificabili in 1,6 miliardi di euro. Decisamente incoraggiante anche il feedback sull'e-commerce, che nel trimestre ha fatto un balzo in avanti del 31%. Fonte Fashionmagazine

 

Guess: crescere in Europa

Da un fatturato attuale di oltre 100 milioni di dollari realizzati in Europa, la statunitense Guess punta a raggiungere quota 180 milioni entro la fine del 2006. Merito di una politica mirata di espansione e dell’apertura di negozi monomarca in città strategiche. Recente la sigla di un accordo con la Albisetti per la produzione di lingerie e swimwear rivolta all’Europa. Lo spiega a fashionmagazine.it Giuliano Sartori, responsabile retail di Guess nel mondo (escluso il Nord America). “In Europa abbiamo aperto negozi soprattutto in Italia, Francia, Spagna e Grecia mentre ora la nostra priorità è di affermarci anche nei Paesi dell’Est (Russia, Ucraina, eccetera) e approcciare il Nord (Inghilterra, Paesi Bassi, Scandinavia, Irlanda)”. Strategiche, a tal proposito, le aperture di Helsinki, Stoccolma, Londra, Dublino, Manchester, Liverpool, Oslo (fra dieci giorni circa) e forse Glasgow. “Questa politica ci porterà ad avere circa 90 negozi in Europa a fine anno, compresi quelli di proprietà, nei vari concept”. Oggi, infatti, i negozi Guess si dividono nelle seguenti tipologie: i Guess Store (dove è in distribuzione principalmente la linea Guess Jeans, integrata da capi della linea upmarket Guess by Marciano, in licenza alla Focus Europe, e dagli accessori), i Guess by Marciano, dove il core è dato dalla linea omonima, arricchita dagli accessori e dalla parte premium del jeans, e i punti vendita di soli accessori. A oggi negli Stati Uniti e nel Canada esistono 321 negozi in totale, mentre nel resto del mondo sono 330 i free standing store. Le previsioni, per la fine del 2006, sono di toccare quota 415 fuori dal Nord America e un totale di 850 vetrine nel mondo. Altri mercati interessanti per Guess in questo momento sono India, Corea, Cina, Asia del Sud, Australia, Medio Oriente e Sud America. Fonte Fashionmagazine

 

Sixty il primo hotel

Sarà inaugurato in giugno a Riccione il primo Sixty Hotel, albergo quattro stelle che Sixty Group (650 milioni il fatturato 2005), colosso del settore abbigliamento casual fondato da Wicky Hassan e Renato Rossi nel 1989, dedica ai turisti under 30. Colori funky, design ultramoderno e graffiti alle pareti caratterizzeranno gli spazi di questa nuova struttura “community friendly e vacanziera”, dotata di bar e boutique aperti anche ai non residenti, che per favorire la comunicazione fra i giovani clienti fornirà ogni stanza di webcam. Il progetto Sixty Hotel prevede nei mesi a seguire la creazione di una catena di holiday resort. Fonte Fashionmagazine

 

Distretto bellunese degli occhiali

Per l’industria dell’occhialeria del distretto di Belluno, i significativi segnali di ripresa registrati nell’ultimo trimestre del 2005 - che ha visto ridursi a zero i casi di cassa integrazione e mobilità - vengono confermati da alcune indicazioni sui primi mesi dell’anno. Come spiegano dalla Sipao, le imprese stanno registrando un picco di ordini che non si vedeva da tempo, trainato dal lusso. La Sezione delle Industrie Produttrici di Articoli per l’Occhialeria di Assindustria Belluno fa sapere che le imprese (grandi e piccole), si trovano a fronteggiare, paradossalmente, il problema della carenza di manodopera specializzata, necessaria a soddisfare i nuovi ordini, in ripresa anche sul fronte Germania (un’area considerata “ferma” fino a poco tempo fa). In base ai dati dell’Osservatorio Assindustria Belluno, gli occupati nelle aziende leader (Luxottica, Safilo, Marcolin, De Rigo e Giorgio Fedon & Figli) sono cresciuti del 2,3%, a fronte di un –5,3% nelle Pmi (–12% nel 2004) e di un –12,5% nelle imprese artigiane (-28% l’anno prima). Risultati incoraggianti, secondo Sipao, sono giunti anche dalle fiere Siof di Shanghai, tenutasi lo scorso febbraio, e Vision Expo East di New York, chiusa lo scorso 4 aprile. Fonte Fashionmagazine

 

Hathaway acquista Russell

Russell passa nelle mani di Berkshire Hathaway per 600 milioni di dollari. L’azienda statunitense di abbigliamento sportivo, a cui fanno capo i marchi Russel Athletic, Cross Creek, Jerzees, Mossy Oak e Spalding, ha infatti accettato e siglato l’offerta d’acquisto della società di investimento e assicurazioni controllata da Warren Buffet. Russel, che ha chiuso il 2005 con un fatturato in flessione del 2,1% (a 1,27 miliardi di dollari) e un utile netto in calo del 28,2% (a 34,4 milioni di dollari), ha inoltre annunciato una riorganizzazione del settore activewear in seguito al pensionamento del chief executive officer dell’unità, Julio Barea, previsto per il 15 maggio. Berkshire Hathaway non è nuova ad acquisizioni nel settore abbigliamento, dato che ha partecipazioni in circa 40 aziende, tra cui Fruit of the Loom, Garan, H.H. Brown Shoe e i marchi di gioielli Ben Bridge e Borsheim’s. Fonte Fashionmagazine

 

Gruppo Coin: vendite in calo

Il cda del Gruppo Coin ha annunciato oggi i risultati del 2005, che hanno registrato una flessione delle vendite dell’1,4%, e l’incorporazione della società in Bellini Investimenti, che attualmente ne controlla il 69,5%. L’operazione, approvata oggi dai vertici delle due società, dovrebbe concludersi entro alcuni mesi ed è finalizzata alla concentrazione delle attività in un’unica realtà (che si chiamerà Gruppo Coin SpA), in modo da ottimizzare le risorse delle due aziende. Secondo il progetto di fusione, che sarà sottoposto alle assemblee delle due società entro il 31 maggio, Bellini Investimenti assumerà il nome e la sede sociale del Gruppo Coin e sarà quotata in Borsa senza soluzione di continuità con l’attuale quotazione della controllata. Il rapporto di cambio tra azioni ordinarie delle due società sarà di uno a uno. Per quanto riguarda i risultati 2005 del Gruppo Coin, il calo del giro d’affari (attestato a 1.058 milioni di euro) va attribuito soprattutto alle difficoltà dell’insegna Coin che, nonostante un recupero nel secondo semestre dello scorso anno, ha registrato una diminuzione del 7,8% delle vendite. Buona invece la performance di Oviesse che, grazie anche alle nuove aperture dirette e allo sviluppo della rete franchising, archivia il 2005 con un fatturato di 718,6 milioni di euro, in crescita del 4,3% rispetto all’anno precedente. In riduzione la perdita netta del gruppo, passata dai 18,6 milioni del 2004 a 14,7 milioni. Cresce, infine, l’indebitamento finanziario netto, salito in un anno da 239 a 275 milioni, a seguito soprattutto dei maggiori investimenti realizzati per le aperture e ristrutturazioni dei negozi Oviesse. Fonte Fashionmagazine

 

Levi Strauss: ricavi in calo

Risultati trimestrali in linea con le attese per Levi Strauss, che ha chiuso i primi tre mesi del 2006 con un calo del 6% nei ricavi (del 4% a cambi costanti) e una crescita del 14% negli utili netti rispetto allo stesso periodo del 2005. A frenare le vendite (che erano cresciute, nell’intero 2005, per la prima volta in otto anni) è stata ancora una volta la flessione riportata dal marchio Levi’s sul mercato europeo, oltre al cambio valutario sfavorevole e al cattivo andamento del brand Levi Strauss Signature nei negozi Wal-Mart degli Stati Uniti. L’azienda americana ha chiuso così il primo trimestre con un fatturato di 960 milioni di dollari, contro i 1.019 dello stesso periodo dell’anno scorso. L’aumento dei profitti (passati da 47 a 54 milioni di dollari) è invece da attribuire soprattutto all’incidenza, sul giro d’affari del gruppo nel primo trimestre 2005, di una perdita di 23 milioni per il pagamento del debito. Da segnalare anche il buon andamento delle vendite sul mercato Asia Pacifico e del marchio Dockers, distribuito negli Stati Uniti. “Avevamo previsto una diminuzione del fatturato – ha commentato il chief executive officer del gruppo, Phil Marineau – perché siamo ancora nel pieno di una ristrutturazione della divisione europea, mentre negli Stati Uniti si stanno consolidando alcuni nostri clienti retail”. Fonte Fashionmagazine

 

Adidas utili in aumento

Target di profitto rialzati e una nuova partnership con l'americana NBA: sono i punti salienti della strategia di Adidas Group per i prossimi tre anni, in seguito all'acquisizione di Reebok, presentata oggi da Herbert Hainer, presidente e ceodell'azienda. Durante la conferenza stampa di presentazione tenuta a Londra, Hainer ha dichiarato che gli utili netti del gruppo sono previsti in aumento ogni anno, con valori a due cifre. L'incremento dovrebbe raggiungere, e forse superare, il 20% nel 2007, in seguito all'impennata delle vendite legata al torneo di calcio World Cup 2006. Fra le opportunità principali per la creazione di ulteriori introiti, Hainer ha indicato il programma di assunzione del controllo di canali di distribuzione e nuove joint venture, come quelle già avviate in Italia e Turchia, mercati in cui si è già registrato un raddoppio delle entrate. Altri settori in espansione sono l'abbigliamento femminile, anche grazie al successo della collezione disegnata da Stella McCartney, e una nuova collaborazione, della durata di 11 anni, fra Adidas e l'americana National Basketball Association (NBA). Secondo i termini della partnership, che dovrebbe generare introiti per un totale di 200 milioni di euro entro il 2009, Adidas produrrà e distribuirà abbigliamento, calzature e accessori a sigla NBA, in esclusiva mondiale. Attualmente gli articoli legati al fenomeno NBA sono venduti in oltre 100 mila punti vendita in altrettanti Paesi. Hainer ha inoltre reso noti i dettagli di un piano di taglio costi di oltre 75 milioni di euro. "Non sappiamo ancora chi giocherà nella finale della World Cup 2006 - ha concluso il ceo - ma oggi possiamo confermare la vittoria di Adidas Group". Fonte Fashionmagazine

 

Giorgio Armani e Mizuno

Giorgio Armani ha siglato un accordo con il marchio di sneaker giapponese Mizuno per creare una nuova collezione di calzature di impronta moda. Il debutto della collezione avverrà durante la sfilata del menswar a Milano, il prossimo giugno. Con questa mossa Armani si unisce a un gruppo di stilisti d’élite che hanno creato sneaker modaiole in collaborazione con noti marchi sportivi. Ricordiamo le liaison fra Jil Sander e Puma, Neil Barrett e ancora Puma, Yohji Yamamoto e Adidas per il brand Y3. Ma Armani tiene a sottolineare che il suo accordo ha risvolti differenti: “Volevo creare delle sneaker speciali ma era fondamentale che fossere autentiche, in grado di fondere tecnologia e moda. A mio parere nessuno produce sneaker più avanzate di Mizuno”. Fondata nel 1906, l’azienda giapponese è nota per la grande durata delle sue scarpe ed è molto apprezzata negli ambienti sportivi, oltre che presso gli amanti delle sneaker. Fonte Fashionmagazine

 

Inditex supera H&M

Con un fatturato di 6,7 miliardi di euro nel 2005 (il 21% in più rispetto all’anno precedente), la società spagnola Inditex si è aggiudicata il titolo di fashion retailer più grande d’Europa, superando il rivale svedese H&M, che ha chiuso l’ultimo esercizio con un turnover di 6,5 miliardi. I buoni risultati aprono la strada a una politica di investimenti da parte del gruppo cui fanno capi i marchi Zara, Pull&Bear, Bershka, Stradivarius, Massimo Dutti e Oysho: quest’anno saranno spesi tra 850 e 950 milioni di euro in nuove aperture, compreso il primo punto vendita in Corea. Anche gli utili di Inditex hanno messo a segno una crescita a due cifre (+26%), raggiungendo gli 803 milioni di euro. L’incremento è stato trainato dal 22% in più di superficie retail e un progresso del 5% nelle vendite su base comparabile. Il gruppo sta spingendo per rafforzare la sua espansione internazionale, che ha visto l’apertura, lo scorso anno, di 448 negozi, mentre altri 410-490 store sono in programma per il 2006. Nel 2005 Inditex ha debuttato a Monaco, in Costa Rica, Indonesia Thailandia e nelle Filippine e ha aggiunto Tunisia, Cina e Serbia a partire da gennaio. Per l’anno in corso, il gruppo, che fattura all’estero il 57% del giro d’affari totale, si concentrerà sull’espansione in Europa e nella regione Asia-Pacifico. Fonte Fashionmagazine

 

Gas: parte la linea bimbi del brand

Esordirà a Pitti Immagine Bimbo la linea Gas in taglie piccole, una collezione maschile e femminile per un target di età dai 6 ai 14 anni. Sarà distribuita inizialmente in Italia nei canali plurimarca e nei monomarca e, successivamente, si pensa di ampliare il raggio di azione a Paesi quali Spagna, Inghilterra e Germania. Archiviato il 2005 a quota 158 milioni di fatturato rispetto ai 148 del 2004, Gas punta a crescere anche grazie al potenziamento della partnership con il gruppo Honda. L’azienda veneta è sponsor ufficiale del team dal 1998, oltre che licenziatario per la distribuzione dell’abbigliamento Honda nel mondo. Proprio in cosiderazione di questa affermazione, è nata la decisione di creare una business unit ad hoc che curerà la collezione. Un’operazione che dovrebbe portare a raddoppiare il giro di affari nel 2006 rispetto agli odierni 5 milioni di euro. In tale ottica rientrano gli accordi siglati con i principali aeroporti internazionali per creare corner con insegna Gas Honda. Fonte Fashionmagazine

 

Tokyo: Ralph Lauren apre un flagship

Il freestanding flagship store di Ralph Lauren a Omotesando si inaugura ufficialmente oggi, con apertura al pubblico a partire da domani: lo stilista americano è presente in prima persona per il taglio del nastro di questo spazio, esteso su 2.400 metri quadri. Insieme al designer sono volati a Tokyo la moglie e tre figli. L'occasione, del resto, è importante: l'avvio di un negozio faraonico, icona dell' "American luxury style" di cui la griffe Polo Ralph Lauren è l'emblema, inserito in un edificio di prestigio in perfetto stile "Beaux Arts". In scena tutte le sfaccettature del mondo Ralph Lauren, comprese la Purple Label per l'uomo, la Collection per la donna e, declinate sia al maschile sia al femminile, la Black Label e la Blue Label. Non mancheranno, poi, gli accessori, il su misura, l'oggettistica e tutto quanto "fa" Ralph Lauren. Secondo un articolo apparso sul sito wwd.com, la boutique dovrebbe generare un fatturato fra i 35 e i 40 milioni di dollari l'anno. I "Ralph Lauren store" sparsi nel mondo sono attualmente 278. Fonte Fashionmagazine

 

Mariella Burani

Continua a crescere il Mariella Burani Fashion Group, che ha chiuso il bilancio 2005 con ricavi consolidati per 483,1 milioni di euro, in salita del 12,5% rispetto al 2004. Ottimo anche l’andamento dell’utile netto che è quasi triplicato, passando da 7,8 a 22,3 milioni di euro (+186,3%). L’incremento del fatturato è stato generato dalla crescita della divisione leather good Antichi Pellettieri (+20,4%) - spinta dalle collezioni di borse e accessori di Braccialini (+50,6%) e Francesco Biasia (+10,2%) e dalla linea di calzature Baldinini (+35,7%) – ma anche dal buon andamento dei marchi Mariella Burani e René Lezard. I mercati che hanno contribuito in modo forte all’espansione del gruppo nel 2005 sono il Medio ed Estremo Oriente, l'Europa dell'Est e la Russia: due aree, queste ultime, che rappresentano il 15,2% del giro d’affari totale. Infine, l’ampliamento della rete distributiva diretta con 241 boutique in tutto il mondo alla fine dell’anno, ha portato l'incidenza del fatturato generato dai dos (directly operated storse) al 36,1%, in aumento del 22,6% rispetto al 2004. Un netto miglioramento si è visto anche sul fronte della redditività, con un margine operativo lordo salito del 35,9% a quota 61,4 milioni di euro. Tale risultato è attribuibile anche alla continua evoluzione del "sales mix", che riflette inoltre un aumento del 13% dei ricavi generati dai marchi propri, i quali rappresentano il 91,4% del fatturato generale. Ancor meglio è andata per il reddito operativo, salito del 47% a 42,7 milioni di euro. Il 2005 di Mariella Burani Fashion Group si è chiuso dunque positivamente, con performance che sottolineano e confermano l’andamento tenuto dal gruppo dalla data della quotazione, circa cinque anni fa, con una crescita media annua del 25%. Intanto per l’esercizio in corso, che ha già visto a febbraio l’acquisizione del 51% di Coccinelle e la vendita del 3,3% della propria partecipazione in Antichi Pellettieri a Itochu Corporation per 10 milioni di euro, il management della holding conferma le previsioni di crescita a due cifre. Fonte Fashionmagazine

 

Ferragamo: prossimi opening

Prossime aperture per Salvatore Ferragamo, che si fa strada nei mercati emergenti con l'inaugurazione dei suoi due primi flagship store in India e Vietnam. Secondo quanto comunicato dalla società fiorentina, sarà il Grand Hyatt Plaza hotel di Mumbai a ospitare il primo monomarca indiano. Fulvia Visconti Ferragamo, vice presidente dell'azienda, ha dichiarato: "L'India è un mercato di grande prestigio per noi; lo consideriamo molto promettente, dotato di un gusto raffinato per i brand di lusso e di un potenziale di crescita interessante". Lo store occupa una superficie di 150 metri quadrati e offre tutte le linee di prodotto del marchio: abbigliamento uomo e donna, accessori, occhiali, fragranze e calzature. Dal punto di vista operativo, Ferragamo si affida a Ssipl Luxury Fashion Private, distributore indiano di calzature che ha lanciato nel Paese anche l'americana Nike. A tre giorni di distanza dall'apertura dello store di Mumbai, seguirà l'inaugurazione ufficiale del primo punto vendita vietnamita, situato a Ho Chi Minh City. Un milione di dollari le vendite che l'azienda, con questo nuovo monomarca, prevede di raggiungere nel medio termine. Ferragamo è presente nel mondo in più di 450 store e ha chiuso il 2005 con 575 milioni euro di ricavi. Fonte Fashionmagazine

 

Hermès aumenta gli utili del 15%

Il 2005 per Hermès si chiude con una crescita di vendite (+7,2% rispetto al 2004) e utili (+15,4%) che ha interessato tutti i settori del gruppo e tutti i mercati in cui opera, anche grazie all’espansione del network distributivo. Ammontano a 1.427 milioni i ricavi della griffe, trainati in particolare dai risultati ottenuti nei negozi a gestione diretta. L’aumento più deciso è stato registrato nella regione Asia-Pacifico (+11%), seguita da America (+10%), Asia (+7,5%) ed Europa (+7%). A crescere di più è stata la divisione Profumi (+12%), ma la performance positiva ha coinvolto anche i prodotti serici (+9%), il settore abbigliamento e accessori (+8%) e quello borse e valigie (+8%). I profitti netti del gruppo francese del lusso hanno raggiunto i 247 milioni di euro, mentre gli investimenti si sono attestati a 119 milioni. Soddisfatti dei risultati il ceo di Hermès, Jean-Louis Dumas che lascerà il gruppo a fine marzo, dopo 27 anni di carriera, per motivi di salute e il suo successore e attuale co-ceo Patrick Thomas, che hanno annunciato anche per il 2006 un’ulteriore espansione del gruppo e della sua rete retail. Fonte Fashionmagazine

 

Mandarina Duck cresce del 13%

Ricavi in crescita e ritorno all'utile per Mandarina Duck. L’azienda bolognese ha infatti chiuso il 2005 con un fatturato consolidato di 75,5 milioni di euro, pari a un incremento del 13,4% rispetto al 2004. L'utile pre-tax ha invece raggiunto i 3,1 milioni di euro. La performance positiva, spiega il direttore generale Mireia Lopez Montova, è il risultato di una strategia messa in atto negli ultimi due anni, che ha visto l’azienda “rifocalizzarsi sul core business, pelletteria e accessori, rinnovando l’offerta e aggiungendo otto nuove linee”. Per raggiungere l’efficienza operativa, inoltre, Mandarina Duck ha chiuso il settore abbigliamento e riorganizzato la distribuzione. Con sette punti vendita inaugurati lo scorso anno (di cui tre in Italia) e due nuovi outlet, l’azienda ha puntato a rafforzare la rete distributiva; allo stesso scopo sono stati siglati accordi di distribuzione in Cina e Giappone e negli Stati Uniti, mentre per il 2006 sono previsti due opening a Mosca. Non si escludono poi nuovi contratti di licenza, che andranno ad aggiungersi ai due avviati nel 2005: quello per la realizzazione di un profumo (entro la metà dell’anno sarà lanciata anche la fragranza per l’uomo) e quello – stipulato con Tommy Hilfiger – per il settore pelletteria in Europa, che ha prodotto un fatturato di 9 milioni di euro. Infine, conclude Mireia Lopez, “nell’anno in corso punteremo ad ampliare l’offerta nel segmento business e viaggio, oltre a consolidarci sui mercati europei”. Fonte Fashionmagazine

 

Taglie standardizzate in Europa

Il Technical Commitee CEN/TC 248 ci sta lavorando da una decina d’anni. Ora gli esperti hanno raggiunto un’intesa di massima e completato un sistema - EN 13402 - per attribuire ai capi di abbigliamento taglie standardizzate su scala europea. La pubblicazione è in programma per il 2007, mentre l’applicazione avverrà l’anno successivo. Come spiega l’associazione tessile svizzera Textilverband Schweiz, la dimensione di riferimento sarà, in futuro, la circonferenza toracica espressa in centimetri, misura che sarà completata da altre indicazioni, come somatotipo e altezza, espresse mediante un codice a due lettere. In base al nuovo sistema di designazione delle taglie, una donna alta, per esempio, 1 metro e 76 centimetri, con una circonferenza toracica pari a 100 centimetri e 104 centimetri di fianchi, indosserà la 100BG (corrispondente alla 44 in Germania). Anche il sistema attualmente in uso si basa sulla circonferenza del torace, ma la formula di calcolo della taglia varia da Paese a Paese. In Svizzera, Germania e in altre aree a Nord delle Alpi, per citare un caso, a una circonferenza di 88 centimetri corrisponde la taglia femminile 38 (pari alla circonferenza meno 12 diviso 2). La misura maschile 50 deriva invece da una circonferenza di 100 (la taglia si ricava dividendola per 2). Fonte Fashionmagazine

 

Armani punta ad aumentare

28 Marzo 2006 Armani punta ad aumentare del 40% le vendite in Cina L'obiettivo è accrescere del 40% il fatturato retail realizzato in Cina, per raggiungere entro la fine del 2006 un turnover di 113 milioni di euro, pari al 3% del giro d'affari globale del gruppo: un traguardo ambizioso, quello di Armani, considerato possibile dall'azienda grazie alla rapidità di sviluppo registrata finora in questo Paese. Basti considerare che nel 2001 la griffe aveva nella Repubblica Popolare 14 negozi monomarca e 18 shop-in-shop, mentre a fine 2005 è arrivata a contarne rispettivamente 35 e 28. Nuove aperture sono previste per l’anno in corso, per raggiungere quota 40 flagship store e 35 shop-in-shop. Fonte Fashionmagazine

 

Adidas e Stella McCartney

Adidas e Stella McCartney proseguono la collaborazione fino al 2010. L’accordo, che sarebbe dovuto scadere alla fine del 2007, era partito nel febbraio del 2005 con il debutto di una collezione rivolta a un network di pochi negozi, soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone. Da allora il numero dei punti vendita ha superato le 400 unità in 40 Paesi, supportando una crescita delle vendite a tre cifre. Adidas by Stella McCartney è una collezione femminile di abbigliamento, calzature e accessori che fonde i concetti di performance e di stile offrendo una gamma di prodotti per il running, la palestra, il nuoto, il tennis e, dall’autunno-inverno 2006-2007, gli sport invernali. In Italia al momento è distribuita solo nel monomarca di via del Corso a Roma, ma non si esclude dal prossimo inverno l’approdo presso il monomarca milanese e nei canali plurimarca. Fonte Fashionmagazine

 

Gucci punta verso l'Asia

17 Marzo 2006 Gucci punta verso l'Asia Gucci guarda all'Asia e punta a rafforzare il settore abbigliamento, che rappresenta attualmente il 12% del suo fatturato complessivo. Secondo il chief executive officer della società, Mark Lee, a breve apriranno nuovi store a insegna Gucci in Giappone, a Hong Kong e in Cina, dove il marchio ne conta attualmente otto e altri tre se ne aggiungeranno entro la fine dell'anno. Il progetto di rafforzamento in Asia segue i buoni risultati ottenuti in quest'area nel 2005: le vendite della griffe sono aumentate dell'11% in Giappone, mercato che rappresenta ora il 22,7% del fatturato totale (pari, nel 2005, a 1,8 miliardi di euro, cioè il 14% in più rispetto al 2004). Nel resto dell'Asia i ricavi sono cresciuti del 28,5%, contribuendo del 20,7% alle vendite complessive. Con un'incidenza del 43,4% sul giro d'affari totale, l'Asia rappresenta perciò un mercato strategico per il marchio, che realizza invece in Europa il 32,8% in Europa e il 20,5% negli Stati Uniti. Fonte Fashionmagazine

 

Puma debutta nel capoluogo lombardo

In corso Buenos Aires, oggi, apre i battenti il nuovo monomarca Puma, di circa 240 metri quadri su due piani. Da scoprire, all’interno dello spazio, il progetto Mongolian BBQ, che permette di personalizzare le sneaker. Debutta anche la nuova fragranza dedicata ai mondiali di calcio. Prossimo step, in luglio, Firenze. “Oltre alla prossima apertura nel capoluogo toscano – ha detto a fashionmagazine.it Alberto Giorgi, retail manager Italia di Puma – stiamo valutando altre location in città come Bologna, Torino, Verona”. “Tutti i nostri punti vendita – ha precisato Giorgi – sono a gestione diretta e, attualmente, in Europa disponiamo di una ventina di negozi”. Il nuovo store, all’angolo di via Felice Casati-, presenta al pubblico le linee uomo, donna, accessori e calzature ed è contraddistinto da un design lineare ed essenziale, progettato da Kanner Architects di Los Angeles, che tende a esaltare le colorate collezioni del brand di sportswear. Speciali e invitanti i camerini di prova personalizzati da grafiche che ricreano contesti particolari, quali un campo da golf, una libreria, un magazzino di biciclette e una sauna. L’idea è qualla di trasmettere alla gente la sensazione di indossare i capi Puma in un ambiente inusuale e fantasioso, che si distacca dalla routine quotidiana. Molto divertente è anche il progetto del Mongolian BBQ, che trae ispirazione dall’arte del barbecue nella cucina mongola. I clienti infatti possono cimentarsi nell’arte calzaturiera, scegliendo i 13 pezzi che compongono una sneaker e, dopo 4-6 settimane, riceveranno le loro scarpe dall’immagine unica. Il costo è di 130 euro. Fonte Fashionmagazine

 

Yoox archivia il 2005 crescita del 47%

Il 2005 è stato un anno di successi per Yoox, partner di e-commerce dei principali brand della moda. I ricavi sono saliti a 53 milioni di euro, mettendo a segno una crescita del 47% rispetto al 2004. Per il quinto anno consecutivo, dunque, Yoox (creato nel 2000 come piattaforma per designer e aziende di tutto il mondo) ha visto migliorare le proprie performance economiche, consolidando la propria presenza nelle piazze già esplorate (Europa, Usa e Giappone) e puntando su nuovi mercati, come Russia e Corea. Tornando ai numeri del 2005, Yoox ha registrato una media di 2,5 milioni di visitatori al mese e 620 mila capi venduti e consegnati in 3-4 giorni a clienti di tutto il mondo. Nell’immediato futuro, afferma il fondatore e amministratore delegato Federico Marchetti, il gruppo prevede di crescere a ritmi del 50% circa ogni anno, grazie in particolare ai mercati statunitense e giapponese e al lancio di una piattaforma di e-commerce su scala mondiale, che ne farà uno dei pochi siti per lo shopping di moda online in grado di vendere nei cinque continenti. Fonte Fashionmagazine

 

La Cina non vuole le sanzioni

La Cina protesta sulle sanzioni proposte dall’Ue e impone dazi ai produttori stranieri. Anche in Europa c’è chi "rema contro": la Federation of the european sporting goods industry (Fesi) teme che le misure antidumping arrivino a danneggiare anche i consumatori. Come riportato da Il Sole 24 Ore, il ministero del commercio di Pechino ritiene che il progetto europeo di imporre dazi antidumping sulle importazioni di scarpe cinesi sia “ingiusto e privo di legittimità” (vedi fashionmagazine.it del 24 febbraio). La Repubblica Popolare, secondo quanto emerge dal quotidiano finanziario, non brilla tuttavia per l’apertura ai mercati stranieri, tanto meno al made in Italy, anche se i dazi applicati stanno tendenzialmente diminuendo e, in alcuni casi, si sono azzerati (attualmente oscillano tra il 10 e il 24% per le scarpe e seguono il principio che più pregiato è il bene, più alto è il dazio). Quanto alla Fesi – rappresentativa dell’industria europea del settore “sporting goods”, che è in grado di realizzare un giro d’affari di 40 miliardi di euro e occupa 643 mila addetti - nei giorni scorsi ha manifestato il proprio dissenso in merito all’imposizione di dazi antidmping, convinta che a subirne le conseguenze saranno l’industria europea del footwear e i consumatori comunitari. Peter Mandelson, commissario al Commercio Ue, ha infatti invitato i retailer e gli iportatori ad “assorbire” i dazi stessi, il che si tradurrà, come spiegano dalla federazione, in un ricarico nei prezzi applicati al cliente finale. A supporto delle proprie previsioni, Fesi ha riportato alcuni dati emersi da un recente studio del Ministero dell’economia danese in merito all’impatto dei provvedimenti antidumping sul comparto calzaturiero: genereranno perdite annuali per 295 milioni di euro (somma degli effetti negativi su consumatori e aziende del footwear che delocalizzano in Cina e Vietnam). I “vantaggi” sono stati invece stimati attorno a 37 milioni di euro. Fonte Fashionmagazine

 

French Connection: utili in discesa

Nel 2005 l'utile netto della Casa britannica French Connection è sceso del 57%, a quota 10 milioni di sterline contro i 23 del 2004. In calo del 7% il fatturato, pari a 246,3 milioni di sterline. Le vendite europee si sono attestate sui 113 milioni di sterline, in avanzata del 2% ma in arretramento del 5% su base like-for-like. Sul versante wholesale, il business si è ridotto del 25,6%, per un valore di 75,4 milioni di sterline. Il chairman di French Connection, Stephen Marks, ha commentato questi risultati sottolineando che, dopo un inverno 2005 complessivamente non sfavorevole, anche gli ordini per l'estate 2006 lasciano sperare in un'inversione di rotta, seppure lenta, con una spina nel fianco rappresentata dal Vecchio Continente: un'area dove gli ordini wholesale continuano a essere sotto del 25% rispetto alla primavera di un anno fa. Non va molto meglio negli Stati Uniti, dove nel 2005 le vendite like-for-like hanno incassato il colpo di un -10%, un'impasse controbilanciata dal +24,2% sul versante wholesale. Le speranze del management si concentrano sull'Asia, dove attraverso joint-venture a Hong Kong, in Cina e in Giappone la Casa inglese gestisce 30 store. Fra i brand del gruppo regge Nicole Farhi che, a detta dei portavoce di French Connection, sta ottenendo buone performance. Fonte Fashionmagazine

 

Yamamay: obiettivo 66 milioni

Prosegue la crescita di Yamamay, insegna dell'underwear e della pigiameria che fa capo alla varesina Inticom: nei prossimi due mesi apriranno 40 nuovi monomarca tra cui uno a Milano, in corso Vittorio Emanuele. Il fatturato di Inticom dovrebbe passare, entro fine 2006, da 51,5 a 66,1 milioni di euro. Già il risultato dello scorso anno è stato ottimo: il giro d'affari, infatti, ha fatto un balzo in avanti del 51% rispetto al 2004 mentre l'utile netto si è attestato a quota 4,9 milioni di euro e il sell out nei negozi si è incrementato del 12%. I vertici della società - che appartiene per il 50% alla famiglia Cimmino e per il restante 50% alla famiglia Garda - nutrono grandi aspettative soprattutto nei confronti dell'imminente opening nel capoluogo lombardo: una boutique a gestione diretta, frutto di un investimento di 5 milioni di euro. Un altro sbarco strategico, fra i 40 preventivati a breve, è quello a Montecarlo. Ma tra i fronti caldi per lo sviluppo del brand spiccano anche la Grecia e i Paesi del bacino del Mediterraneo. Entro fine estate gli spazi Yamamay saranno 350: 16 diretti e 334 in franchising. Fonte Fashionmagazine

 

Barberino Designer Outlet

nuovo mega outlet center realizzato da McArthurGlen, in joint venture con Fingen, nei pressi di Firenze, a Barberino del Mugello. Con 24 mila metri quadri di superficie coperta, 100 negozi (di cui attualmente attivi 78) e 75 milioni di euro di investimento, il centro conta di fatturare 100 milioni di euro all’anno. Prossimo step, nel 2007, l’apertura a Marcianise, tra Napoli e Caserta. "Oltre all'outlet campano - ha detto Stefano Stroppiana, a.d. di McArthuGlen Italia - stiamo considerando possibili location in Sicilia, Veneto e sull'Adriatico. A livello internazionale sbarcheremo in Grecia e in Russia". Al momento i più importanti brand presenti a Barberino sono Ck Jeans, Prada, Guess, Pollini, Missoni, Bruno Magli, Puma, Adidas, Pal Zileri, Diffusione Tessile e Bose."Per quanto riguarda l'assortimento - ha spiegato Stroppiana - la presenza nella zona di outlet del lusso, non ha consentito la duplicazione dell'offerta di Serravalle e Castel Romano. Vista, però, la propensione dei toscani, ma non solo, per gli acquisti 'intelligenti', siano certi di ottenere risultati in linea con quelli degli altri due nostri centri". Il nuovo Designer outlet che si basa sul concetto di shopping-entertainment, si sviluppa sulle sponde del fiume Sieve, e presenta un concept architettonico che richiama gli elementi più diffusi dell’atmosfera rinascimentale toscana, privilegiando l’intonaco decorato, i rivestimenti in cotto, in pietra forte e a spacco, la pietra serena, la copertura in coppi e in tegole. "L'outlet - dice al riguardo Jacopo Mazzei, a.d. di RDM, comparto Real Estate di Fingen - si colloca all’interno del Mugello, un’area da sempre al centro degli interessi di Fingen nelle sue varie attività moda e immobiliare e si integra con altre importanti iniziative di carattere turistico, quali lo sviluppo del lago di Bilancino e di valorizzazione delle risorse culturali e artistiche della zona". Il complesso di Barberino, oggi inaugurato con la testimonial Manuela Arcuri, verrà aperto ufficialmente al pubblico domenica. Con una piccola incognita, quella del traffico: infatti il previsto ampliamento del casello autostradale non è ancora stato realizzato. I lavori dovrebbero essere ultimati in autunno. Fonte Fashionmagazine

 

A Tokyo il più grande negozio Bulgari

Il Giappone si riconferma uno dei mercati chiave di Bulgari, che in quest’area, dove è approdato pe la prima volta oltre 20 anni fa, realizza il 26% del proprio fatturato. Il gruppo del lusso annuncia, infatti, l’apertura di un nuovo flagship store a Ginza, uno dei quartieri più "alla moda" di Tokyo, per la fine del 2007. Si tratta della Bulgari Ginza Tower, struttura di proprietà della Sankyo alta 56 metri, che conta dieci piani e un tetto a terrazza, nonché 952 metri quadrati di superficie dedicati alla vendita: il più grande negozio Bulgari al mondo. Il design dell’imponente facciata, come spiegano dalla società, è stato curato da uno staff di architetti interni, mentre l’edificio, ispirato a uno scrigno per i gioielli, è stato progettato da Shimizu Corporation, società di Tokyo esperta in architetture “estreme”. Nella maestosa tower nulla è lasciato al caso. Risalendo dal basso verso l’alto, il primo piano sarà abitato da gioielli e orologi, mentre il secondo dagli accessori (borse, occhiali, piccola pelletteria e proposte in seta). Il terzo ospiterà una sezione dedicata agli anelli di fidanzamento e sale vip per l’alta gioielleria, il quarto uno spazio post vendita con tecnici specializzati nella riparazione degli orologi. Dal quarto al settimo floor avrà sede, invece, il quartier generale di Bulgari Japan, mentre nei piani alti è in progetto la realizzazione di un vip club lounge, un ristorante italiano e un bar con ingresso e scensore dedicati. Fonte Fashion Magazine

 

Christian Dior: +16%

Sulla scia di una crescita dell’11% delle vendite (pari a 14,55 miliardi di euro), il risultato operativo annuale del gruppo del lusso francese Christian Dior raggiunge i 2,79 miliardi di euro, in aumento del 16% rispetto all’esercizio 2004. L’utile netto sale del 14,6% a 1,65 miliardi di euro. Come riportato da fashionmagazine.it lo scorso giovedì, la controllata Lvmh ha registrato un’analoga performance a livello di utile operativo, raggiungendo i 2,74 miliardi di euro (oltre il 98% del totale). Christian Dior Couture, invece, evidenzia un miglioramento dell’Ebit del 6% e arriva a quota 53 milioni di euro. Le prospettive, come indica il management, sono di un “significativo” aumento per la fine dell’esercizio in corso, sia per la divisione couture sia per l’intero gruppo. Il dividendo che sarà proposto all’assemblea degli azionisti, in calendario il prossimo 11 maggio, è pari a 1,16 euro per azione, il 20% in più rispetto al 2004. Fontefashionmagazine

 

Krizia: nuova linea KriziaUomo

Ha durata cinque anni l’accordo di licenza che lega la maison Krizia alla Facib, azienda di Solbiate Olona, Varese, che si occupa della produzione della nuova linea KriziaUomo Sportswear. Rivolta alla fascia media del mercato, la collezione ha prezzi che partono dai 20 per arrivare ai 150 euro al sell-in e si declina in un total look che comprende giacconi, giubbotteria, jeans, pantaloni sportivi, maglieria, T-shirt e camicie. Decolla con l’inverno 2006-2007 e si rivolge a un target di clientela medio-alto. “Obiettivo di fatturato – spiega Luigi Cortesi, presidente di Facib – è di partire con 2 milioni di euro nel primo anno per arrivare a 10 milioni nell’arco di cinque anni”. Fonte Fashionmagazine

 

Riassetto azionario per Zegna

Nuovo patto fra gli azionisti della Ermenegildo Zegna, in questi giorni sotto i riflettori per la partnership nel menswear con Tom Ford. Gli otto componenti della famiglia danno vita alla Monterubello, che controlla il 100% delle quote del gruppo tessile. La newco nasce dopo la decisone di fondere le società Zeus ed Hermes, cui fanno capo rispettivamente le quote (in tutto il 50%) della famiglia di Angelo e Marisa Zegna (oltre all’a.d. della Ermeneglido Zegna, Gildo Zegna, anche Anna, Benedetta ed Elisabetta) e il pacchetto (l’altro 50%) in mano ai discendenti di Aldo (scomparso nel 2000) e Andreina Zegna (oltre a Paolo, amministratore della Zegna come Gildo nonché presidente della Federazione Smi-Ati, anche Andrea, Laura e Renata). Non più un’organizzazione per rami familiari, dunque, ma una struttura azionaria in cui l’interesse dell’impresa è comune. Nella Monterubello, infatti, ciascuno degli otto azionisti della terza generazione della famiglia fondatrice deterrà una partecipazione del 12,5%. Angelo Zegna, inoltre, diventa socio d’opera: il suo parere avrà un particolare peso in determinate circostanze, come nel caso della cessione a terzi di beni che costituiscono il patrimonio sociale dell’azienda. La volontà di mantenere compatta la famiglia emerge anche dallo statuto. La vendita di quote a terzi, per esempio, necessita dell’ok di tutti gli azionisti e del socio d’opera. A proposito di un’eventuale quotazione in Borsa, l’operazione è uno dei motivi di recesso da parte di un socio contemplato dallo statuto della neocostituita Monterubello. Fonte Fashionmagazine

 

Taglie: verso il codice unico

Ieri il Cen (Comitato Europeo di Normalizzazione) ha approvato, durante una riunione a Firenze, un codice unico volto a uniformare le taglie nei Paesi europei, che dovrebbe entrare in vigore entro i prossimi due anni. Si tratta di un codice alfanumerico composto da cinque "digit" per l'adulto e da quattro per il bambino: nel caso dell'adulto, i primi tre "digit" corrispondono a una misura del corpo fondamentale per un determinato capo di abbigliamento (per esempio, la circonferenza toracica per una giacca), il quarto indica il somatotipo e il quinto l'altezza. Una svolta che, per diventare operativa, deve superare due step fondamentali: innanzitutto, la votazione da parte degli organismi nazionali che si occupano di etichettatura, tra cui l'italiano Uni; in secondo luogo, l'adeguamento ai mutati criteri da parte dei produttori dell'Ue. Fonte Fashionmagazine

 

Inditex approda in Cina

Si ampliano gli orizzonti del gruppo Inditex in Asia, in seguito all’apertura di uno store Zara a Shanghai e di progetti che stanno maturando nel Paese del Sol Levante. La scorsa settimana, l’azienda de la Coruña ha inaugurato un punto vendita di 2.000 metri quadri su due piani nella Nanjing West Road, una delle zone dello shopping più animate della città. Si tratta del primo negozio dell’azienda in Cina, dove i progetti prevedono ulteriori aperture quest’anno, inclusi store a Shanghai, Guangzhou e Pechino. L’apertura dà a Inditex un vantaggio rispetto ad altri specialisti della fast fashion quali Gap e Hennes&Mauritz, che non hanno ancora vetrine nel Paese. In seguito all’avvio del punto vendita di Shanghai, Inditex è ora presente in 62 nazioni. Questo negozio è il trentaduesimo nella regione Asia-Pacifico, dove sono presenti oggi vetrine in Malesia, Singapore, Tailandia, Indonesia, Filippine, Cina e Giappone. Un territorio, quest'ultimo, dove sono in atto importanti manovre: secondo quanto riporta il sito just-style.com, è stato da poco rilevato il partner locale, Bigi, in modo da procedere con passo più spedito sul mercato. In cifre, questa operazione equivale a circa sei new opening l'anno nel prossimo futuro, che si aggiungeranno alle 18 vetrine Zara già esistenti, prendendo in considerazione anche le piccole città. Non è escluso che questa mossa faccia da apripista all'ingresso in Giappone del brand Massimo Dutti, altro cavallo vincente di Inditex. Il gruppo, inoltre, aprirà entro il 2006 anche il primo store in Corea. Inditex, che può contare su oltre 2.700 negozi, ha dichiarato di voler arrivare a quota 109 shop in Asia entro il 2009. Fonte Fashionmagazine

 

Lollipops: +12% nel 2005

Sinonimo di accessori moda colorati e divertenti, il brand Lollipops ha archiviato il 2005 a quota 9,5 milioni di euro, in ascesa del 12% rispetto al 2004. Il prossimo futuro è scandito da un intenso programma di opening. Sono attualmente 12 i negozi diretti e 11 quelli in franchising con questa insegna, che lo scorso anno ha avviato una succursale a Nizza e spazi a Digione, Clermont-Ferrand, La Réunion e Guadalupe, senza contare gli investimenti sui mercati greco, coreano, taiwanese, russo, rumeno e thailandese. Nel 2006 dovrebbero alzare la saracinesca circa 15 punti vendita, di cui tre in Spagna, quattro in Italia, tre o quattro nell'ex Urss e uno in Grecia. I fondatori del marchio, Yann Ducarouge e Marjorie Mathieu, intendono inoltre affacciarsi su territori inesplorati, come la Florida (dove è stato recentemente siglato un contratto con un master franchisee) e la Cina, con il primo sbarco a Shanghai nel dicembre 2005 e la prospettiva di avviare un'attività di commercio online, oltre a una serie di corner nei department store. In Europa, un Paese con potenzialità ancora da sfruttare è la Gran Bretagna, dove è in programma l'avvio di una succursale. A parte i monomarca, sono 450 i multimarca che distribuiscono Lollipops in Francia, 250 in Italia e 310 in Spagna. Per supportare lo sviluppo presente e futuro, Ducarouge e Mathieu hanno deciso di centralizzare la logistica in un unico quartier generale a Pantin in Francia, con l'eccezione di una showroom a Parigi. Fonte Fashionmagazine

 

MilanoVendeModa anticipa

Con l’intento di coadiuvare il progetto di decongestionamento del calendario del prêt-à-porter femminile, MilanoVendeModa ha anticipato dal 22 al 25 settembre 2006 lo svolgimento della prossima edizione del salone, presso i padiglioni di Fieramilanocity. In questo modo, i vertici di Expo Cts, ente organizzatore della rassegna meneghina, hanno voluto rispondere alle esigenze espresse dalla clientela nazionale e internazionale – quest’ultima rappresenta il 25% del totale, con 2 mila visitatori nel corso dell’ultima edizione – che nell’arco di una settimana avrà la possibilità di visionare, insieme a MilanoVendeModa, le rassegne di Micam e Mipel, in programma negli stessi giorni. Fonte Fashionmagazine

 

Allarme ricavi per Gap

Gap Inc, il fashion retailer statunitense a cui fanno capo i marchi Gap, Banana Republic e Old Navy, ha subito il suo primo calo, in quattro anni, nei profitti annuali. In declino anche le performance di vendita, che la società non crede di poter migliorare prima dell’estate. Il gruppo con sede a San Francisco ha registrato una diminuzione del profitto netto del 3,2%, arrivando a 1,11 miliardi di dollari (933,7 milioni di euro), con vendite in discesa del 2% (-5% a periodo confrontabili), pari a 16 miliardi di dollari complessivi. Le vendite negli Stati Uniti hanno segnato un decremento del 5% per Gap e Banana Republic e del 6% per Old Navy, a pari perimetro di consolidamento. Fuori dagli States, dove la società genera vendite per 1,5 miliardi di dollari, il calo (a periodi confrontabili) è stato di 3 punti percentuali, ma meno grave se comparato con la flessione dell’8% registrata l’anno precedente. Il gruppo, in particolare, ha perso terreno soprattutto nel quarto trimestre, con vendite diminuite del 2% (-6% like for like). I profitti netti hanno segnato un regresso dell’11%, pari a 337 milioni di dollari. Dopo un leggero recupero in gennaio, la società ha nuovamente detto che “il flusso commerciale di febbraio è diminuito del 13%”. Gap ha inoltre allertato sulle performance della prima metà dell’anno: le stime sono di una ulteriore flessione.

 

BS Private Equity acquisisce Arena

Il Gruppo Arena passa nelle mani della società italiana di investimento BS Private Equity, che ha ufficializzato l’acquisto del 100% dell’azienda svizzera di sportswear. Il capitale di Arena Distribution (holding del Gruppo Arena e titolare del marchio) è stato acquistato dalla società di private equity attraverso un operazione a cui hanno preso parte anche il presidente e a.d. del Gruppo, Cristiano Portas, e alcuni membri del Top Management. Con un fatturato di oltre 350 milioni di euro nel 2005, il Gruppo Arena è ai primi posti mondiale nel settore swimwear. L’obiettivo del nuovo gruppo di azionisti, che hanno rilevato le quote da Investitori Associati, è rafforzare il business, l’immagine e l’importanza del brand a livello internazionale, attraverso una riorganizzazione aziendale, una nuova strategia di marketing e importanti investimenti in ricerca e sviluppo.

 

H&M lancia una nuova linea per bambini

Una nuova linea di childrenswear per H&M, che in primavera porterà nei negozi "Young", gamma per la fascia dai 9 ai 14 anni per sostituire "Dubbster", rivolta a piccoli tra i 7 e i 12 anni. Si tratta di una linea di abbigliamento più "fashion", che sarà allestita separatamente all'interno dei reparti bambino H&M, che comprendono anche H&M Kids, Logg, H&M Baby, Newborn e altre linee in licenza. "Abbiamo deciso di dividere il comparto childrenswear – afferma Margareta van den Bosch, chief designer dell'azienda svedese – e con questa nuova organizzazione, presentiamo ora in reparti diversi l'abbigliamento per il segmento da 1 a 8 anni e le proposte di moda giovane per ragazzini tra i 9 e i 14 anni". Fonte FashionMagazine

 

Nike cita in giudizio Adidas

Nike cita in giudizio la rivale tedesca Adidas-Salomon, accusandola di aver violato le norme sui brevetti e di aver realizzato alcuni tipi di scarpe utilizzando la tecnologia Nike. La società americana sostiene che diverse paia di scarpe Adidas sarebbero state prodotte utilizzando indebitamente un tipo di teconologia di imbottitura ("Shox cushioning") messo a punto e brevettato da Nike. Tra le calzature "incriminate", ci sarebbero le scarpe da basket con la firma di Kevin Garnett e la linea footwear 1 running. Nike afferma che la tecnologia Shox, che ha debuttato nel 2000, è protetta da più di 19 diversi brevetti e che ha richiesto 16 anni di ricerca e ingenti investimenti finanziari per il suo sviluppo. Adidas non ha voluto commentare l’accusa, che rischia di frenare le vendite delle scarpe citate in giudizio, ma ha tuttavia comunicato che sta analizzando il contenuto del richiamo con i suoi consulenti legali. Fonte FashionMagazine

 

Lista degli outlet Italiani

McArthur Glen Serravalle Outlet Dove: Serravalle Scrivia (Alessandria), tra Milano e Genova.Cosa trovi: 130 negozi di abbigliamento, sport, casa, accessori e giocattoli in una vera e propria cittadella per l'acquisto Fox Town Mendrisio Dove: a 15 km da Lugano e 50 km da Milano, sull'autostrada Milano - Lugano, uscita Mendrisio. Cosa trovi: abbigliamento, articoli sportivi, pelletteria, casalinghi, cosmetici, orologeria, accessori, giocattoli, telefonia The Mall Dove: Via Europa 8, località Leccio Reggello (Firenze).Cosa trovi: outlet di Gucci, Giorgio Armani, Sergio Rossi, Yves Saint Laurent, Bottega Veneta, Loro Piana Fidenza Outlet Village Dove: seguire l'autostrada A1 fino all'uscita di Fidenza/Salsomaggiore. Cosa trovi: abbigliamento di grandi marche, arredamento, intimo, gioielli e articoli per la casa Fifty Factory Store Dove: a Biella, lungo la Statale Trossi in località Verrone; ad Aosta in località Amerique a Quart; prossimamente a Meda lungo la superstrada Milano-Como in via Indipendenza.Cosa trovi: abbigliamento, intimo e accessori RJ Outlet Dove: a Bergamo, Desenzano, Padova, Lissone e Milano. Cosa trovi: moda griffata di Armani, Roberto Cavalli, Fendi, Gucci, Miu Miu, Moschino, Prada, Dolce & Gabbana, Valentino, Church's, Levis, Morgan, Versace e altri

 

 


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